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La corsa univa

  Correva l'anno 2005 ed io ero all'inizio della mia storia atletica. Ancora un tantino sovrappeso ma la strada che avevo intrapreso segnava un percorso perfetto. Le gare a cui partecipavo erano poche, quantomeno quelle competitive ma anche alle classiche "tapasciate paesane" non ero ancora un frequentatore assiduo. Quello che però mi colpiva era il legame che la corsa creava tra i podisti! A quei tempi correvano molte meno persone, c'erano molte meno gare FIDAL di adesso e forse erano solo le non competitive ad avere dei calendari molto più ampi. Quel mondo sportivo univa le persone, le faceva conoscere e creava amicizie. A volte più forti, in altre più fragili ma comunque c'era qualcosa di chimico tra le persone che correvano. Io non ho mai sentito un maratoneta dare del "pistaiolo" agli atleti che si allenavano e correvano attorno alle piste. Non ho ricordi di podisti che correvano i 10 km su strada dare dei "nomignoli" agli atleti che c...

Preservatevi una vita ok!

Hai presente gli anni '70/'80? Se li hai presenti ricorderai sicuramente quante persone a quei tempi facevano uso di eroina 💉. Una piaga davvero di grandi dimensioni, talmente estesa che i decessi per overdose erano all'ordine del giorno. Chi ha avuto esperien ze di parenti o conoscenti sa perfettamente che i vari fattori che rendevano molto difficile la disintossicazione non erano soltanto legati ad una sostanza che di per sé dava dipendenza e assuefazione ma gli stessi consumatori tendevano a cercare di non fare uscire dal giro chi cercava di smettere. La stessa situazione si riesce a trovare in diverse altre situazioni simili come ad esempio il fumo di sigaretta 🚬 ! Se chiedi a una persona che ha smesso di fumare molto facilmente ti dirà che appena ha iniziato a provare a smettere i fumatori che conosceva hanno subito cercato di offrirgli una sigaretta. È un dato di fatto perché se tu provi a fare qualcosa che io non riesco a fare o che mi spaventa mi fai sentire infer...

Verso Siena:racconti di corsa del primo mese dell'anno

Sicuramente questo 2026 non è iniziato sotto l'auspicio della fortuna. Già durante il periodo natalizio non sono riuscito ad avere coerenza con la dieta che avevo iniziato a metà dicembre e tutto è sfumato dopo pochi giorni 🤦. Poi passata l'Epifania c'ho riprovato ma ecco che il virus dell'influenza mi ha tagliato le gambe. Per fortuna che nel mezzo sono riuscito a rinnovare l'attestato di idoneità con il Dott. Susanna che mi ha fatto i complimenti perché mi ha trovato davvero bene. Il 18 gennaio, pochissimi giorni dopo l'influenza, ho deciso di partecipare alla Maratonina Falconeri pur sapendo che sarebbe andata diversamente rispetto agli anni precedenti. Già durante il riscaldamento ho sentito pesantezza alle gambe e fiato lungo! "Qui ti salvi la pelle solo con l'esperienza" mi sono detto e dopo lo sparo dello starter mi sono tenuto sulla destra lasciando passare chi andava più di me, testa bassa, fiato lungo e niente che potesse essere visto co...

Duro come il carattere

  Ti è mai capitata la sensazione che il mondo stia cercando di testare i tuoi limiti? Quel momento in cui un progetto fallisce, una porta si chiude o un imprevisto rovina mesi di pianificazione? Succede a tutti. Ma c’è una sottile differenza tra chi si ferma a guardare il muro e chi decide di scalarlo. Quella differenza non è la fortuna, e non è nemmeno solo il talento. È il carattere. Spesso pensiamo che per superare i grandi ostacoli servano risorse straordinarie: soldi, contatti o un'intelligenza fuori dal comune. La verità è molto più cruda e, allo stesso tempo, più rassicurante: le sfide non si vincono con quello che hai, ma con quello che sei. Non è gridare più forte degli altri o non provare mai paura. Al contrario, la vera forza del carattere è una voce silenziosa che, a fine giornata, ti sussurra: "Va bene, oggi è stata dura, ma domani ci riproviamo." La capacità di assorbire il colpo senza spezzarsi. Come una pianta che si piega sotto la tempesta ma torna dritt...

Vincere è restare in piedi

Vincere è restare in piedi! Potrebbe essere letto sarcasticamente come quando tra amici in un bar si inizia a ordinare giri su giri di birre medie. Stavolta niente potrebbe essere più serio! Dopo l'ondata di gelo che ha investito gran parte dell'Italia ho purtroppo dovuto accettare l'inizio di una bronchite, non eccessivamente pesante ma sempre molto fastidiosa. Il clou è arrivato giovedì sera dopo il classico allenamento collinare che faccio con la temperatura ben sotto lo zero già nel momento in cui ho iniziato il riscaldamento. Nemmeno dopo vari chilometri e ripide salite ho potuto sentire le dita delle mani un pochino calde e a fine allenamento erano ancora gelide. Avrei dovuto correre ieri a Bibione (VE) ma ho desistito per darmi 24 ore in più di riposo e soprattutto recupero perché la tosse era abbastanza preoccupante. Stamattina la decisione di uscire lo stesso correndo più a sensazione che non cercare di forzare i ritmi. Ottimo sarebbe stato chiudere la mezza marato...

L'impronta sulla sabbia fredda

C’è una Bibione che non tutti conoscono. È quella che si spoglia degli ombrelloni, delle voci dei turisti e della musica dei locali. È la Bibione del mare d’inverno: una distesa di sabbia dorata, il rumore ritmico della risacca e un orizzonte infinito che sembra aspettare solo te. Per un runner, preparare una stagione in questo scenario non è solo allenamento fisico; è un viaggio rigenerante per l’anima. Correre sul lungomare o lungo i sentieri che portano al Faro di Punta Tagliamento nei mesi freddi offre una prospettiva diversa. La solitudine non è isolamento, ma una ricarica energetica. Senza le distrazioni della folla, ogni passo sulla sabbia compatta o sulla ciclabile deserta diventa consapevolezza. La varietà tra asfalto, sterrato della pineta e battigia permette di allenare la propriocezione e la forza in modo dinamico. La luce radente dell'inverno che riflette sull'acqua, regalando tramonti che sembrano dipinti. Fare la preparazione atletica qui significa costruire una ...

Nutri la tua passione, cura la tua strada!

     (Foto: Maratonina Falconeri  16 gennaio 2022) Ci sono appuntamenti che non sono segnati solo sul calendario, ma sotto la pelle. Per me, uno di questi è la Maratonina Falconeri di Monteforte d’Alpone (VR). Non è solo una gara tra i vigneti del Soave; è un rito di inizio anno, un ritorno alle radici dato che vivo tra le colline del prosecco e una sfida che ogni anno chiede qualcosa di nuovo. Ma quest'anno, mentre mi preparo per il saliscendi della Val d’Alpone, il mio approccio è diverso. Più consapevole. Più profondo. Si potrebbe racchiude tutto in tre pilastri. Tre scelte che diventano resistenza. La libertà inizia dalla scelta: decidere di esserci, di indossare le scarpe, di affrontare il freddo di gennaio che a Monteforte sa pungere davvero molto. Ma la vera forza sta nella cura. Curare il corpo che ti permette di correre, curare la mente che ti spinge quando le gambe bruciano, curare ogni singolo chilometro come se fosse un regalo perché dopo tanti anni di pr...