Ci sono numeri che non sono semplici cifre, ma coordinate temporali che accendono una scintilla dentro: 101. Tanti sono i giorni che mi separano dalla Venicemarathon. E domani, si comincia a fare sul serio O forse, si comincia a fare sul serio con calma. La mia preparazione partirà con un approccio ragionato: i primi 17 giorni saranno leggeri, dedicati a ritrovare il focus e, soprattutto, a curare nei minimi dettagli un aspetto fondamentale come l’alimentazione sportiva. Poi, dal 27 luglio, anche le tabelle degli allenamenti inizieranno a cambiare. Gradualmente, senza fretta, un passo alla volta. A 54 anni l'esperienza ti insegna che la fretta è solo una scorciatoia verso gli infortuni, e io questa partita voglio giocarmela bene, fino all'ultimo metro. Ad agosto la strada tornerà a farsi sentire sotto le scarpe con i primi "lunghi" che toccheranno i 30 km. Inutile nasconderlo: questo viaggio ha un sapore diverso. È l'ultimo ballo contro il cronometro per una preparazione così impegnativa, e questo mi regala stimoli pazzeschi, ma porta con sé anche una punta di nostalgia. Lo scorrere inesorabile del tempo si fa sentire. Sono passati più di vent'anni da quella mia primissima volta sulla distanza regina. Vent'anni di albe, di sudore, di fatiche e di traguardi. So bene che nel 2027 il mio approccio con la corsa sarà diverso, più rilassato, con altre priorità. Ma oggi no. Oggi c'è un traguardo da preparare. C'è una promessa da mantenere con me stesso. La testa dice che sarà dura, ma il cuore risponde con una certezza granitica: io ci devo credere. Anzi, io non mi voglio arrendere.
"L'amaro in bocca è solo un'arma da taglio" (Negrita)

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