C’è una Bibione che non tutti conoscono. È quella che si spoglia degli ombrelloni, delle voci dei turisti e della musica dei locali. È la Bibione del mare d’inverno: una distesa di sabbia dorata, il rumore ritmico della risacca e un orizzonte infinito che sembra aspettare solo te.
Per un runner, preparare una stagione in questo scenario non è solo allenamento fisico; è un viaggio rigenerante per l’anima. Correre sul lungomare o lungo i sentieri che portano al Faro di Punta Tagliamento nei mesi freddi offre una prospettiva diversa. La solitudine non è isolamento, ma una ricarica energetica. Senza le distrazioni della folla, ogni passo sulla sabbia compatta o sulla ciclabile deserta diventa consapevolezza. La varietà tra asfalto, sterrato della pineta e battigia permette di allenare la propriocezione e la forza in modo dinamico. La luce radente dell'inverno che riflette sull'acqua, regalando tramonti che sembrano dipinti. Fare la preparazione atletica qui significa costruire una base solida. Il freddo che pizzica le guance ti spinge a non mollare, mentre la vastità del paesaggio dilata la percezione della fatica. È in questo contesto di "vuoto" apparente che si trova la concentrazione massima. Quando i chilometri pesano, guardare il mare dà una spinta che nessuna palestra o percorso cittadino può offrire. È una forza tranquilla che ti porti dentro per tutta la stagione di gare. Dopo una sessione intensa al freddo, il corpo chiama energia e calore. A Bibione, in inverno, non corri contro il tempo. Corri con te stesso, circondato dalla bellezza di una natura che riposa.
"Sono il vecchio che va in mare e sfida ancora le onde"(Caparezza)

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