"Scelti da chissa' che mano per esser buttati in mezzo alla nebbia con chi alla nebbia s'e' gia' rassegnato ed ha spalle curve e vestiti umidi" cantava Ligabue nei primi anni 90 ma oggi a Rustignè (Tv) sembrava essere la colonna sonora ideale. La manifestazione podistica aveva tra i vari percorsi anche la maratonina, distanza ideale dopo i due lunghi delle scorse settimane. Con Riccardo Uramonti tra le stradine di campagna dove la nebbia sembrava rendere tutto dannatamente uguale. Alle 9 il via di tutte le gare e quindi eccoci nei primi km con un passo tutto sommato buono. Soffro parecchio l'umidità perché mi fa correre con la sensazione di magior fatica dato che mi trovo sempre con la frequenza cardiaca un pochino più alta del solito. Ciò non ci ha impedito di chiacchierare, come al solito che quasi quasi non ci siamo nemmeno accorti dei km che stavamo macinando. Metà gara se n'é andata via facile facile mentre la foschia continuava a velare case, chiese e i piccolissimi centri dei paesini che si incontravano lungo il tracciato. L'idea era quella di chiudere in progressione portandoci sui 4'20''/km ma così non é stato. "Accontentiamoci di portare a casa la gara in 4'42''/km-ho detto a Uramonti-mi sa che oggi ci si deve accontentare". Anche Riccardo era concorde e così eccoci sotto al gonfiabile del traguardo chiudendo la gara (20,3 km) in 1:35:00 circa. E mentre tornavo a casa avevo ancora in testa quel vecchio pezzo di Ligabue:"...rumori e corpi attutiti e gocce che provano a bagnarci dentro due lepri si danno una bella scrollata e al prossimo campo si fermano un po'. Si fermano a urlare:siamo qui angeli della nebbia"
"Scelti da chissa' che mano per esser buttati in mezzo alla nebbia con chi alla nebbia s'e' gia' rassegnato ed ha spalle curve e vestiti umidi" cantava Ligabue nei primi anni 90 ma oggi a Rustignè (Tv) sembrava essere la colonna sonora ideale. La manifestazione podistica aveva tra i vari percorsi anche la maratonina, distanza ideale dopo i due lunghi delle scorse settimane. Con Riccardo Uramonti tra le stradine di campagna dove la nebbia sembrava rendere tutto dannatamente uguale. Alle 9 il via di tutte le gare e quindi eccoci nei primi km con un passo tutto sommato buono. Soffro parecchio l'umidità perché mi fa correre con la sensazione di magior fatica dato che mi trovo sempre con la frequenza cardiaca un pochino più alta del solito. Ciò non ci ha impedito di chiacchierare, come al solito che quasi quasi non ci siamo nemmeno accorti dei km che stavamo macinando. Metà gara se n'é andata via facile facile mentre la foschia continuava a velare case, chiese e i piccolissimi centri dei paesini che si incontravano lungo il tracciato. L'idea era quella di chiudere in progressione portandoci sui 4'20''/km ma così non é stato. "Accontentiamoci di portare a casa la gara in 4'42''/km-ho detto a Uramonti-mi sa che oggi ci si deve accontentare". Anche Riccardo era concorde e così eccoci sotto al gonfiabile del traguardo chiudendo la gara (20,3 km) in 1:35:00 circa. E mentre tornavo a casa avevo ancora in testa quel vecchio pezzo di Ligabue:"...rumori e corpi attutiti e gocce che provano a bagnarci dentro due lepri si danno una bella scrollata e al prossimo campo si fermano un po'. Si fermano a urlare:siamo qui angeli della nebbia"
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