Corri se puoi, cammina se devi e striscia se serve...ma non mollare mai!!!
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martedì 21 maggio 2013

Come una farfalla che si libra dalla calla

Correre tra la natura per me è da sempre la sfumatura migliore, il luogo maggiormente apprezzato lontano da case, traffico, smog e stress. Perdersi tra sterrati e sentieri, a volte umidi, a volte aridi, in altri casi fangosi o camuffati dalla vegetazione che li avvolge e li modifica in ogni loro aspetto. Il cinguettio degli uccelli, il lento scorrere dell' acqua di un piccolo ruscello, il suono particolare che fanno i passi sotto un manto di aghi di pino secchi. Ogni volta che mi capita di trovarmi in posti simili le emozioni possono essere molteplici come ad esempio trovarmi a pochi metri da un bel capriolo o con uno scoiattolo che zigzagando corre distratto in una fresca mattinata estiva. In estate infatti preferisco addentrarmi tra la vegetazione di buon' ora in modo da non dover soffrire il grande caldo della sera e in questo modo riesco a vedere molti animali che solitamente si nascondono dalla vista (e cattiveria) dell' uomo. In Collalto capita sovente di avvistare anche piccoli falchi che con estrema eleganza svolazzano alti, tra le nuvole, impegnati a scrutare qualche preda. In mezzo a tutte queste situazioni mi rendo conto che è davvero una grande fortuna avere zone tanto fantastiche dietro l' angolo di casa! Viviamo una vita che molte volte ci sbatte in faccia delle realtà pesanti e avere una valvola di sfogo non è assolutamente poca cosa. Correre tra la natura mi fa sentire mentalmente leggero e fisicamente vivo sudando, sfogando e scacciando ogni pensiero negativo. Correre mi fa sentire libero...libero come una farfalla che si libra dalla calla!


sabato 18 maggio 2013

Da Valmareno a malga Budui tra sentieri, strade antiche e bosco

 
Stamattina il cielo ha regalato finalmente un po' di tregua dopo le forti precipitazioni che negli ultimi giorni hanno messo a dura prova tutta la Marca trevigiana e in particolar modo la zona della pedemontana. Con Nicola Nardi e Stefano "Kenta" c'era la voglia di provare il percorso che l' anno scorso fu teatro, per gran parte, dei miei allenamenti verso gli impegni con le sky race. Il cielo era azzurro come quasi nemmeno ci si ricordava e la temperatura frizzante era perfetta per correre le salite che si dovevano affrontare. Partiti da Valmareno (Tv) dopo pochissimi metri su asfalto eccoci salire sullo sterrato che porta al Castelbrando di Cison. I sentieri si sono fatti subito splendidi anche i rivoli di acqua rendevano tutto molto scivoloso. Splendido il passaggio verso il Troi de la fontana in cui le cascate trovate regalavano degli scorci davvero difficili da raccontare. I sentieri verso Praderadego ci hanno visti poi salire repentinamente su pendenze molto impegnative ma la natura riesce sempre a farci pensare che vale davvero la pena fare tanta fatica se poi le sensazioni sono quelle vissute. Sempre molto affascinante il transito per l' antica strada romana Claudia Augusta Altinate dove il tempo sembra essersi fermato.  L' arrivo a Praderadego è stato solo una leggera tregua ma poi eccoci imboccare il sentiero dei Ciclamini che in tre chilometri porta alla malga Canidi. In pratica si passa dai 910 ai 1249 m.s.l.m. della malga per cui c'era da sudare. Arrivati sul monte Canidi ecco che la parte più dura era alle spalle per cui in leggera discesa su sterrato e pietraia abbiamo puntato malga Mont e il monte Crep. Qualche nuvola bassa ha limitato la visibilità ma solo per un breve tratto anche se più che altro erano i panorami a risentirne scomparendo dietro alla foschia. Guadagnata Mont e i suoi 1372 m.s.l.m., il punto più alto del tragitto, altra discesa verso il Rif. Posa Puner tra saliscendi e ultimo sentiero tra i boschi che ha regalato le ultime emozioni della giornata. A Posa Puner (1322 m.s.l.m. ) ultimi 2 km tutti in discesa verso malga Budui dove le nostre fatiche sono terminate. Percorso fantastico tra sentieri e boschi. Profumo di torba, di erba appena tagliata, di legno segato e di aria buona. Passare una mattinata in questi luoghi è come prendere un farmaco anti dolorifico solo che non ci sono contro indicazioni. Questo è stato il ritorno nelle montagne delle Prealpi sicuramente il primo allenamento di una lunga serie.

Quota


Aumento di quota:1,585 m
Perdita di quota:605 m
Quota min:237 m
Quota max:1,371 m    

Altimetria Valmareno/malga Budui

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domenica 5 maggio 2013

Trail de le longane 2013

 

"Dietro la collina non c'è più nessuno solo aghi di pino e silenzio e funghi...". In queste poche parole di F. De Gregori si racchiudono gran parte delle emozioni che mi sono trasudate oggi mentre correvo il 2° Trail de le longane a Lozzo di Cadore (BL). Era circa l' 8° km e immerso in un sentiero in mezzo al bosco mi sono iniziate a girare per la testa queste frasi del brano Generale...ma torniamo a qualche ora prima! Insieme alla Manuela e la Susana Mason arriviamo in quel di Lozzo, piccolo paese nel cuore del Cadore, verso le 8:30. Il cielo molto sereno a parte qualche nuvola all' orizzonte ha dato la sicurezza che stavolta non si avrebbe avuto problemi con la pioggia. Dopo un bel caffè e qualche chiacchiera con podisti D.O.C.G. della Marca eccoci attendere lo start mentre tutto il paese sembrava sceso in strada per l' evento. 15 km di gara con un dislivello sia positivo che negativo di 1100 metri e la fatica da affrontare che qualche pensiero lo ha fatto venire un po' a tutti. Alle 9:45 lo start e dopo un breve tour tra salita e discesa nel paese ecco che il percorso si fa subito affascinante. Poche parole per tutti perché quando si affrontano salite impegnative si parla poco e nelle discese si deve sempre tenere alta la concentrazione per non cadere: silenziosi! I continui cambi di pendenza divertono moltissimo anche perché non eccessivamente impegnativi ma avendo già corso la prima edizione sapevo benissimo che a breve ci sarebbe stato da sudare. Infatti verso il km 4,5 la prima rampa impegnativa. In questo tratto trovo Alberto Zan con il quale completo il dislivello ma alla discesa seguente è avanzato. La caratteristica di questo tracciato sono le tre serie di salite con rispettive discese tutte impegnative. All' imbocco della seconda le gambe iniziano a dare segni di stanchezza ma anche se la pendenza era tanta sono riuscito ad affrontarla bene mentre tutto attorno a me era un festival di colori e suoni, di cinguettii di uccelli e il rumore dell' acqua dei piccoli ruscelli. Sulle discese c'era veramente da stare attenti soprattutto per le radici degli alberi che rendevano insidioso ogni passo. Anche la pendenza verso il basso non era uno scherzo specie nei tratti dove tra fango e roccia la stabilità sembrava non esistere. All'ultima salita l' inferno! Non lunghissima ma dura, dura e ancora dura! Me la ricordavo bene e sapevo che mi avrebbe messo le mani in faccia anche se ho avanzato verso la svolta a destra che ne determinava la fine a testa bassa e denti stretti! In effetti, raggiunto il sentiero che riportava a valle lo scenario si è totalmente invertito e ci ha visti scendere su di una discesa davvero tosta. Ultimi km sotto il sole per raggiungere nuovamente Lozzo di Cadore e tagliare il traguardo. Sono stato personalmente contento di come ho affrontato la corsa e anche per come l' ho finita dato che alla fine avevo la splendida sensazione di poter continuare ancora. Ho chiuso in 1:40:43 classificandomi 101° che per uno scarso come me non è poi poca cosa. Bella gara, bel percorso e buona organizzazione anche se io avrei preferito i ristori al 5° e 10° km anziché 8° e 10°. Al termine buon pasta party per tutti con servizio al tavolo....roba mica da poco eh! E mentre si faceva ritorno a Barbisano ecco di nuovo quella canzone a ronzarmi per la testa:"...buoni da mangiare buoni da seccare da farci il sugo quando viene Natale quando i bambini piangono e a dormire non ci vogliono andare".

Altimetria TDL 2013

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mercoledì 1 maggio 2013

Marcia di primavera 2013:correre per far vincere la beneficenza!

Correre per beneficenza, per aiutare chi sta peggio facendo in modo che istituti come la Nostra Famiglia riescano a ricevere sostegno. Questa era la prerogativa per tutti i partecipanti alla 38^ edizione della marcia di Primavera. Tre partenze (Costa, Bocca di Strada e Pieve di Soligo) come pochissime corse si possono vantare e un unico arrivo a Costa di Conegliano. Le motivazioni mi hanno spinto a cercare di organizzare un gruppetto tra conoscenti ed amici in modo di poter dare un segnale che il mondo del podismo è vicino a queste iniziative. E così ecco che prima dello start ci siamo messi in posa per farci immortalare davanti all' istituto di Barbisano.
 
 Purtroppo la partecipazione non è sembrata elevatissima colpa un po' del tempo incerto delle ultime ore e anche per altre manifestazioni, alcune in modo poco corretto con un nome identico anche se nate più recentemente, ma poco conta e alle 9 si parte insieme ai ragazzi diversamente abili per correre i primi metri insieme. Proprio nell' immediato ecco che una carrozzina si rompe creando qualche problema ai volontari che la spingevano. L' idea era di correre più tranquilli tenendo un passo medio sui 4'50''/km ma dopo qualche km causa salite gli schemi sono saltati. Il percorso tutto su asfalto ha regalato come sempre scorci di natura bellissimi con i panorami che tra Refrontolo e S.Pietro di Feletto si sono potuti ammirare. La lunga carovana di podisti si è snodata successivamente tra Rua e Costa in un contesto poco agonistico o per lo più goliardico. Attorno a me Gigi "transenna" e Nicola che avendo più energie hanno aumentato il passo mentre io e Benny continuavamo a fare tratti di tira molla in quanto le forze erano quasi finite. Ultimi sali scendi con l' afa che davvero è risultata il maggior fastidio della mattinata e corsa chiusa in 1:09:26.


Altimetria della marcia di primavera 2013

La vera protagonista della manifestazione è stata in ogni senso la beneficenza e va dato atto che comunque la gara è stata organizzata molto bene con i ristori lungo il percorso e uno finale che non finiva più. Un grande applauso va agli Alpini che sanno sempre mettere cuore e anima con il loro aiuto e la simpatia che da sempre li contraddistingue. La grande anima dei partecipanti, tutti, sia quelli che hanno optato per il tracciato pungo che per chi meno allenato ha scelto partenze meno impegnative. Concludo inserendo tutti i dati per devolvere il 5x1000 alla Nostra Famiglia.
Come destinare il 5 x Mille

1111




E’ molto semplice: basta una firma e l’indicazione del codice fiscale.
E’ infatti sufficiente riportare il codice fiscale dell’Associazione La Nostra Famiglia 00307430132 all’interno dei moduli 730, UNICO (categoria ONLUS oppure RICERCA SANITARIA) e ricordarsi di firmare come nell’esempio




cinquepermillefirme
Cosa faremo con le risorse che anche tu potrai destinare con la tua firma in occasione del 5x1000 del 2013

Per Onlus
 
Migliorare la dotazione infrastrutturale dei nostri centri presenti in 6 regioni d’Italia per rendere un servizio sempre più adeguato ai bambini e alle loro famiglie. Tra gli interventi che potremo sostenere ne segnaliamo alcuni:

  • Lo sviluppo delle attività dell’Ospedale Amico di Bosisio Parini (LC) attraverso la realizzazione dello SPAZIO IN AUT per i bambini con autismo
  • Il potenziamento delle attività del Centro di Riabilitazione di Cava de’ Tirreni (SA)
  • La realizzazione di una vasca fisioterapica nel Polo IRCCS di Brindisi
  • L’acquisto di arredi e attrezzature per le attività di neurovisione di Varazze (SV)
  • La realizzazione di progetti specifici per il periodo estivo nei Centri di Riabilitazione
  • L’acquisto di attrezzatura specifica per audiometria infantile per il Polo IRCCS di Sn Vito al Tagliamento (PN)
  • L’acquisto di attrezzature per l’Unità di neuro fisiopatologia del Polo IRCCS di Conegliano (TV)
  • L’acquisto di nuovi strumenti diagnostici e riabilitativi per i bambini


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domenica 28 aprile 2013

Marcia del Refrontolo passito 2013


Dopo una notte di pioggia intensa Refrontolo ha atteso il popolo del podismo per la 31^  edizione della Marcia del Refrontolo passito e la 25^ Camminada a Coppie “LUI & LEI”. Pronosticare che lungo il percorso ci fosse molto fango era cosa scontatissima ma alla fine le corse collinari, soprattutto in questo periodo, riservano spesso tali situazioni e bisogna sempre adeguarsi al fondo che si trova. Tanta gente nel piccolo paesino sulle colline famoso molto più per il Marzemino passito che per il prosecco. Il Marzemino di Refrontolo è un vino diverso da quello prodotto in altre zone, è un vino da dessert, da conversazione, di un bel colore rosso rubino con orli violacei, amabile, sapido, frizzante, ricco di profumi con nota di mora di rovo e di morasca. Raggiunge i 12-14 gradi.
Il Marzemino di Refrontolo, oggi Refrontolo Passito, quasi si nasconde nel grande mare dei vigneti della zona tipica di produzione del Prosecco. Le origini del Marzemino si perdono nel tempo, sono nebulose e controverse. Si ritiene che l'omonimo vitigno si sia diffuso, per opera dei coloni romani, in Carinzia prendendo il nome da Marzimin, villaggio di detta regione, e che da questa zona la coltivazione si sia estesa nelle regioni venete. Visto il grande numero di partecipanti ho deciso, insieme a Nicola e Cristian, di anticipare la partenza di 10 minuti giusto per riuscire a fare un allenamento senza trovarsi imbottigliati tra la gente che cammina o che non è abituata al fango. Detto, fatto e dopo la classica foto di rito eccoci lungo il percorso. Grande novità di questa edizione è stata il percorso lungo di 19 km anche se causa fango è stato tolto un km circa e proprio quello del passaggio sotto alla "grotta dea graspa" ma è stata una scelta saggia dato che quella zona è sempre umida anche nei periodi di grande caldo figuriamoci dopo una nottata di scroscio continuo! Il primo tratto ci ha portati subito su uno sterrato e grazie ad una salita continua, anche se poco impegnativa, si è raggiunto in poco tempo una bella zona panoramica. Strepitoso il sentiero imboccato verso il 2° km e anche se breve racchiudeva tutto lo splendore di una zona che ancora gode di buona parte di natura quasi incontaminata. Primi veri tratti fangosi lungo la leggera discesa che portava verso la zona della “grotta dea graspa” (insenatura naturale dove un tempo si produceva la grappa di nascosto per sfuggire ai controlli delle autorità) che a causa fango però è stata evitata. La zona è splendida a dir poco! Bosco tra ruscelli e odore di terra appena mossa regalano un habitat fantastico che solo i veri amanti della natura e della corsa collinare sanno scorgere. In giro molte lamentele sul fango ma non mi sembra che ci potessero essere dubbi e poi , in modo un po' provocatorio, mi vien da dire che é inutile lamentarsi della quantità di fango in una corsa collinare e soprattutto dopo una precipitazione abbondante. Il percorso mai noioso snodato in un continuo e costante cambio di pendenza non risultava affatto facile e infatti verso il 10° km abbiamo perso Cristian anche se alla fine nemmeno di molto. Il resto del tracciato ci ha fatto soffrire ancora tra sali scendi affrontati comunque senza grossi affanni e così in 1:40:07 abbiamo chiuso questa gara molto bella e con qualche tratto molto vicino al trail anche se nel complesso é e resta semplicemente un bel collinare impegnativo. Tanti ristori come sempre! Tanta gente come sempre! Splendido scenario naturalistico come sempre! Insomma speriamo solo che nella prossima edizione le condizioni meteo siano più clementi ma per il resto gara da mettere in calendario!


Altimetria della marcia del Refrontolo passito (percorso 19 km)

Aumento di quota:440 m
Perdita di quota:413 m
Quota min:109 m
Quota max:296 m


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giovedì 25 aprile 2013

Duerocche 2013

 
Il 25 aprile per Cornuda è sinonimo, da più di 40 anni, della Duerocche la corsa podistica più antica del Veneto. Oltre 4000 partecipanti tra i vari percorsi messi a disposizione dagli organizzatori. Prima dello start classico ritrovo con i "soliti noti" podisti che i vari anni di attività mi hanno fatto conoscere. Poco prima del via è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare Boston, le vittime della follia assurda di due balordi che andrebbero apostrofati con epiteti pesanti anche se in ogni caso non cambierebbe niente di ciò che è successo. Cielo limpido senza nessuna nuvola all' orizzonte e Alex Geronazzo che assieme allo sparo dello starter ha dato il via alla manifestazione podistica. Primo km tra il mercato di Cornuda per poi entrare da subito nella natura che circonda il paese trevigiano. Dopo il 2° km si inizia a sudare nella prima salita della giornata! Infatti fino al km 4,5° ci si inerpica nel punto che alla fine sarà anche quello più alto del percorso. Al 6° km il bivio che divideva i percorsi di 12 e 21 km ha dato modo di avere meno ressa e la corsa ne ha risentito in fluidità. A dirla tutta ero molto preoccupato di come i miei muscoli avrebbero reagito ai dislivelli di oggi dato che sembrava che il Trail dei Brac di domenica scorsa avesse lasciato poca energia e invece al contrario più avanzavo più mi sentivo bene. La discesa che porta al ristorante La Beccaccia ha sciolto ogni dubbio mentre la giornata soleggiatissima iniziava a farsi molto calda anche eccessivamente io direi. Pochi metri e incontro Giorgio caduto a causa del fango:"ma non dovevi andare piano!??-mi chiosa ed io ad incitarlo di correre insieme ma le intenzioni erano diverse. I vari continui cambi di pendenza mettevano a dura prova mente e fisico ma le bellezze dei sentieri e dei boschi circostanti davano un effetto anti dolorifico e niente sembrava faticoso...o quasi! All' 11° km il punto più critico causato dal fango dove solo le corde hanno evitato ruzzoloni ma bisogna anche ammettere che grazie alle scorse giornate calde e soleggiate il fango incontrato è stato veramente minimo. Finita l' arrampicata eccoci scendere in uno sterrato buono per lasciare andare le gambe ma la 13° tutto è ritornato in salita e su un dislivello per nulla semplice. E' la zona delle trincee che praticamente immette nei sentieri e sterrati che porteranno alla rocca di Cornuda. Arrivato proprio nei pressi della rocca ecco che i soliti camminatori hanno fastidiosamente intralciato i partecipanti alla corsa. Come dice il regolamento "chi cammina deve dare la precedenza a chi corre" ma la cosa sembra davvero impossibile da comprendere. Qualche persona di una certa età poi si è pure lamentata come se fossimo noi runners ad essere irrispettosi! Spero che quando sarò vecchio sia anche in grado di essere l' antitesi di questi modi di fare. Detto questo la rocca era raggiunta e quindi giù tutta verso il finish anche se ero perfettamente conscio che mancava ancora la famosa salita tra i vigneti del 18° km che davvero mette a dura prova anche perché totalmente sotto il sole. Finale in progressione a sottolineare che forse non sto poi così male come pensavo e quindi taglio il traguardo in 2:09:30. Gara bella come sempre e ben organizzata. Sempre tanti i ristori messi anche in punti poco accessibili ma che tra salita e caldo si sono fatti apprezzare non poco. Altra nota positiva sembrerebbe che questa volta non ci siano stati furti nelle auto e questo anche grazie i volontari dell' As. Paracadutisti che hanno pattugliato i parcheggi.

Altimetria della Duerocche

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domenica 21 aprile 2013

Trail dei Brac 2013



Oggi a Valmareno (Tv) si è corsa la 25^ edizione della Marcia dei Brac e 3^ del trail dei Brac entrambe gare non competitive che si svolgono in una cornice spettacolare che la natura ha saputo creare e in questo caso anche grazie all' uomo che la mantiene bene rispettando sentieri e boschi. La leggera pioggia delle prime ore del giorno non faceva presagire situazioni meteo favorevoli ma al contrario tutto si è davvero risolto con un breve scroscio. Alla partenza ritrovo con John, Gigi "transenna", Paolo, Valentino e molti altri mentre la zona continuava a popolarsi di podisti. Con 15 minuti di ritardo ecco il via dato da Maurizio Forner e la grande massa di trailers che ha iniziato questo viaggio tra i "troi", in italiano sentieri, di Valmareno. Bastano pochissime centinaia di metri per capire che questo trail non è facile! Infatti lasciata la zona della partenza in 500 metri eccoci sulla salita che porta al Castelbrando dove molti iniziano a camminare per il dislivello. Avanzando di qualche km si iniziano a trovare scorci di natura veramente magnifici ed il sentiero 1028 A lascia tutti a bocca aperta. Questo tratto del percorso è il più facile ed è quasi interamente corribile buono buono per far girare le gambe dato che poco più avanti si inizieranno ad affrontare le prime vere salite impegnative. Al 6° km circa un atleta davanti a noi ruzzola in uno dei pochissimi punti di discesa verso il Col de Moi facendo preoccupare un po' tutti ma alla fine solo qualche graffio e niente più:fortunato! Dal 7° km in poi si inizia a sudare di brutto! Il sentiero che porta all' antica Claudia Augusta Altinate non molla mai! John mi ha chiesto quale percentuale di pendenza avevamo davanti e senza dubbi gli ho risposto sui 50%! Giunti alla Claudia Augusta la situazione si è un tantino normalizzata ma in ogni caso c'era ancora l' ultimo sentiero prima di arrivare al passo Praderadego. Anche in questa occasione la natura si dimostra grande in un contesto fantastico. Sarà che amo infinitamente questa zona, zona in cui si snodano molti dei miei allenamenti estivi ma resta il fatto che non si può restare indifferenti dallo splendore da cui si è circondati. "Adesso si inizia a fare sul serio-scherzando con i compagni di trail-adesso si va sul Col de Moi!!!". Dietro a noi ecco che arriva Kenta con il quale si inizia ad affrontare la parte sicuramente più dura dell' intero percorso. E' bastato veramente poco, mentre si correva tra gli abeti, per  trovarsi ad affrontare ripetuti sali scendi per nulla semplici finché verso il 10° km ci si è ritrovati davanti una lunga salita degna di una sky race! Il sole sbucato dalle nuvole regala un panorama sulla Valsana che meritava una foto ma c'era da salire e anche molto verso la cima della montagna e quindi testa bassa e denti stretti:sofferenza! Raggiunta la vetta tutto cambia in un momento e quindi dalla salita durissima si è passati alla discesa ripidissima dove l'imperativo era non cadere! Più facile a dirsi che a farsi ma bene o male abbiamo raggiunto Praderadego indenni. Purtroppo dopo il ristoro John si sente troppo provato dal percorso affrontato fin li e sceglie di tornare a valle tramite la strada asfaltata. La scelta è stata giusta e fatta con buon senso dato che a quel punto si stava per affrontare il Troi del pindol e quindi rischiare di farsi male sarebbe stato davvero facile. Gigi dopo qualche tentennamento decide per continuare mentre con noi si è aggiunta Francesca Nardi nota podista della zona. Il Troi del pindol è impegnativo, insidioso,  pericoloso e molto tecnico. Poco più avanti perdiamo anche Francesca causa crampi e quindi il duo "Transenna" & Pasteo cercava di scendere a valle per chiudere la gara. Tra pietre sporgenti, brevi tratti esposti e discese impegantive si arriva al 20° km ma ahimè causa dolori all' anca anche Gigi rimane un po' indietro. Verso il 21° km trovo Kenta provato dalle fatiche affrontate e anche lui con i crampi. Avanzo verso l'ultimissima parte della gara tra le vecchie case di Valmareno e chiudo il trail in 3:27:44.

1400 metri di dislivello affrontati in 23 km tra i boschi e anche se duri e faticosi  mi hanno davvero regalato momenti di sport e di natura che davvero riescono a rendere queste gare uniche e irripetibili. Complimenti al G.S. Valsana e alla Pro Loco di Valmareno che anche in questa occasione hanno saputo organizzare benissimo l' evento che si spera continui nel tempo.

Altimetria Trail dei Brac

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