Passa ai contenuti principali

Passione maledetta...


Con le previsioni meteo che davano per la mattinata di domenica 18 settembre temporali forti e con precipitazioni abbondanti ho pensato che fosse meglio correre l' allenamento di 25 km in programma nella mattina di sabato. Già...ma se sabato hai già impegni che non ti lasciano libera la giornata allora é un bel caos quindi l'orario non poteva che essere molto strano! Alle 5:15 la sveglia e non oltre le 5:30 l'inizio delle fatiche era l'unica scelta e quindi levataccia e via per questi 25 km. Non nego che da zero a dieci la voglia di uscire era a meno tre. Primi chilometri corsi praticamente in letargo mentre l'unidità era molto fastidiosa. Mentre correvo, solo, nel buio e con lo sguardo spesso rivolto al cielo nell'attesa dell'alba ho pensato a tutti gli sforzi ed i sacrifici che noi podisti spesso  facciamo per allenarci. Ho anche pensato alle critiche, se così si possono definire, di chi ci etichetta come modaioli. "Correre ormai é una moda-mi sento dire sempre più spesso-ormai corrono tutti!" si forse é vero ma credo che però ci sarebbe da discutere. Intanto se i praticanti della corsa sono in aumento é buon segno per ciò che riguarda la salute. Quando si corre si tende a vivere meglio e si fanno scelte alimentari molto più salutistiche quindi facciamo risparmiare soldi dei contribuenti per la sanità e questo é senza dubbio positivo. Poi credo che chi si addentra in qualsiasi attivita solo "perché é di moda" poi molto spesso smette per noia. Io invece ritengo che la corsa sia per me una "passione maledetta" che aumenta sempre di giorno in giorno, di mese in mese, di anno in anno e che continua a farmi vivere emozioni grandissime. Ecco forse perché riesco a trovare stimoli come quelli di ieri nei quali con estrema difficoltà ho portato a casa un allenamento non semplice e tutto sommato con un ritmo anche buono dato che ogni volta che esco così presto mi sembra di avere 30 anni in più. Alla fine la "passione maledetta" esce sempre allo scoperto e ti da la spinta che magari ti mancava, una passione che ogni giorno si rinnova e che auguro anche a voi di ritrovare nelle vostre corse podistiche.
PER VOTARE IL MIO BLOG SU NET-PARADE CLICCA QUI

Commenti

Post popolari in questo blog

Fino all'ultimo metro (biografia di Alberto Bressan Pasteo)

Vuoi scaricare gratuitamente la mia biografia "Fino all'ultimo metro"? Non c'è niente di più semplice perché ti basterà   CLICCARE QUI . Una volta aperto il link procedere con il download Grazie Alberto Bressan Pasteo

Che nessuno spezzi la catena

La luce era soffusa dentro la stanza mentre la medium invitava i presenti a sedersi. L'odore invadente dell'incenso era fortissimo quasi nauseabondo e si mescolava con il profumo di cera delle candele. Attorno al tavolo c'era Francesca, Riccardo, Michele, Davide, Manuela e Nicola. "Signori mi raccomando- urlò la medium- non spezzate la catena!". I presenti si sedettero e si presero per mano mentre la medium iniziava ad andare in trance. "Spirito del blog di Pasteo ci sei!??!!" urlò la medium mentre attorno tutto taceva. "Spirito del blog di Pasteo dacci un segno!". Nulla stava accadendo mentre i presenti iniziavano a dubitare della medium. Quest'ultima, evidentemente irritata, iniziò ad assumere espressioni piuttosto strane. Nel silenzio più assordante, con attorno persone attonite, la donna iniziò ad agitarsi:"sento una negatività, percepisco una persona ostile tra di voi che sta ostacolando il contatto!" La medium con uno sguard...

I "prigionieri"

Una delle affermazioni più comuni alla domanda “cosa ti regala la corsa” é: “la sensazione di libertà!” Oppure “la corsa libera la mente” o ancora “la corsa libera dallo stress”. Io aggiungerei pure che la corsa libera le endorfine che poi migliorano l'umore ma ce ne sarebbero molte altre che sancirebbero il legame tra corsa e libertà. Sembra un paradosso ma in certi casi, rari per fortuna, questa libertà si può trasformare in una vera e propria  prigionia e molto spesso porta all'allontanarsi dalla corsa e dallo sport in generale. A me  sono capitate delle situazioni dove ho potuto davvero vedere in prima persona alcuni casi  che voglio raccontare e per i quali userò nomi di fantasia. La “cella” del cronometro ad esempio! Nel 2008 al termine della Trevisomarathon  incontrai Lucio che era vistosamente nervoso! Era un mio compagno di squadra ed  eravamo fuori dallo stadio Tenni. Sapevo che aveva tentato un tempo molto impegnativo  realizzando un incredibile...