
Nuovo appuntamento con l' intervista del mercoledì che si ripresenta dopo un lungo periodo di pausa con uno special edition! L' atleta che vi sto per presentare non é un blogtrotters ma si merita ampiamente un posto in questa rubrica.
Signore e signori: Bottega Luigi Guido ovvero: Gigi"transenna"
Pasteo: Ciao Luigi e benvenuto su Running...
Luigi: Ciao Pasteo...mi presento:mi chiamo Luigi Guido ma ormai sono etichettato con il nomignolo di "transenna" ho quasi 52 anni, vivo a Falzé di Piave (Tv) e sono un grande appassionato di podismo.
P: Parto subito con la prima domanda: quando hai iniziato a correre e quali sono state le motivazioni?
L: Ho iniziato a correre più i meno 10 anni fa con il solo motivo di trovare una valvola di sfogo e per staccare dalla routine del lavoro. Non avrei però mai pensato di arrivare a questi livelli.
P:C’è stato un attimo lungo i 100 km del Passatore dove hai temuto di non riuscire nell’ impresa?
L: Ad essere sincero no! Anche perché avevo in mente di arrivare assolutamente al finish...anche camminando. Poi una buona gestione della gara mia ha permesso di correre senza dover affrontare grosse crisi.
P: Come è stata la preparazione e quali sono stati gli allenamenti che per te si sono rivelati fondamentali?
L: Sfruttando la preparazione della Trevisomarathon ho potuto continuare a correre portando nelle domeniche di fine aprile e maggio le distanze di allenamento utili per arrivare pronto il 29/30 maggio. I percorsi nella zona di Collalto (Tv) si sono rivelati fondamentali per la vasta scelta dei percorsi; dalle salite più impegnative a cambi di ritmo nei falsopiani oltre ai panorami splendidi che si possono ammirare.
P: Adesso ti senti più un ultra maratoneta, un maratoneta o semplicemente il solito amante della corsa?
L: Sempre il solito amante che si diletta nella maratona ma che stavolta ha voluto realizzare il sogno di correre il famoso Passatore.
P: Quanto ha influito avere al seguito un gruppo di amici come assistenza?
L: Moltissimo! Hanno reso la mia gara più semplice nel senso che io dovevo solo correre mentre loro pensavano a tutto il resto. Poi per molti tratti hanno corso insieme a me incitandomi fino all' ultimo metro. Sono stati davvero un grande aiuto.
P:Qual’ è stata la cosa che ti è piaciuta di più?
L: La partecipazione dei miei amici durante tutti il percorso. A tratti erano talmente presi dalla manifestazione che sembrava gareggiassero anche loro.
P: Sono stati più duri i primi 50 km con le salite o gli ultimi 50 tutti in discesa?
L: Nonostante le impressioni che la cartina altimetrica dava i primi 50 km li ho affrontati in modo molto sciolto. La seconda metà però non era in realtà tutta discesa ma negli ultimi 20 km c'erano dei saliscendi resi duri più dai km macinati fin li e dal buio pesto con il quale si doveva sempre fare i conti. A quel punto ormai si andava ad inerzia mentre l' arrivo iniziava ad essere sempre più vicino.
P: A quale km hai capito che niente ti avrebbe più fermato?
L: Per carattere direi dal km 0 mentre in realtà la sicurezza che niente mi avrebbe impedito di concludere i 100 km l' ho avuta al 90°. L' attenzione comunque era sempre alta per cercare di mantenere una corsa più composta possibile. L' ultimo km fatto a 4'20'' la dice lunga.
P:Durante le quasi 11 ore di corsa quali sono stati i fastidi fisici (sempre che ce ne siano stati) che hai incontrato?
L: L' unico vero fastidio l' ho avuto a causa della contrazione dei muscoli delle spalle. E' normale comunque dopo tanti km di corsa trovarsi con questi tipi di indolenzimento ma grazie ai massaggi della Cristina sono riuscito a superare l' inconveniente. Come ho già detto prima il supporto dei miei amici si é rivelato davvero azzeccato.
P: Il tuo soprannome è “transenna”, vuoi raccontare il significato?
L: Il tutto risale al 2008. Ero alla corsa di Lutrano (Tv) famosa per i ristori con tavoli ben imbanditi. Infatti assieme ai vari John, Alvaro, Alex e Andrea la gara sembrava essere su chi si abbuffava di più...con Alex nettamente in testa. Il clima goliardico assieme ai bicchieri di vino hanno reso la giornata davvero divertente mentre pian piano l' arrivo si avvicinava sempre di più. A 10 metri dal traguardo Andrea era in rimonta sulla volata per il 500° posto (!) e la storia dice che io lo abbia stretto sulla transenna che delimitava il tratto finale. Da lì il nomignolo di «transenna» mi ha seguito in tutte le altre gare.
P: Quale sarà il tuo prossimo sogno podistico?
L: Sono molto attratto dall' idea di correre una maratona in 3 ore. Per adesso il mio personal best é 3:11:04 alla Trevisomarathon 2007 quindi con un allenamento più intenso proverò prossimamente ad attaccare le 3 ore.
P:Pensi che farai altre gare con distanze così considerevoli?
L: Per adesso no. Se ci sarà qualche amico, soprattutto di quelli che mi hanno fatto assistenza, potrei anche trovare la voglia di ripetere l' esperienza. Certo che per adesso mi basta il risultato che sono riuscito a fare in questa edizione del Passatore.
P: Vuoi dedicare questa grande impresa a qualcuno?
L: Alla mia famiglia che nonostante fosse contraria a questa «pazzia» mi ha permesso di allenarmi costantemente. Infatti grazie a loro ho sempre potuto trovare il tempo libero per i miei allenamenti che ricordo in alcuni casi hanno durato anche più di 5 ore. La dedico inoltre ai miei amici (i coridoret) che mi hanno accompagnato, sostenuto e aiutato.
P: Qual’ è stato il tuo pensiero mentre passavi sotto il traguardo di Faenza?
L: La grande emozione e gioia nel concludere una gara simile mi fatto tagliare il traguardo senza rendermi tanto conto degli eventi in quanto ero felice che finalmente fosse finita riuscendo anche a evitare la doccia a base di Prosecco che Andrea mi aveva promesso. L' organizzazione non la ha lasciato passare sotto il finish con me. Comunque lasciatemelo dire...sarebbe stato uno spreco buttare una buona bottiglia di vino!
P: C’è chi non avrebbe la voglia di correre neanche per 10 minuti, tu hai fatto 100 km con il tempo di 10:44:46…ne è valsa la pena?
L: Centomila volte si! Una per ogni metro percorso!Perché ho sempre considerato il Passatore come una specie di «laurea» del podista ed essere riuscito a completare il percorso senza grande sofferenza, con un buon tempo e senza situazioni di crisi mi ha dato molta gioia e riempito di grinta per il mio futuro di atleta. Comunque vorrei ricordare che anch' io ho iniziato correndo le gare di 6 km e quindi chi adesso non trova la voglia di correre neanche 10 minuti dovrebbe provare...vedrà che soddisfazione.
P: Grazie caro Luigi "Gigi transenna" le tue risposte hanno evidenziato la tua grande passione per la corsa e per le sfide e a quanto pare riesci anche a realizzarle. Il Passatore molto probabilmente, come dici tu, é una sorta di laurea del podista e realizzare di arrivare alla fine di un simile evento é un impresa sotto ogni punto di vista e quindi onore a te e a tutti gli atleti che hanno corso questa gara. A tutti voi vanno i miei complimenti sinceri!
Pasteo vi saluta ricordandovi di controllare la posta...una mia mail potrebbe già esservi arrivata perché il prossimo ad essere intervistato potresti essere tu!
Pasteo vi saluta e vi augura good run!
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