Passa ai contenuti principali

30 km in solitaria

Oggi nonostante avessi l' opportunità di partecipare ai 25 km del Prosecco trail che si svolge a Pieve di Soligo (Tv) , 1 km da casa mia (!), oppure di correre a Musano (Tv) in una gara del circuito CPT ho optato per un allenamento alternativo. Finalmente la caldana delle scorse settimane ha lasciato posto a temperature più fresche e in linea con una situazione che in realtà dovrebbe essere una normalità visto il calendario. Questa mattina quindi mi son svegliato di buonora come ogni domenica e dopo aver fatto i dovuti conti ho deciso per un allenamento di 30 km in solitaria. Spesso ci capita di correre in compagnia con altri podisti e tra una chiacchiera e l' altra i km si sommano in modo rapido mentre da soli ci si trova magari ad annoiarci specie se la strada da fare é tanta. E' per questo che secondo me fare un lungo da solo allena molto sia corpo che mente perché da soli si impara a far si che da un lato le gambe riescano a tenere duro ma anche che il cervello impari a darci una marcia in più. Non dimentichiamoci che molti podisti potrebbero raccontare di gare finite male più per colpa della testa che delle gambe. Quindi alle 9:30 il via, armato di Camelbuk, Garmin e voglia di vedere se con i 7° di temperatura la corsa potesse riservare meno affanno che non nella scorsa domenica. Le prime sensazioni non sono state buone e anche il ritmo che riuscivo a tenere non era tanto veloce. Dopo 3 km ero sopra i 5'/km ma fortunatamente non soffro di "ansia da prestazione" e quindi ho proseguito. Arrivato nella zona di Solighetto le cose sono iniziate a cambiare forse perché il fresco tanto atteso all' inizio mi aveva un po' intorpidito. Al 7° km il passaggio davanti al cimitero di Solighetto e in quel momento non ho potuto non mandare un bacio al cielo con la frase:"ciao papà!". Per noi che viviamo tra le colline é ovviamente un peccato non addentrarci nelle stradine sterrate o nei sentieri che si snodano tra salite e discese ma oggi personalemente non volevo forzare in modo eccessivo. Bene o male il ritmo ha iniziato a darmi dei tempi che non mi aspettavo e nemmeno al 15° km avevo portato il passo medio sui 4'50''/km che alla fine é il mio ritmo gara. Bello il tratto del sentiero dei Palù tra Farra di Soligo, Col S.Martino e Sernaglia della Battaglia anche se le tante foglie cadute dagli alberi nelle ultime ore mi hanno fuorviato non poco. Ritrovata la retta via ho realizzato che ormai ero arrivato alla mezza maratona mentre il ritmo, calato prima a causa del fondo sconnesso, era tornato in linea appena ritrovato lo sterrato che porta agli impianti sportivi. Passaggio a Falzé di Piave con 25 km in saccoccia e nonostante fossimo ormai vicini a mezzogiorno il clima continuava ad essere piacevole. Ritorno al piccolo paesino di Barbisano e a 500 metri da casa lo split del 30° km e così una breve passeggiata defaticante fino a casa. Tempo impiegato 2:25:07 con 4'50''/km di passo medio. Non nascondo comunque di aver avvertito momenti di forte stanchezza ma sono contento perché adesso ho da affrontare una settimana di scarico che mi aiuterà di sicuro a recuperare e poi vedremo.

Dati dell' allenamento

Chilometri corsi: 30
Durata dell' allenamento: 2:25:07
Sensazioni provate: freschezza mentale ma stanchezza fisica nel finale
Tipo di allenamento: lungo
Temperatura: inizio 7° fine 17°
Prossima gara: 23 ottobre Venicemarathon Vanezia
Impressioni e pensieri
L' allenamento di oggi fa ben sperare dato che nella scorsa domenica le sensazioni erano davvero di sofferenza pura. Certo la temperatura era devastante al contrario di oggi ma per tutta la settimana mi é rimasta una strana spossatezza che nella prossima, grazie allo scarico, dovrebbe rimanere solo un ricordo.

Pasteo vi saluta e vi augura good run

Commenti

Drugo ha detto…
Ottimo allenamento ed ottima media. Le nuove temperature rendono sicuramente la corsa piu' piacevole ed anche i risultati dovrebbero trarne giovamento.
Io nel frattempo sto pensando seriamente a Firenze...
lello ha detto…
BRAVO PASTEO , un ottimo allenamento.....

Post popolari in questo blog

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

Nessuno muore mai per sempre

Caro papà "Memo" mi sembra doveroso in questa domenica di luglio lasciare da parte cronache di gare, tempi e tutto ciò che solitamente, dopo le mie corse, ero solito scrivere. Voglio invece parlare di te o meglio parlare di te e con te che continui a rimanere un pensiero fisso. Nessuno muore mai completamente caro "Memo" perché le persone speciali come te riescono a lasciare ricordi, aneddoti e sorrisi che rimangono impressi nell' anima di chi ha avuto la fortuna di conoscerti o anche di passare solo qualche ora insieme. La tua grande ironia graffiante e a volte "feroce" hanno fatto si che in qualsiasi circostanza tu riuscissi a strappare dei sorrisi anche se quasi sempre finivi per far morir dal ridere tutti! Avevi uno spirito invidiabile che ti ha sempre fatto emergere come "personaggio" in tutto quello che hai fatto. Ricordo la tua grande passione come speaker che soprattutto tra gli anni '70 e '80 ti ha visto ritagliare non poch...

​Un'estate rovente che ha tagliato le gambe

(Foto: Giro delle mura città di Feltre 2009) Ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma vere e proprie tappe di una storia personale. Per me, il Giro delle Mura di Feltre è esattamente questo. La prima volta fu nel lontano 2009. Da allora, il ciottolato feltrino l'ho calpestato parecchie volte: nel 2010, nel 2014, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e fino al 2023. Ognuna di queste edizioni ha portato con sé una storia diversa. Quella del 2023, per esempio, fu un'esperienza sofferta, arrivata sul recupero da un infortunio che ne aveva condizionato il ritmo e le sensazioni. Eppure, guardando all'edizione che sta per arrivare, la sensazione è ancora diversa: rischia di essere la più impreparata di sempre. Il caldo asfissiante tra luglio e agosto non ha dato tregua. Solo da pochissimi giorni le temperature sono tornate a livelli umani, ma il margine è stato decisamente troppo risicato per mettere nelle gambe i ritmi necessari a una gara come quella di Feltre: v...