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Kayak:intervista con...i canoisti

Francesco Gambella

Kayak per me è sinonimo di energia, rumore d'acqua, profumo di natura e silenzio. Mi immagino la sensazione che si deve provare nel scivolare sull'acqua e penso che sia davvero una cosa unica. Ho conosciuto questo sport grazie ad un mio amico che spesso mi parla delle sue discese nel fiume Piave e dal Lago Santa Croce (Bl).Tutto ciò mi ha ispirato e dopo una breve ricerca sono riuscito a contattare dei canoisti con i quali ho fatto l' intervista.A differenza delle precedenti questa è un' intervista doppia dato che sono stati disposti a concedermela diversi canoisti (ho rubato l'idea alle Iene!!!) e quindi perché scegliere solo uno?Così questo post sarà ancora più interessante visto che il kayak sarà spiegato da più punti di vista.
Presentazione dei canoisti
FRANCESCO:Ciao Pasteo, inizio con il dirti che io ho praticato la canoa fluviale ed ora pratico il Kayak di mare ed ho stabilito 5 Record mondiali.
MARCELLO:Ciao Pasteo mi chiamo Marcello ho 36 anni, sono un tecnico elettronico ed abito a Magenta. E' da 22 anni che l'acqua bianca mi ha conquistato e una volta iniziato non sono più riuscito a farne a meno. Per cominciare ti dico che Kayak è il nome eskimese per chiamare una canoa chiusa.
PASTEO: Ciao Francesco e Marcello e benvenuti in "Running" .Vi ringrazio della disponibilità e serietà dimostrata...parto con la prima domanda. Cosa spinge uno sportivo ad uno sport così estremo?
F: Sono tante le forze che mi spingono ad intraprendere uno sport così estremo (traversata Olbia-Ostia,Corsica-Ostia,Messico-Cuba ed il Giro d'Italia in Kayak) la voglia di stare un po' con me stesso...una grossa scarica di adrenalina e soprattutto la grande voglia, attraverso i miei record, di garantire una sanità gratuita e di qualità a tutte quelle persone che in tutta l'Africa non possono averla, questo perché io sono nato con una malformazione all'intestino e all'età di 7 mesi una sanità gratuita e di qualità mi ha permesso oggi di essere vivo. Questa è anche la mia più grande motivazione durante i record.
M: L'idea di poter percorrere tratti di fiumi e torrenti sempre più impegnativi e di poter arrivare in luoghi poco conosciuti o raggiungibili solamente attraverso la discesa in Kayak. Mi ha affascinato e mi affascina tuttora! Spesso il pensiero corre a impetuosi torrenti di acqua cristallina o a montagne fluide di acqua bruna, a onde di piena...ma il fiume è fatto anche di pendenze, salti, cascate e toboga da domare con pagaia e canoa. Per concludere è principalmente l'eterna sfida con se stessi, lo sfidare la natura e la sensazione è indescrivibile quando ci si prepara ad un salto o un passaggio pericoloso. Io faccio anche parapendio, snowboard e arrampicata ma ti assicuro che non esiste un altro sport che ti fa girare tanta adrenalina come il Kayak. E poi conquisti un sacco di donne!...scherzo naturalmente :-) se dici che fai Kayak scappano subito.
P: Che tipo di preparazione psico-fisica si deve sostenere?
F: Più si sta in kayak meglio è. Comunque , per quanto mi riguarda bisogna sviluppare la capacità aerobica. Giornata tipo:mattina sveglia alle 08.00, seduta in palestra di 2 ore per potenziamento, pranzo, 3 ore di canoa e poi la sera due ore di piscina...questo per 5 volte la settimana. Per sviluppare invece una capacità mentale adatta mi alleno sempre da solo ed il resto è nel mio dna.
M: La preparazione atletica e la conoscenza delle manovre fondamentali e di base (a partire dalla pagaiata sino agli agganci all'eskimo e all'utilizzo del peso del corpo) sono importanti per poter affrontare discese impegnative e di parecchie ore. In canoa si va praticamente tutto l'anno: si fa parecchio fondo in acqua piatta e "risalite"controcorrente oltre a canoa slalom per affinare la tecnica. La sera in inverno corsa.
P: Mi puoi descrivere una attrezzatura di base?
F: L'attrezzatura di base per chi pratica il Kayak di mare è oltre alla canoa con pompa disentina, gavoni stagni, retina, gps. Bisogna indossare sempre il giubbino salvagente e il paraspruzzi. Poi in base alle stagioni si può indossare una giacca d'acqua più o meno pesante oppure una muta (per l'estate) e si consiglia un cappellino, acqua e frutta a volontà.
M: Canoa in polietilene con puntapiedi antisfondamento, pagaia (guai a chi lo chiama remo) paraspruzzi, casco, salvagente, giacca d'acqua ecorda da lancio.
P: Dalla tua esperienza puoi indicarmi 3 località dove svolgere questo sport è particolarmente suggestivo?
F: Bhè visto l'esperienza del Giro d'Italia che ho fatto la scorsa estate, con certezza ti dico che la Sardegna è il posto più bello in assoluto segue il Gargano in Puglia ed in Liguria la zona di S.Fruttuoso. All'estero invece Polinesia e tutta la costa africana del Kenia.
M: Non ci sono fiumi o torrenti più belli degli altri, ognuno è differente. Le difficoltà variano a seconda della preparazione psico-fisica del canoista e delle condizioni di acqua che si trovano. Per poter percorrere però alcuni tratti è necessaria una preparazione di anni. Se devo dirti 3 località in primis la Val Sesia che permette discese su molti affluenti per tutte le difficoltà, ha poche dighe che rovinano i fiumi e l'acqua pulitissima quasi tutto l'anno. La Val di Sole e la Valle d'Aosta...Austria, Francia, Svizzera...in canoa si va ovunque inseguendo l'acqua!
P: Ti sei mai trovato in situazioni difficili da gestire?
F: Sicuramente durante la Messico-Cuba: dovevo battere un Record mondiale ed avevo tutto contro compreso il tempo meteo, onde alte 3 metri e mezzo e gli squali sotto il sedere. Ho stretto i denti e dopo 3 giorni e mezzo ho stabilito il mio quarto record mondiale su 5.
M: Si alcune volte. Una delle più significative quando un ragazzo del mio gruppo ha lussato una spalla su un canyon e abbiamo dovuto tirarlo fuori con corde e paranchi su per la gola della montagna.
P: Ti sei mai chiesto"ma chi me lo ha fatto fare"?
F: Si molte volte. Me lo sono chiesto specialmente durante la mia ultima avventura del Giro d'Italia: 64 giorni per 3.852 km! La risposta l'ho trovata nei visi e nelle speranze delle persone che l'anno prima ho incontrato in Africa e che ora grazie ai 29.000 $ raccolti possono aver garantito un intervento chirurgico!
M: Si tutte le volte che mi imbarco e la temperatura è sotto i 6 gradi o come quando in Venezuela nel 2005, dopo le raudales (rapide dell'Orinoco) ci siamo trovati in un tratto di 40 km di acqua piatta.
P: Cosa si prova in una discesa?
F: Ti dico cosa provo durante una traversata: sicuramente una grande sensazione di pace, tranquillità e di gioia, un modo per scavare dentro me stesso ed imparare a conoscermi meglio.
M:Non succede in tutte le discese ma quando sei in un fiume è come far parte di esso, quando entri in una gola rimani incantato dalla sua maestosità ed è difficile esprimere quello che si prova.
P: Ti sei mai avventurato in fiumi sulle Prealpi venete(io vivo ai piedi delle Prealpi trevigiane)?
F: No mai. Quando facevo canoa fluviale ho disceso fiumi in Madagascar, Svizzera e su tutto l'arco alpino e Provenza.
M: Certo. Ogni anno sul Vanoi organizzano una gara d'alto corso, poi c'è il Travignolo, il Brenta per lo slalom.Bellissimi posti!
P: Quale consiglio puoi dare a chi volesse iniziare questa disciplina?
F: Di iniziare facendo un corso di canoa da un istruttore federale fick e di provare.Il 90% dei miei allievi, in 14 anni che insegno, dopo il corso si è acquistato una canoa. Un motivo ci sarà!!!
M: Assolutamente bisogna provare! Iniziare frequentando un corso di canoa presso un club e aggregarsi a qualcuno già esperto e passo passo si potranno avere parecchie soddisfazioni.
P: Raccontami la tua discesa più emozionante...
F: (Francesco pratica Kayak di mare) La mia prossima avventura sarà nel Novembre 2008. Farò con un gruppo di ragazzi africani della nazionale del Kenia, da Mombasa a Malindi a scopo promozionale per questa disciplina che sta e deve prendere piede anche in Africa.
M: E' avvenuta nello Zambesi nello Zimbawe uno dei fiumi più grossi del mondo. Ti imbarchi proprio sotto le cascate Vittoria. Ti senti talmente una pulce che all'inizio ne sei spaventato, le rapide e i buchi che forma sono incredibili, potrebbero contenere un bus intero. Passi in mezzo alle rapide in apnea e quando guardi a monte, dove sei appena passato, non riesci a contenere urli di felicità.
P: Cosa pensi del doping?
F: Il doping è la cosa più stupida che l'uomo abbia inventato. Doping vuol dire: malattie per un atleta, imbroglio, slealtà, si vive lo sport con l'inganno. Purtroppo però anche per uno sport non seguito come calcio o ciclismo, se vinci le Olimpiadi fai un sacco di soldi sia dal comitato organizzatore che dagli sponsors. Io nello sport toglierei il denaro. Per questo ho scelto come medaglia dei miei record mondiali il fatto di garantire interventi chirurgici in Africa.
M:Il doping è per perdenti e per chi non ha capito che lo sport è libertà.
P: Hai un sogno nel cassetto riguardante il Kayak?
F: Tutto quello che potevo fare in Kayak l'ho fatto. Semplicemente spero di continuare così e che la forza e la voglia di portare a termine queste avventure non finisca mia.
M: Fare un anno sabbatico di sola canoa ed un giorno riuscire a scendere il Rio Backer inCile.
P: Dopo tutte queste domande vuoi farne tu una a me?
F: Ti identifichi in qualche risposta che ho dato?
P: Si sulla risposta riguardante il doping. Il denaro è causa principale dello stravolgimento dello sport e delle cose più belle.
M:Prova a guardare un po' di foto e racconti in www.kayakteamturbigo.it. Allora cosa aspetti ad iniziare ad andare in canoa?
P: Sicuramente andrò sul sito che mi hai consigliato perché il Kayak mi sta interessando. Per quanto riguarda praticarlo io sono un podista, faccio escursioni in MTB e in inverno, quando riesco, pratico lo sci. Se dico alla mia compagna che voglio fare anche Kayak...mi domanda il divorzio anche se non siamo sposati!!!:-)
Molte grazie Francesco e Marcello siete stati veramente entusiasmanti. Dalle vostre risposte si nota con evidenza che amate lo sport e la vita. Vi auguro di andare sempre al massimo e di realizzare ogni vostro sogno. Saluto anche Bianca del Kayakvarese che per problemi tecnici non sono riuscito contattare in modo corretto (non sempre le e-mail arrivano visualizzabili) e che purtroppo non ho potuto inserire nell'intervista.

Pasteo vi saluta ricordandovi di controllare la posta...una mia mail potrebbe già esservi arrivata perché il prossimo ad essere intervistato potresti essere tu!
Pasteo vi saluta e vi augura good run!
Marcello

Commenti

Nell' attesa che mi arrivino le risposte dal podista con cui sto realizzando la nuova intervista col...podista vi ripropongo una realizzata qualche anno fa ma di interesse inossidabile.
Manuela Sartor ha detto…
sì è sempre bello ripassare queste imprese di uomini straordinari... ti fa vedere il mondo in positivo
Tosto ha detto…
d'essere molto bello praticare il Kayak. Io avendo fatto corsi di vela avevo pensato, proprio per la praticità, di comprarmi un kayak con il kit smontabile per farlo diventare a barca a vela! sia mai che lo faccia veramente :)
mjaVale ha detto…
non ha importanza il nome della tua passione, basta che sia autentica.

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