Passa ai contenuti principali

Correre per stare lontani, per stare fuori, per stare soli (Mauro Covacich)

Domenica mattina soleggiata e già piuttosto calda e con i suoi 24° C delle ore 8 non lasciava spazio a dubbi. Oggi c' era in programma un lungo di 30 km e quindi ho intuito subito che non sarebbe stata una passeggiata e se poi sommiamo il fattore caldo a quello che ultimamente sento i muscoli delle gambe sempre induriti si capisce che il periodo non é dei migliori ma poco conta...si parte! Alle 8 in punto la partenza da Barbisano (Tv) per un "viaggio" ai piedi delle colline del prosecco e dopo 4 km eccomi transitare a Solighetto in via Suoi da dove la vista delle colline regala attimi davvero splendidi. In questo tratto i miei pensieri tornano a quando ero bambino ai tempi in cui, con mio papà, si saliva sui monti Cima e Villa (le due colline di Solighetto) e non c' era uno sterrato che non fosse stato perlustrato. Erano anni molto diversi, anni in cui i contadini ti facevano un fischio per bere un bicchiere di vino accompagnato magari da una fetta di salame mentre ora, se non stai attento, ti aizzano contro i cani per paura che rubi un grappolo di uva. Con tutti questi ricordi che affioravano limpidi nella mia mente i chilometri si sono accumulati velocemente e così eccomi transitare nella zona di Soligo da dove inizia il primo tratto sterrato tra i campi. La velocità non era certo brillante e la corsa risultava un tantino pesante ma non mi sono fatto problemi perché continuo ad essere fiducioso che con l' impegno anche la forma atletica tornerà al 100% quindi avanti a testa bassa soffrendo un po' il caldo ma con un pensiero fisso:"qui non si molla mai!". Giunto a Farra di Soligo mi sono regalato qualche scorcio di natura che con voi voglio condividere. Costeggiando le colline sono praticamente arrivato a Col S.Martino ennesimo paese famoso per il prosecco e lungo tutta la strada si poteva facilmente sentire il profumo del mosto appena fatto dato che la vendemmia é iniziata già da qualche giorno. Tra l' altro in quel punto avevo accumulato già 15 km quindi metà strada era alle spalle ma il sole alto non dava tregua e la fatica era palpabile. Prendendo via Verdi in direzione Sernaglia della Battaglia ho potuto finalmente godere di buoni tratti di ombra regalata dagli alberi e qualche chilometro dopo eccomi imboccare lo sterrato della zona di Palù (foto a destra). Il nome viene dato a tutte le zone paludose, l'area in questione è quella compresa nel triangolo formato dai comuni di Farra di Soligo, Vidor, Moriago e Sernaglia della Battaglia con un'area complessiva di mille ettari. Quest'area di natura argillosa è altimetricamente più basso rispetto le zone circostanti; per queste semplici fattori la zona è diventata un'area di raccolta e ristagno delle acque, l'area è attraversata dai torrenti Rosper, Raboso e la Dolza. Tutte le acque di questa zona concorrono ad alimentare due falde freatiche sotterranee, che a loro volta alimentano la zona delle Fontane Bianche di Fontigo. Il silenzio e la calma che si prova correndo questo tratto non sono assolutamente spiegabili! Guadagnato il centro del piccolo paese della valle del Piave non mi restava far altro che passare Falzè di Piave ma la spossatezza é stata davvero tanta. Non so quanto abbia influito il fattore caldo so solo che in questo tratto ho davvero dovuto tirar fuori le unghie perché ero ormai al limite! Passato il paese di Falzé eccomi di nuovo in quel di Barbisano da dove quasi 3o km prima ero partito. Le tantissime griglie accese con la carne sopra ai tizzoni ardenti offrivano profumi sublimi mentre io continuavo a sperare che l' ultimo split del Garmin arrivasse presto. Giunto in Loc.Barbisanello ho sentito il cicalino del Garmin e quindi allenamento finito in un senso di totale liberazione. Ho chiuso questo lungo in 2:29:03 e viste le molteplici difficoltà incontrate lungo la strada mi vien da dire che é più che buono anche se il ritmo che vorrei tenere alla Venicemarathon é decisamente più allegro ma chi mi conosce bene sa che in ogni caso non mi faccio prendere dalla paranoia del cronometro (per fortuna mia). Intanto il primo lungo verso Stra (Ve) é andato e adesso si prosegue a testa bassa e con i denti stretti di giorno in giorno...di settimana in settimana!

Pasteo vi saluta e vi augura good run

Commenti

Tosto ha detto…
posti bellissimi. Anche se devo dire che ho un ricordo diverso dei contadini quando ad esempio da ragazzini ci correvano dietro con la forca per aver rubato delle ciliegie :) eh he he
@ Tosto Anche da queste parti se entravi nelle proprietà private per rubare le ciliegie o altri frutti ti rincorrevano con i forconi ma se passavi davanti alle case camminando nelle stradine della collina ti fermavano per due chiacchiere e un bicèr de vin )per me a quei tempi c'erano i biscotti però!). Alla fine il mio era un paesino di nemmeno 1000 anime quindi ci si conosceva tutti. Adesso i contadini hanno la puzza sotto il naso ed il navigatore satellitare sul trattore!!!
Ahaah aaa a a aa a a a a
er Moro ha detto…
30 sono 30, sempre e comunque!
Per la maratona hai un ottimo spirito che te la saprà far godere lungo tutti i suoi 42km.. portati del prosecco ed ogni tanto dagli un'odorata, ti farà immaginare di correre come ieri eh eh
Ciao Pasteo
giovanni56 ha detto…
Ma lo fai apposta? Lo sai che quelle immagini mi fanno solo male!!! :-)
Invece alle tue gambe fanno solo bene.
... il "bambino" cresce bene? :-)))
@ Giovanni56 Il "bambino" cresce che é una meraviglia :-)
La birra l'ho già imbottigliata! Alla fine mi é uscita una birra ambrata e sarà pronta per fine ottobre. Già fatto un' altro mosto stavolta di birra bionda Lagher e credo che successivamente farò pure la pilsner. Per la marcia di S.Caterina ne avremo da degustare di vari tipi e ovviamente con qualcosa da mangiare adatto.
Ciao
lello ha detto…
che zone fantastiche...............ciao pasteo
mototata ha detto…
...Pasteo, ma fai anche la birra?!?
Sei l'uomo delle mille sorprese!
Alla prossima!

P.S. racconto molto bello, come sempre
Andrea87 ha detto…
Bellissimo giro! Sto iniziando a conoscere quelle zone.. sono splendide! Non male anche il riscontro cronometrico. Bel titolo!

Post popolari in questo blog

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

Nessuno muore mai per sempre

Caro papà "Memo" mi sembra doveroso in questa domenica di luglio lasciare da parte cronache di gare, tempi e tutto ciò che solitamente, dopo le mie corse, ero solito scrivere. Voglio invece parlare di te o meglio parlare di te e con te che continui a rimanere un pensiero fisso. Nessuno muore mai completamente caro "Memo" perché le persone speciali come te riescono a lasciare ricordi, aneddoti e sorrisi che rimangono impressi nell' anima di chi ha avuto la fortuna di conoscerti o anche di passare solo qualche ora insieme. La tua grande ironia graffiante e a volte "feroce" hanno fatto si che in qualsiasi circostanza tu riuscissi a strappare dei sorrisi anche se quasi sempre finivi per far morir dal ridere tutti! Avevi uno spirito invidiabile che ti ha sempre fatto emergere come "personaggio" in tutto quello che hai fatto. Ricordo la tua grande passione come speaker che soprattutto tra gli anni '70 e '80 ti ha visto ritagliare non poch...

​Un'estate rovente che ha tagliato le gambe

(Foto: Giro delle mura città di Feltre 2009) Ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma vere e proprie tappe di una storia personale. Per me, il Giro delle Mura di Feltre è esattamente questo. La prima volta fu nel lontano 2009. Da allora, il ciottolato feltrino l'ho calpestato parecchie volte: nel 2010, nel 2014, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e fino al 2023. Ognuna di queste edizioni ha portato con sé una storia diversa. Quella del 2023, per esempio, fu un'esperienza sofferta, arrivata sul recupero da un infortunio che ne aveva condizionato il ritmo e le sensazioni. Eppure, guardando all'edizione che sta per arrivare, la sensazione è ancora diversa: rischia di essere la più impreparata di sempre. Il caldo asfissiante tra luglio e agosto non ha dato tregua. Solo da pochissimi giorni le temperature sono tornate a livelli umani, ma il margine è stato decisamente troppo risicato per mettere nelle gambe i ritmi necessari a una gara come quella di Feltre: v...