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10ª Maratonina della Città Murata:un colpo al "ciarchio" e uno alla botte!


Stamattina una nebbia decisamente fitta avvolgeva Cittadella (Pd) che vestita a festa attendeva gli atleti per la 10^ edizione della maratonina. La concomitanza con la gara F.I.A.S.P. ha sicuramente aumentato l'interesse e la partecipazione anche se per la gara competitiva erano certi più di 1500 atleti già da metà dicembre. Oggi per me era una giornata decisamente particolare dato che speravo di riuscire ad abbassare il PB sui 21 km ma le sensazioni delle ultime settimane non facevano presagire grandi margini mentre la contrattura della scorsa settimana sembrava aver dato il colpo di grazia. Solo una settimana fa correvo come test per capire se potesse essere possibile anche solo partecipare alla manifestazione cittadellese. Prima dello start rivedo molti volti noti tra tutti il Zanze della Fulminea RT che fa sempre piacere incontrare e poi 20 minuti di riscaldamento. Era freddo stamattina a Cittadella, di quei freddi che sembrano arrivare all'anima! Umidità e temperatura bassa alla faccia di Studio Aperto che da settimane ci ammorba con la storia delle temperature primaverili! L'umido sembrava penetrare nelle ossa e quindi niente di meglio di un bel riscaldamento pre gara. Verso le 10 tutti davanti al gonfiabile mentre molti sembravano rapiti dalla  bionda americana Brooke di Beautiful che se da una parte sembrava essere l'ospite d'onore dall'altra qualcuno si sarà pur domandato:" ma che c'azzercca con la corsa quella!??!" A parte gli scherzi lo speaker ha animato i minuti che precedevano lo start con molta professionalità e inesorabile é giunto lo sparo del giudice di gara. Primi metri caotici colpa forse della strada stretta che dava verso porta Bassano. Con me stravolta c'era Loris Masutti mentre man mano il serpentone si allungava sempre di più. Fin dai primi km il passo si é stabilizzato sui 4'10''/km ma era troppo presto per fare conti bisognava correre e basta! Dopo le vicissitudini delle ultime settimane mi ci voleva una botta di...fortuna anche se abbassare il personale era stato indiscutibilmente archiviato. Nella mia testa veleggiava l'ipotesi di chiudere la gara in 1:34:00 ma i km andavano via bene ed il passo era stabile. Anche Loris sembrava tenere bene il passo nonostante qualche fastidio all'anca destra. Al 10° km propongo un aumento di passo che però ci fa guadagnare poco o niente mentre é il 14° il momento in cui, nel mio cervello, é scattata la molla del:"o ci provi adesso oppure mai più" e quindi, con un repentino cambio di passo allungo portandomi sui 4'/km. Ciò é durato fino al 16° km e mezzo dove ho inesorabilmente perso tutto quel poco che avevo guadagnato facendomi riassorbire dal gruppone capitanato dalle lepri dell'ora e mezza.  "Poco male-mi ripetevo-poco male perché correre senza aver dato il massimo sarebbe stato peggio". Rallentando leggermente per riunirmi con Loris capisco che "il ragazzo" sta stringendo i denti ma sembrerebbe non mollare. La fatica sembra dipinta sulle sue espressioni e sul suo respiro. "Tieni botta-gli dico-dai che mancano solo 3 km!" mentre ormai la gara volgeva alle battute finali. Nell'ultimo km allungo di poco cercando una progressione. Il transito lungo le mura e l'ingresso in città dalla porta sembra davvero avere un tocco di magia ma ecco il traguardo, lo speaker, la gente ed il cuore che pompa sangue nelle vene mentre chiudo la mia gara in 1:28:24. Comprendendo di aver nuovamente sfiorato il PB (di solo 9 secondi mannaggiaaaaaaa) mi é venuto un po' da ridere perché in fondo oggi ero felice anche solo per essere presente! "Un colpo al cerchio e uno alle botte" mi son detto che altro non sarebbe che un vecchio proverbio. Dare un colpo al cerchio e uno alla botte é una banalizzazione nata da un fraintendimento. In realtà sarebbe:“dare un colpo al ciarchio e uno alla botte”. Significa "avere una gran fortuna", "azzeccare una cosa difficile". In realtà era un gioco “di strada”; il ciarchio era un gancio di ferro che doveva essere colpito con un bastone di legno: se si riusciva a colpirlo due volte in aria si raddoppiava il punteggio, magari colpendolo sulla botte, le due borchie rotonde alle due estremità del ciarchio.

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