Passa ai contenuti principali

Nostalgie a fuoco lento

 

C’è un momento preciso, quando corri, in cui il rumore del mondo esterno si spegne e resta soltanto il ritmo del tuo respiro, insieme al battito regolare dei passi sull'asfalto o sui sentieri. In quel silenzio in movimento, la mente inizia a viaggiare. Ripensa a dove tutto è iniziato, alle strade percorse, ai traguardi tagliati e a quelli mancati. Nostalgie a fuoco lento nasce esattamente da questo tipo di pensieri. Non è il manuale di un campione, né la celebrazione di una carriera di successi incisi nella pietra. È il racconto sincero e viscerale della mia vita con le scarpe da corsa ai piedi: dal giorno in cui ho mosso i primi passi incerti, spinto da una semplice curiosità o dal bisogno di mettermi alla prova, fino all'ultima gara, quella in cui ho capito che era giunto il momento di chiudere il capitolo delle competizioni agonistiche. In mezzo a questi due estremi c'è stato di tutto. Ci sono stati passaggi di pura felicità, quell'euforia indescrivibile che ti travolge quando superi un tuo limite o condividi la fatica con un compagno di squadra. Ma ci sono stati anche momenti bui, episodi dolorosi e delusioni che la corsa, come la vita,non ti risparmia. Perché lo sport non è un quadro sempre perfetto: sa essere generoso, ma sa anche chiedere un conto salato in termini di sacrifici, infortuni e amarezze. Eppure, guardandomi indietro mentre queste memorie cuociono e maturano "a fuoco lento", non cambierei una singola falcata. La mia non è un'storia unica al mondo, ma è una storia profondamente mia, vissuta con un'intensità che spero traspaia da ogni post. Ho deciso di scriverloa non per ego, ma con un augurio nel cuore: che queste parole possano essere una scintilla. Magari per chi si trova in un momento di stallo, per chi sta affrontando una sconfitta sportiva o personale, o semplicemente per chi non ha mai allacciato un paio di scarpe da running e guarda a questo sport con timore o scetticismo. Se anche solo un lettore, arrivato all'ultimo post, sentirà la voglia di uscire di casa, sentire l'aria sulla faccia e fare il primo passo verso la propria strada, allora questo mio racconto avrà raggiunto il suo traguardo più bello. Buona lettura, e buona strada.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

Nessuno muore mai per sempre

Caro papà "Memo" mi sembra doveroso in questa domenica di luglio lasciare da parte cronache di gare, tempi e tutto ciò che solitamente, dopo le mie corse, ero solito scrivere. Voglio invece parlare di te o meglio parlare di te e con te che continui a rimanere un pensiero fisso. Nessuno muore mai completamente caro "Memo" perché le persone speciali come te riescono a lasciare ricordi, aneddoti e sorrisi che rimangono impressi nell' anima di chi ha avuto la fortuna di conoscerti o anche di passare solo qualche ora insieme. La tua grande ironia graffiante e a volte "feroce" hanno fatto si che in qualsiasi circostanza tu riuscissi a strappare dei sorrisi anche se quasi sempre finivi per far morir dal ridere tutti! Avevi uno spirito invidiabile che ti ha sempre fatto emergere come "personaggio" in tutto quello che hai fatto. Ricordo la tua grande passione come speaker che soprattutto tra gli anni '70 e '80 ti ha visto ritagliare non poch...

​Un'estate rovente che ha tagliato le gambe

(Foto: Giro delle mura città di Feltre 2009) Ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma vere e proprie tappe di una storia personale. Per me, il Giro delle Mura di Feltre è esattamente questo. La prima volta fu nel lontano 2009. Da allora, il ciottolato feltrino l'ho calpestato parecchie volte: nel 2010, nel 2014, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e fino al 2023. Ognuna di queste edizioni ha portato con sé una storia diversa. Quella del 2023, per esempio, fu un'esperienza sofferta, arrivata sul recupero da un infortunio che ne aveva condizionato il ritmo e le sensazioni. Eppure, guardando all'edizione che sta per arrivare, la sensazione è ancora diversa: rischia di essere la più impreparata di sempre. Il caldo asfissiante tra luglio e agosto non ha dato tregua. Solo da pochissimi giorni le temperature sono tornate a livelli umani, ma il margine è stato decisamente troppo risicato per mettere nelle gambe i ritmi necessari a una gara come quella di Feltre: v...