Passa ai contenuti principali

La corsa ti rivela...

 
C’è un grande malinteso che gira intorno al mondo del running, specialmente quando si parla di lunghe distanze, di maratone o di allenamenti che portano al limite. Molti sono convinti che correre chilometro dopo chilometro, anno dopo anno, sia una sorta di pozione magica capace di forgiare il carattere. Pensano che la corsa crei la resilienza dal nulla, che ti renda forte, che ti trasformi in una persona determinata. Ma la verità è un'altra, ed è molto più cruda e affascinante. La corsa non inventa nulla. La corsa rivela. Quando sei al trentesimo chilometro, quando le gambe bruciano, il fiato si accorcia e la testa ti urla di fermarti, la strada non ti sta regalando la grinta che non hai. In quel momento esatto, la corsa sta solo andando a scavare dentro di te, togliendo tutti i filtri della quotidianità. Se dentro di te c'è una scintilla di determinazione, la corsa la trasforma in un incendio. Se c'è la forza di non mollare, la corsa la tira fuori. Ma deve essere già lì. La fatica non crea il carattere, lo mette a nudo. Mostra chi sei veramente quando non hai più maschere da indossare. Ti rivela la tua vera pazienza, la tua reale capacità di soffrire per un obiettivo, la tua grinta più profonda. Se quella forza non fa già parte del tuo DNA, nessuna scarpa da corsa e nessun cronometro te la potranno mai regalare. Alla fine, ogni chilometro corso non è un mattone che aggiungiamo per costruire una persona nuova, ma un colpo di scalpello che toglie il superfluo per mostrare ciò che siamo sempre stati. La prossima volta che finisci un allenamento duro o che tagli un traguardo difficile, non guardare la corsa con gratitudine per averti reso forte. Guardati dentro, e impara a conoscerti: quella forza era già tua. La corsa ti ha solo aiutato a scoprirla.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

Nessuno muore mai per sempre

Caro papà "Memo" mi sembra doveroso in questa domenica di luglio lasciare da parte cronache di gare, tempi e tutto ciò che solitamente, dopo le mie corse, ero solito scrivere. Voglio invece parlare di te o meglio parlare di te e con te che continui a rimanere un pensiero fisso. Nessuno muore mai completamente caro "Memo" perché le persone speciali come te riescono a lasciare ricordi, aneddoti e sorrisi che rimangono impressi nell' anima di chi ha avuto la fortuna di conoscerti o anche di passare solo qualche ora insieme. La tua grande ironia graffiante e a volte "feroce" hanno fatto si che in qualsiasi circostanza tu riuscissi a strappare dei sorrisi anche se quasi sempre finivi per far morir dal ridere tutti! Avevi uno spirito invidiabile che ti ha sempre fatto emergere come "personaggio" in tutto quello che hai fatto. Ricordo la tua grande passione come speaker che soprattutto tra gli anni '70 e '80 ti ha visto ritagliare non poch...

​Un'estate rovente che ha tagliato le gambe

(Foto: Giro delle mura città di Feltre 2009) Ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma vere e proprie tappe di una storia personale. Per me, il Giro delle Mura di Feltre è esattamente questo. La prima volta fu nel lontano 2009. Da allora, il ciottolato feltrino l'ho calpestato parecchie volte: nel 2010, nel 2014, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e fino al 2023. Ognuna di queste edizioni ha portato con sé una storia diversa. Quella del 2023, per esempio, fu un'esperienza sofferta, arrivata sul recupero da un infortunio che ne aveva condizionato il ritmo e le sensazioni. Eppure, guardando all'edizione che sta per arrivare, la sensazione è ancora diversa: rischia di essere la più impreparata di sempre. Il caldo asfissiante tra luglio e agosto non ha dato tregua. Solo da pochissimi giorni le temperature sono tornate a livelli umani, ma il margine è stato decisamente troppo risicato per mettere nelle gambe i ritmi necessari a una gara come quella di Feltre: v...