Ci sono strade che ho calpestato mille volte. Sentieri, sterrati e capezzagne che collegano Collalto a Barbisano, linee sinuose tracciate nel cuore profondo delle colline trevigiane. Eppure, se c’è una cosa che la corsa mi ha insegnato in oltre venticinque anni di passi, è che queste terre non si rivelano mai allo stesso modo. Non c'è spazio per la noia dove la natura e la storia continuano a cambiare scenario. Quando corro qui, a volte, mi ritrovo a galleggiare in ricordi desueti, quasi sbiaditi dal tempo. Attorno non c’è quasi nessuno. Solo il ritmo regolare delle mie scarpe sul terreno e, a fare da contorno, il canto di qualche uccello. È in questo silenzio che la collina si popola di incontri inaspettati. Spuntano i leprotti, veloci e discreti; compaiono i caprioli, con quella loro eleganza fiera e meravigliosa che ti blocca il respiro per un istante. E poi la memoria torna a quel giorno d'inverno, a quel faccia a faccia ravvicinato con uno sciacallo dorato. Lì per lì l’a...