
Ogni grande viaggio non comincia quando si intravede il traguardo, ma nell'esatto istante in cui allacci le scarpe e decidi di partire. La cosa più importante di una preparazione, alla fine, è la partenza stessa. È il primo passo quello che conta davvero: è lui a lasciare la prima impronta sul terreno, e tutto ciò che accadrà dopo — i chilometri macinati, la fatica, i momenti di crisi e i trionfi personali — sarà sempre e solo il frutto di quel primissimo movimento. Il mio viaggio verso la Venicemarathon è ufficialmente iniziato. Ma prima di pensare agli spettatori e ai ponti di Venezia, c’è una prima tappa fondamentale che mi aspetta lungo la strada. Una sfida di quelle vere, dove non si scherza. Il primo vero obiettivo sul tabellino di marcia sarà il Giro delle Mura di Feltre (BL). Manco da questa gara dal 2023 tra l'altro dopo un periodo molto sfortunato, ed è un ritorno che sento particolarmente. Per chi conosce questa gara, sa bene di cosa parlo: 10 chilometri tosti, muscolari, per nulla pianeggianti, dove ogni metro va conquistato con i denti e con le gambe. Non è una passeggiata, è un banco di prova vero. Ho un pallino fisso per le 10 km: riuscire a tagliare il traguardo sotto i 40 minuti. So cosa significa e so cosa serve per riuscirci su quel percorso. Ma so anche un'altra cosa: mettere un tempo del genere in cascina a Feltre adesso non sarebbe solo un bel numero su un cronometro. Sarebbe una scarica di adrenalina pura, la linfa vitale perfetta per alimentare i motori in vista dei chilometri e dei mesi che mi separano da Venezia. La prima impronta è stata impressa. Ora non resta che spingere. Ci vediamo a Feltre!
"Venezia è un albergo, San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria la gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra" (F.Guccini)
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