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Venicemarathon 2018: un ritiro annunciato...

Come ampiamente annunciato durante la settimana appena trascorsa eccomi uscire dalla 33^ edizione della Venicemarathon da ritirato. Sulla carta è il mio secondo ritiro in una gara. Il primo risale al 12 marzo 2006 alla Trevisomarathon ma sono storie diverse, tempi diversi e soprattutto motivi diversi. Dopo uno scroscio d'acqua decisamente abbondante il cielo ha regalato una tregua e la partenza della Venice Marathon è stata vissuta addirittura col sole. Lo speaker animava i minuti che precedevano il via scherzando e raccontando aneddoti su come affrontare la parte iniziale. Alle 9:20 la maratona ha preso il via e la lunga carovana ha lasciato Stra (Ve). Nei primi chilometri mi sono subito impegnato nel ricercare il RG che a Firenze spero di tenere anche se il vento di libeccio previsto da sud/ sud est mi impensieriva non poco. A dirla tutta era poco marcato nella parte iniziale ed infatti correvo stabile sui 4'10"/km. Solite grandi emozioni nei vari passaggi dei piccoli paesi della riviera del Brenta con il popolo veneziano numeroso lungo il percorso. Tutto procedeva ottimamente ed il 10° lo ho passato in 42 minuti quindi sempre molto regolare. Anche i chilometri seguenti sono andati via veloci e regolari ma dopo Mira il vento ha iniziato ad aumentare notevolmente. Obbiettivamente ho iniziato a risentire della situazione anche perché non era a favore quindi la fatica sembrava aumentare. Anche l'umidità era fastidiosissima e per assurdo anche la temperatura piuttosto alta ( 19° C a Marghera) non mi aiutava. Il ritmo è inesorabilmente calato e il passaggio alla mezza maratona in 1:30:30 è stato la conferma. Davanti a me Marghera, Mestre e quindi il parco S.Giuliano dove c'era mia moglie Manuela (santa subito) mi attendeva per recuperarmi dato che il ritiro era programmato. Transito a Mestre con il passaggio a piazza Ferretto tagliato rispetto le edizioni passate ed un po' mi è dispiaciuto. In centro a Mestre ho spento il GPS. Stranamente ho iniziato ad incontrare diversi runner che camminavano segnale che oggi forse è andata storta a tanti ma ormai ero vicino al traguardo del 30° km quindi testa bassa e via. Dopo il ponte ciclopedonale che porta al parco vedo la Manuela che mi attendeva e dopo aver passato il gonfiabile del 30° km ho fatto dietro front e mi sono ritirato. L' allenamento non è andato né bene né male perché il clima è stato davvero strano. A volte troppo caldo poi troppo vento e  ancora afoso e molto molto umido. In mezzo a tutte queste scuse resta l'importanza di incontrare delle difficoltà che poi diventeranno esperienze e magari poi a Firenze potranno tornare utili. Adesso si guarda avanti con un'altra settimana di carico e un nuovo lungo da correre domenica. #finoallultimometro...o almeno si spera!
GOOD RUN AMICI PODISTI

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