Passa ai contenuti principali

Siamo destinati ad una vita normale

Notizie sempre più allarmanti avvolgono il mondo del podismo con vari casi di positività tra i professionisti. Quello più recente riguarda la positività, o presunta tale,  della neo campionessa italiana 100 km Cristina Pitonzo.  Purtroppo però altre notizie sembrano coinvolgere anche molti Master che da semplici amatori tutto dovrebbero rincorrere tranne che sostanze dopanti oppure fare abuso di farmaci. Sandro Donati qualche tempo fa ha affermato (fonte) «C’è chi tra gli amatori spende fino a 800 euro al mese per farmaci dopanti, rischiando anche la pelle» oppure «Un terzo degli amatori fa uso di antinfiammatori». Da dove nasce questa follia del farmaco proibito oppure del cocktail mix di farmaci che seppur legali tanto bene non fanno di certo. Sono personalmente entrato nel mondo del podismo 13 anni fa e di storie simili  in quegli anni non se ne sentiva proprio parlare. Magari c'erano ma non ricordo nessuna notizia a riguardo. Non si leggevano nemmeno notizie di podisti che tagliavano 16 km di percorso come ha fatto un podista italiano poche settimane fa  alla maratona di Londra. Non erano così frequenti questi comportamenti basta pensare al clamore che suscitò quella famosa, per modo di dire,  podista trevigiana che alla Trevisomarathon 2012 fece km su km in una bicicletta per realizzare il suo PB. Il mondo del podismo amatoriale quindi sembra davvero molto cambiato. Un mondo dove la ricerca spasmodica del dover migliorare a tutti i costi sembra aver preso il sopravvento al benessere fisico che dovrebbe essere il primo pensiero per chi corre solo per passione. Sembra aver preso il sopravvento alla correttezza che lo sport insegna o che dovrebbe insegnare. Molti vivono le gare con ansia da prestazione anche se non vinceranno mai! Anche se non hanno vinto mai! Anche se arriveranno "esimi" in ogni caso. Poi però, chissà perché, finiscono negli articoli che ho sopracitato macchiando una passione che é di per se meravigliosa e che se vissuta con serenità ti può portare lontano. Credo che tutti noi amatori dovremmo fare un grande sospiro e fermarci un attimo a meditare. Prendiamoci meno sul serio e scherziamo un po' di più su di noi e sulle nostre prestazioni. Molti amatori infatti si prendono troppo sul serio finendo in un vortice pericoloso! Ricordiamoci che per i grandi commentatori tv quando nelle maratone il time passa le 2:50:00 annunciano:"ecco che da adesso iniziano ad arrivare i tapascioni evoluti!" frase che non condivido ma che spesso si sente dire durante le dirette tv. Noi amatori siamo destinati ad una vita normale! Non si diventa professionisti a 40 anni e non si può pensare di iniziare a fare sport a 50 anni e subito guardare il cronometro. Stacchiamoci dalla moda della corsa e ricominciamo a correre con passione godendo del benessere che una bella corsa ci sa regalare e speriamo che notizie sul doping sia tra i campioni che tra gli amatori rimangano solo un vecchio articolo di giornale.

GOOD RUN AMICI PODISTI

Commenti

Post popolari in questo blog

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

Nessuno muore mai per sempre

Caro papà "Memo" mi sembra doveroso in questa domenica di luglio lasciare da parte cronache di gare, tempi e tutto ciò che solitamente, dopo le mie corse, ero solito scrivere. Voglio invece parlare di te o meglio parlare di te e con te che continui a rimanere un pensiero fisso. Nessuno muore mai completamente caro "Memo" perché le persone speciali come te riescono a lasciare ricordi, aneddoti e sorrisi che rimangono impressi nell' anima di chi ha avuto la fortuna di conoscerti o anche di passare solo qualche ora insieme. La tua grande ironia graffiante e a volte "feroce" hanno fatto si che in qualsiasi circostanza tu riuscissi a strappare dei sorrisi anche se quasi sempre finivi per far morir dal ridere tutti! Avevi uno spirito invidiabile che ti ha sempre fatto emergere come "personaggio" in tutto quello che hai fatto. Ricordo la tua grande passione come speaker che soprattutto tra gli anni '70 e '80 ti ha visto ritagliare non poch...

​Un'estate rovente che ha tagliato le gambe

(Foto: Giro delle mura città di Feltre 2009) Ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma vere e proprie tappe di una storia personale. Per me, il Giro delle Mura di Feltre è esattamente questo. La prima volta fu nel lontano 2009. Da allora, il ciottolato feltrino l'ho calpestato parecchie volte: nel 2010, nel 2014, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e fino al 2023. Ognuna di queste edizioni ha portato con sé una storia diversa. Quella del 2023, per esempio, fu un'esperienza sofferta, arrivata sul recupero da un infortunio che ne aveva condizionato il ritmo e le sensazioni. Eppure, guardando all'edizione che sta per arrivare, la sensazione è ancora diversa: rischia di essere la più impreparata di sempre. Il caldo asfissiante tra luglio e agosto non ha dato tregua. Solo da pochissimi giorni le temperature sono tornate a livelli umani, ma il margine è stato decisamente troppo risicato per mettere nelle gambe i ritmi necessari a una gara come quella di Feltre: v...