Prosegue il mio "viaggio" in quest'ultimo anno di preparazioni e di ricerca del proprio limite. Non nego che a volte vorrei spaccare il GPS con un martello, quello più grande e pesante che ho ma mi sono promesso di chiudere la mia "storia podistica" in questo modo e onorerò la decisione. Continuo a ritenere la scelta di un approccio alla corsa meno impegnativo, o quantomeno con meno pretese cronometriche, giusta per poter proseguire con più serenità il mio percorso in questo fantastico mondo del podismo. A 24 ore dalla prossima gara però sono ancora lì che valuto, interpreto e cerco spunti dall'ultima settimana di allenamento e questo fa capire che ci sia ancora qualche cartuccia in canna a disposizione. La Dogi's Half Marathon l'ho corsa già due volte precedentemente e conosco bene il percorso dato che per metà è esattamente la parte iniziale della Venicemarathon. La mia prima volta fu nel 2010 in una edizione non molto fortunata per me dato che arr...
Cerco sempre di aggrapparmi a qualcosa di positivo e di vedere le cose con più ottimismo possibile. No, non sempre risulta facile e a volte il buio che certi giorni devo contrastare sembra avere la meglio. Un po' come quando c'è nebbia fitta, sono in macchina e non si vede nulla ma cerco sempre di seguire la segnaletica per non finire fuori strada. Che non sia il periodo più idilliaco della mia esistenza sembra abbastanza palese ma non mi piango addosso. Ogni allenamento lo vivo come una conquista perché a volte vestirsi da runner, allacciare le scarpe e uscire a correre dà esattamente quella sensazione! Così mentre corro i miei pensieri si districano e si tuffano nei ricordi di altri allenamenti magari fatti 20 anni fa. Mi piace non scordare quei primi passi da neofita quando il mondo del podismo mi affascinava e mi emozionava molto più di adesso un po' come quando da piccolo nelle vetrine dei negozi di giocattoli c'era il calcio balilla calamitato, un sogno per i rag...