"Ma chi te lo fa fare di dannarti l'anima se tanto arrivi… esimo?" O ancora meglio, la perla recente: "Ehhh sì! E tu chi ti credi di essere, il Messi o il Ronaldo del running?" Frasi così le conosciamo benissimo. Arrivano puntuali, calate con quella finta superiorità da chi non ha mai provato cosa significa stringere i lacci e uscire di casa quando la giornata di lavoro ti ha prosciugato ogni energia. Quando le sole forze rimaste meriterebbero solo il pigiama e la TV, e invece ti metti le scarpe e vai a prenderti la tua dose di sforzo. Chi pronuncia certe frasi rivela una sola cosa: una profonda ignoranza su cosa sia davvero la passione. Perché vedete, partecipare a una gara competitiva, al di là della posizione in classifica o dei costi da sostenere per un pettorale, non è un'esibizione d'egocentrismo. È un atto di dedizione. Chi taglia il traguardo per primo lo fa spinto da una passione smisurata e supportato da un talento eccezionale, arrivando a ritmi che pochissimi possono permettersi. Ma chi arriva ventesimo, cinquantesimo o millesimo soffre, spinge e suda guidato dalla stessa identica forza. Anzi, diciamolo chiaramente: il sudore del primo classificato ha la stessa identica composizione chimica dell'ultimo che taglia il traguardo. Non c'è un sudore "di serie A" e uno "di serie B". C'è solo fatica pura, impegno e rispetto per la strada percorsa. Purtroppo veniamo spesso sminuiti da chi preferisce la comodità del divano o il rito quotidiano di chiudersi al bar tra spritzetti e cicchetti. Per carità, ognuno è libero di vivere come vuole. Il problema nasce quando vedono che tu hai scelto una realtà completamente diversa, una realtà fatta di disciplina, di aria aperta, di traguardi guadagnati centimetro dopo centimetro e che questa realtà ti rende profondamente felice. Lì scatta qualcosa: percepiscono quella distanza, avvertono un senso di inferiorità e provano a smontare la tua felicità per non dover fare i conti con la propria pigrizia. Ma il nocciolo della questione è estremamente semplice. Non importa se corri per vincere la gara o se corri "solo" per tagliare quel traguardo personale. Nel momento stesso in cui decidi di metterti in gioco, hai già vinto. E hai vinto soprattutto contro chi cerca di sminuire la tua persona e ciò che ami fare. La passione non si misura in coppe o medaglie: si misura nella vita che ci metti dentro. E noi, su quella linea d'arrivo, siamo vivi come non mai.
"Vivere e sorridere dei guai così come non hai fatto mai e pensare che domani sarà sempre meglio" (V.Rossi)

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