Passa ai contenuti principali

Sto dipingendo il buio...

Cerco sempre di aggrapparmi a qualcosa di positivo e di vedere le cose con più ottimismo possibile. No,  non sempre risulta facile e a volte il buio che certi giorni devo contrastare sembra avere la meglio. Un po' come quando c'è nebbia fitta, sono in macchina e non si vede nulla ma cerco sempre di seguire la segnaletica per non finire fuori strada. Che non sia il periodo più idilliaco della mia esistenza sembra abbastanza palese ma non mi piango addosso. Ogni allenamento lo vivo come una conquista perché a volte vestirsi da runner, allacciare le scarpe e uscire a correre dà esattamente quella sensazione! Così mentre corro i miei pensieri si districano e si tuffano nei ricordi di altri allenamenti magari fatti 20 anni fa. Mi piace non scordare quei primi passi da neofita quando il mondo del podismo mi affascinava e mi emozionava molto più di adesso un po' come quando da piccolo nelle vetrine dei negozi di giocattoli c'era il calcio balilla calamitato, un sogno per i ragazzini della mia generazione e tutti stavamo attaccati al vetro del negozio per guardarlo il più vicino possibile. Non salto praticamente un allenamento da sempre o quasi perché la mia passione per la corsa và oltre il buio nel quale la sera mi ritrovo e cerco con tutta la forza possibile di pensare che tra non molto arriverà la primavera, cambierà l'orario e avremo più luce possibile. Non è detto che tutto si risolva o che per magia io, come un pannello fotovoltaico, riesca a trarne benefici ed energia ma so che potrebbe esserci un input migliore con questo cambiamento. Corro nel buio ma cerco di dipingerlo tracciando linee di diverso colore, con forme totalmente casuali ma che mi danno la voglia di andare avanti e di non mollare proprio adesso. Tra 10 giorni correrò la Dogi’s Half Marathon e con la testa sono al 65% ma credo che stringendo i denti potrei anche tirare fuori il coniglio dal cilindro. Il problema è che sono sempre troppo stanco, sempre più stanco talmente tanto che la frase "mamma mia che stanco che sono" è quella che mi ripeto più spesso durante la giornata. Io nel frattempo ho uno zaino pieno di colori e so che ce ne vorranno tanti ma continuerò a dipingere l'oscurità convinto che in un tempo non troppo lontano i colori si uniranno generando un luce fortissima ed accecante.

#iononmivoglioarrendere

Commenti

Post popolari in questo blog

Fino all'ultimo metro (biografia di Alberto Bressan Pasteo)

Vuoi scaricare gratuitamente la mia biografia "Fino all'ultimo metro"? Non c'è niente di più semplice perché ti basterà   CLICCARE QUI . Una volta aperto il link procedere con il download Grazie Alberto Bressan Pasteo

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

I "prigionieri"

Una delle affermazioni più comuni alla domanda “cosa ti regala la corsa” é: “la sensazione di libertà!” Oppure “la corsa libera la mente” o ancora “la corsa libera dallo stress”. Io aggiungerei pure che la corsa libera le endorfine che poi migliorano l'umore ma ce ne sarebbero molte altre che sancirebbero il legame tra corsa e libertà. Sembra un paradosso ma in certi casi, rari per fortuna, questa libertà si può trasformare in una vera e propria  prigionia e molto spesso porta all'allontanarsi dalla corsa e dallo sport in generale. A me  sono capitate delle situazioni dove ho potuto davvero vedere in prima persona alcuni casi  che voglio raccontare e per i quali userò nomi di fantasia. La “cella” del cronometro ad esempio! Nel 2008 al termine della Trevisomarathon  incontrai Lucio che era vistosamente nervoso! Era un mio compagno di squadra ed  eravamo fuori dallo stadio Tenni. Sapevo che aveva tentato un tempo molto impegnativo  realizzando un incredibile...