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Mattone dopo mattone

 

L'estate è arrivata e, con lei, il caldo che picchia sull'asfalto e toglie il fiato. In questo periodo dell'anno, guardando le tabelle di allenamento, si è spesso tentati di tirare i remi in barca. Per molti, se non si sputa l'anima su un bagnato di sudore tra ripetute e ritmi folli, sembra quasi di non allenarsi. C'è la falsa credenza che correre piano, prediligendo la rigenerazione e il fondo lento, sia tempo perso. Ma la verità è un'altra: questo non è tempo perso, è tempo investito. Correre d'estate con un focus sulla resistenza e a ritmi meno impegnativi non è un ripiego, ma una strategia fondamentale. È la fase in cui si mette fieno in cascina, lavorando su due fronti pilastro per ogni podista: il benessere fisico e la solidità mentale. Dal punto di vista fisico, la corsa soft in regime aerobico è una manna dal cielo. È scientificamente provato che correre a basse intensità abitua il corpo a ottimizzare l'uso dei grassi come carburante, favorendo una composizione corporea ideale proprio quando il caldo rende tutto più faticoso. Ma non è solo una questione di bilancia o di metabolismi: la corsa lenta rigenera, mantiene l'efficienza cardiovascolare senza sovraccaricare le articolazioni già provate dalle fatiche delle stagioni passate, e regala una profonda sensazione di benessere. E poi c'è l'aspetto mentale. Correre senza l'assillo del cronometro, godendosi il percorso, permette di staccare la spina dal peso della prestazione pura. È una ricarica psicologica necessaria per mettere nel mirino i grandi obiettivi autunnali. Per capire l'importanza di questi mesi apparentemente "leggeri", mi piace pensare a una metafora. Pensate a una strada romana. Le grandi vie dell'antichità non sono nate in un secondo, né sono state create con scorciatoie. Sono state costruite sasso dopo sasso, mattone dopo mattone, con una pazienza infinita. Ogni singola pietra, presa singolarmente, poteva sembrare insignificante. Eppure, incastrate l'una con l'altra con costanza e precisione, quelle strade hanno attraversato i secoli, superato montagne e unito imperi, arrivando ovunque. Ogni chilometro lento che corriamo sotto il sole estivo, ogni uscita rigenerante che portiamo a termine quando avremmo preferito il divano, è uno di quei mattoni. Non serve a fare il record del mondo oggi, ma serve a dare stabilità e fondamenta alla strada che ci porterà dritti al traguardo in autunno. Quando la meta è lontana, non serve correre forte subito; serve posare il proprio mattone quotidiano, con la certezza che quella strada ci condurrà esattamente dove vogliamo arrivare. Buone corse estive a tutti, a passo lento e mente leggera!

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