Domenica mattina soleggiata e già piuttosto calda e con i suoi 24° C delle ore 8 non lasciava spazio a dubbi. Oggi c' era in programma un lungo di 30 km e quindi ho intuito subito che non sarebbe stata una passeggiata e se poi sommiamo il fattore caldo a quello che ultimamente sento i muscoli delle gambe sempre induriti si capisce che il periodo non é dei migliori ma poco conta...si parte! Alle 8 in punto la partenza da Barbisano (Tv) per un "viaggio" ai piedi delle colline del prosecco e dopo 4 km eccomi transitare a Solighetto in via Suoi da dove la vista delle colline regala attimi davvero splendidi.
In questo tratto i miei pensieri tornano a quando ero bambino ai tempi in cui, con mio papà, si saliva sui monti Cima e Villa (le due colline di Solighetto) e non c' era uno sterrato che non fosse stato perlustrato. Erano anni molto diversi, anni in cui i contadini ti facevano un fischio per bere un bicchiere di vino accompagnato magari da una fetta di salame mentre ora, se non stai attento, ti aizzano contro i cani per paura che rubi un grappolo di uva. Con tutti questi ricordi che affioravano limpidi nella mia mente i chilometri si sono accumulati velocemente e così eccomi transitare nella zona di Soligo da dove inizia il primo tratto sterrato tra i campi. La velocità non era certo brillante e la corsa risultava un tantino pesante ma non mi sono fatto problemi perché continuo ad essere fiducioso che con l' impegno anche la forma atletica tornerà al 100% quindi avanti a testa bassa soffrendo un po' il caldo ma con un pensiero fisso:"qui non si molla mai!". Giunto a Farra di Soligo mi sono regalato qualche scorcio di natura che con voi voglio condividere.
Costeggiando le colline sono praticamente arrivato a Col S.Martino ennesimo paese famoso per il prosecco e lungo tutta la strada si poteva facilmente sentire il profumo del mosto appena fatto dato che la vendemmia é iniziata già da qualche giorno. Tra l' altro in quel punto avevo accumulato già 15 km quindi metà strada era alle spalle ma il sole alto non dava tregua e la fatica era palpabile. Prendendo via Verdi in direzione Sernaglia della Battaglia ho potuto finalmente
godere di buoni tratti di ombra regalata dagli alberi e qualche chilometro dopo eccomi imboccare lo sterrato della zona di Palù (foto a destra). Il nome viene dato a tutte le zone paludose, l'area in questione è quella compresa nel triangolo formato dai comuni di Farra di Soligo, Vidor, Moriago e Sernaglia della Battaglia con un'area complessiva di mille ettari. Quest'area di natura argillosa è altimetricamente più basso rispetto le zone circostanti; per queste semplici fattori la zona è diventata un'area di raccolta e ristagno delle acque, l'area è attraversata dai torrenti Rosper, Raboso e la Dolza. Tutte le acque di questa zona concorrono ad alimentare due falde freatiche sotterranee, che a loro volta alimentano la zona delle Fontane Bianche di Fontigo. Il silenzio e la calma che si prova correndo questo tratto non sono assolutamente spiegabili! Guadagnato il centro del piccolo paese della valle del Piave non mi restava far altro che passare Falzè di Piave ma la spossatezza é stata davvero tanta. Non so quanto abbia influito il fattore caldo so solo che in questo tratto ho davvero dovuto tirar fuori le unghie perché ero ormai al limite! Passato il paese di Falzé eccomi di nuovo in quel di Barbisano da dove quasi 3o km prima ero partito. Le tantissime griglie accese con la carne sopra ai tizzoni ardenti offrivano profumi sublimi mentre io continuavo a sperare che l' ultimo split del Garmin arrivasse presto.
Giunto in Loc.Barbisanello ho sentito il cicalino del Garmin e quindi allenamento finito in un senso di totale liberazione. Ho chiuso questo lungo in 2:29:03 e viste le molteplici difficoltà incontrate lungo la strada mi vien da dire che é più che buono anche se il ritmo che vorrei tenere alla Venicemarathon é decisamente più allegro ma chi mi conosce bene sa che in ogni caso non mi faccio prendere dalla paranoia del cronometro (per fortuna mia). Intanto il primo lungo verso Stra (Ve) é andato e adesso si prosegue a testa bassa e con i denti stretti di giorno in giorno...di settimana in settimana!
Pasteo vi saluta e vi augura good run
In questo tratto i miei pensieri tornano a quando ero bambino ai tempi in cui, con mio papà, si saliva sui monti Cima e Villa (le due colline di Solighetto) e non c' era uno sterrato che non fosse stato perlustrato. Erano anni molto diversi, anni in cui i contadini ti facevano un fischio per bere un bicchiere di vino accompagnato magari da una fetta di salame mentre ora, se non stai attento, ti aizzano contro i cani per paura che rubi un grappolo di uva. Con tutti questi ricordi che affioravano limpidi nella mia mente i chilometri si sono accumulati velocemente e così eccomi transitare nella zona di Soligo da dove inizia il primo tratto sterrato tra i campi. La velocità non era certo brillante e la corsa risultava un tantino pesante ma non mi sono fatto problemi perché continuo ad essere fiducioso che con l' impegno anche la forma atletica tornerà al 100% quindi avanti a testa bassa soffrendo un po' il caldo ma con un pensiero fisso:"qui non si molla mai!". Giunto a Farra di Soligo mi sono regalato qualche scorcio di natura che con voi voglio condividere.
Costeggiando le colline sono praticamente arrivato a Col S.Martino ennesimo paese famoso per il prosecco e lungo tutta la strada si poteva facilmente sentire il profumo del mosto appena fatto dato che la vendemmia é iniziata già da qualche giorno. Tra l' altro in quel punto avevo accumulato già 15 km quindi metà strada era alle spalle ma il sole alto non dava tregua e la fatica era palpabile. Prendendo via Verdi in direzione Sernaglia della Battaglia ho potuto finalmente
godere di buoni tratti di ombra regalata dagli alberi e qualche chilometro dopo eccomi imboccare lo sterrato della zona di Palù (foto a destra). Il nome viene dato a tutte le zone paludose, l'area in questione è quella compresa nel triangolo formato dai comuni di Farra di Soligo, Vidor, Moriago e Sernaglia della Battaglia con un'area complessiva di mille ettari. Quest'area di natura argillosa è altimetricamente più basso rispetto le zone circostanti; per queste semplici fattori la zona è diventata un'area di raccolta e ristagno delle acque, l'area è attraversata dai torrenti Rosper, Raboso e la Dolza. Tutte le acque di questa zona concorrono ad alimentare due falde freatiche sotterranee, che a loro volta alimentano la zona delle Fontane Bianche di Fontigo. Il silenzio e la calma che si prova correndo questo tratto non sono assolutamente spiegabili! Guadagnato il centro del piccolo paese della valle del Piave non mi restava far altro che passare Falzè di Piave ma la spossatezza é stata davvero tanta. Non so quanto abbia influito il fattore caldo so solo che in questo tratto ho davvero dovuto tirar fuori le unghie perché ero ormai al limite! Passato il paese di Falzé eccomi di nuovo in quel di Barbisano da dove quasi 3o km prima ero partito. Le tantissime griglie accese con la carne sopra ai tizzoni ardenti offrivano profumi sublimi mentre io continuavo a sperare che l' ultimo split del Garmin arrivasse presto.
Giunto in Loc.Barbisanello ho sentito il cicalino del Garmin e quindi allenamento finito in un senso di totale liberazione. Ho chiuso questo lungo in 2:29:03 e viste le molteplici difficoltà incontrate lungo la strada mi vien da dire che é più che buono anche se il ritmo che vorrei tenere alla Venicemarathon é decisamente più allegro ma chi mi conosce bene sa che in ogni caso non mi faccio prendere dalla paranoia del cronometro (per fortuna mia). Intanto il primo lungo verso Stra (Ve) é andato e adesso si prosegue a testa bassa e con i denti stretti di giorno in giorno...di settimana in settimana!Pasteo vi saluta e vi augura good run
Commenti
Ahaah aaa a a aa a a a a
Per la maratona hai un ottimo spirito che te la saprà far godere lungo tutti i suoi 42km.. portati del prosecco ed ogni tanto dagli un'odorata, ti farà immaginare di correre come ieri eh eh
Ciao Pasteo
Invece alle tue gambe fanno solo bene.
... il "bambino" cresce bene? :-)))
La birra l'ho già imbottigliata! Alla fine mi é uscita una birra ambrata e sarà pronta per fine ottobre. Già fatto un' altro mosto stavolta di birra bionda Lagher e credo che successivamente farò pure la pilsner. Per la marcia di S.Caterina ne avremo da degustare di vari tipi e ovviamente con qualcosa da mangiare adatto.
Ciao
Sei l'uomo delle mille sorprese!
Alla prossima!
P.S. racconto molto bello, come sempre