Correva l'anno 2005 ed io ero all'inizio della mia storia atletica. Ancora un tantino sovrappeso ma la strada che avevo intrapreso segnava un percorso perfetto. Le gare a cui partecipavo erano poche, quantomeno quelle competitive ma anche alle classiche "tapasciate paesane" non ero ancora un frequentatore assiduo. Quello che però mi colpiva era il legame che la corsa creava tra i podisti! A quei tempi correvano molte meno persone, c'erano molte meno gare FIDAL di adesso e forse erano solo le non competitive ad avere dei calendari molto più ampi. Quel mondo sportivo univa le persone, le faceva conoscere e creava amicizie. A volte più forti, in altre più fragili ma comunque c'era qualcosa di chimico tra le persone che correvano. Io non ho mai sentito un maratoneta dare del "pistaiolo" agli atleti che si allenavano e correvano attorno alle piste. Non ho ricordi di podisti che correvano i 10 km su strada dare dei "nomignoli" agli atleti che correvano i cross. Ognuno aveva nel rispetto della disciplina dell'altro e in qualche caso c'era anche grande ammirazione. Erano anni diversi, i social non esistevano ancora o quantomeno non erano i social che conosciamo ora. Correvano quasi esclusivamente le persone che vivevano di passione e certe sfumature del podismo erano molto di nicchia. Come il trail ad esempio che però non veniva definito trail ma molto più semplicemente "corsa in montagna" dove le gare erano poche, i partecipanti pochi (tranne delle eccezioni) e dove la passione per lo sport si univa alla passione per la montagna. Anche le distanze erano diverse e tranne qualche gara le corse in montagna si aggiravano tra gli 11 e 17 km. Io ad esempio ho fatto parte delle due spedizioni dell' Atl. Valdobbiadene GSA (2011-2012) dove abbiamo vinto il titolo italiano MASTER di corsa in montagna. L'estate a quegli anni era sinonimo di corsa in montagna. Poi arrivarono le sky race dove le difficoltà diventavano maggiori, poi arrivarono i primi trail che di per sé continuavano ad avere una distanza ridotta se non un pochi casi. Di gente che partecipava ce n'era davvero poca. Se c'erano 300/400 partecipanti era tanto. Ci conoscevamo tutti e a fine gara non c'era una bustina di carbogel lungo il percorso, non c'erano bottigliette di glicogeno liquido o altri rifiuti per terra. Poi le distanze sono aumentate quasi fino all'esagerazione e anche il numero dei partecipanti è cresciuto tantissimo. Quello che questo cambiamento ha portato al movimento trail ha snaturato ciò che lo stesso trail promuoveva agli inizi: correre nella natura senza preoccuparsi del cronometro. Ma la cosa che più mi ha colpito è stato vedere come il trail abbia portato una spaccatura tra i podisti che prima non ricordo esserci stato. Io ho praticato la corsa in montagna e il trail dal 2006 al 2017 e di gare ne facevo una ogni domenica da aprile ad agosto ma non mi sarei mai sognato di etichettare, in modo quasi di scherno, chi non lo praticava. Negli ultimi anni invece in diversi casi, non tutti ovviamente, quando qualcuno mi parla di gare trail mi sono sentito sempre etichettare "eh ma tu sei uno stradista" e l'espressione risulta davvero con senso di saccenza. La cosa incredibile è che questo tipo di persone lo fanno anche tra di loro ma sulle distanze! Una volta ero ad una corsetta paesana c'erano dei personaggi che davano subito all'occhio perché erano vestiti da trail, con zainetti trail e scarpe da trail ma la gara era collinare. Se la smenavano tra di loro perché si stavano preparando per un ultra trail ma quello che faceva il percorso da 120 km la smenava a chi faceva quello da 30 con tono di superiorità. Sinceramente mi hanno ricordato i tempi della scuola quando da adolescente si guardava a chi c'è l'aveva più grande. Viviamo in un mondo che fa' di tutto per dividere e lo sport dovrebbe solo unire e dovrebbe unire sempre! Cosa cambia se uno corre su strade asfalte, oppure su un sentiero, oppure sulla spiaggia, o su un tapis roulant, o in una pista di atletica? Correrà dove crede meglio, o dove può, o dove preferisce giusto? Tanto l'importante sarà sempre fare sport e stare bene in qualsiasi contesto venga praticato. Lasciamo che sia la politica a dividere che già ci basta 😂

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