L'estate è arrivata e, con lei, il caldo che picchia sull'asfalto e toglie il fiato. In questo periodo dell'anno, guardando le tabelle di allenamento, si è spesso tentati di tirare i remi in barca. Per molti, se non si sputa l'anima su un bagnato di sudore tra ripetute e ritmi folli, sembra quasi di non allenarsi. C'è la falsa credenza che correre piano, prediligendo la rigenerazione e il fondo lento, sia tempo perso. Ma la verità è un'altra: questo non è tempo perso, è tempo investito. Correre d'estate con un focus sulla resistenza e a ritmi meno impegnativi non è un ripiego, ma una strategia fondamentale. È la fase in cui si mette fieno in cascina, lavorando su due fronti pilastro per ogni podista: il benessere fisico e la solidità mentale. Dal punto di vista fisico, la corsa soft in regime aerobico è una manna dal cielo. È scientificamente provato che correre a basse intensità abitua il corpo a ottimizzare l'uso dei grassi come carburante, favorendo...