Prosegue il mio "viaggio" in quest'ultimo anno di preparazioni e di ricerca del proprio limite. Non nego che a volte vorrei spaccare il GPS con un martello, quello più grande e pesante che ho ma mi sono promesso di chiudere la mia "storia podistica" in questo modo e onorerò la decisione. Continuo a ritenere la scelta di un approccio alla corsa meno impegnativo, o quantomeno con meno pretese cronometriche, giusta per poter proseguire con più serenità il mio percorso in questo fantastico mondo del podismo. A 24 ore dalla prossima gara però sono ancora lì che valuto, interpreto e cerco spunti dall'ultima settimana di allenamento e questo fa capire che sia ancora qualche cartuccia in canna a disposizione. La Dogi's Half Marathon l'ho corsa già due volte precedentemente e conosco bene il percorso dato che per metà è esattamente la parte iniziale della Venicemarathon. La mia prima volta fu nel 2010 in una edizione non molto fortunata per me dato che arrivavo in recupero da una contrattura. Fu una gara difficile con un finale piuttosto sofferto in cui ho tagliato il traguardo in 1:40:21. Passarono molti anni e non so per quale motivo ma non sentivo per niente l'interesse di ritornare a correre questa manifestazione. Forse il fatto che comunque da casa ci vogliono 90 minuti per arrivarci o perché in questo periodo ci sono sempre state tante altre manifestazioni più comode. Arrivò il periodo del COVID nel quale avevo appena cambiato società approdando al Team Nutrafit di Matteo e Paolo Santello. Proprio quest'ultimo mi iscrisse alla Dogi's Half Marathon nella speranza che si fosse risolto il problema del virus. Ciò non accade e come tutti sappiamo per più di un anno e mezzo non vennero più organizzate gare sportive. L'iscrizione però rimase li, in stand by e nel marzo del 2022 rieccomi lungo la riviera del Brenta. A differenza dell'edizione 2010 che aveva lo start a Stra, in provincia di Venezia, stavolta la gara partiva da Dolo sempre ovviamente in provincia di Venezia. La mattinata piuttosto ventosa non sembrava aiutare. Oltretutto la lontananza dalle gare aveva un po' assopito quella voglia di tentare tempi e ritmi ma riuscii comunque a chiudere in 1:28:26. Domani la partenza sarà da Fiesso d'Artico (VE) e così completerò tutte le partenze dato che la particolarità di questa manifestazione è che ogni anno variano tra Dolo ,Stra e Fiesso d'Artico. Non sarà una gara facile perché sto ricercando uno stato di forma che stenta ad arrivare ma tenterò comunque di chiudere sotto i 90 minuti. Il finale sarà sicuramente sofferto ma non mi fa paura. Come ho detto mille volte "io non mi voglio attendere" o perlomeno non ancora perché come cantava Massimo Priviero nel lontano 1990:
"Siamo cresciuti in fretta solitari e forti
Perdendo i pezzi contro il vento
E poi vivendo anche per chi non c’era
Tenendo stretta questa sola verità
Tenendo duro e nessuna resa"
(Nessuna resa mai)

Commenti