Passa ai contenuti principali

30^ Venicemarathon:il sogno,il crollo e i segni indelebili

La maratona ha delle regole strane, il 95% di chi la corre sa che non vincerà mai mentre tutti, almeno una volta nella vita hanno sognato di farlo. La maggioranza dei partecipanti ha sudato non 7 ma 100 camice per giungere allo start con un allenamento adatto ad affrontare i 42 km e 195 metri  che caratterizzano la lunghezza della maratona e per questo dovrebbero già essere considerati dei vincitori. Ma torniamo a ieri, a Stra  (Ve) luogo classico dello start della Venicemarathon. 8000 anime si sono assiepate dentro le gabbie di partenza, il sole alto e la temperatura che si è presentata  subito decisamente calda per la preoccupazione dei runners più esperti mentre lo speaker animava i minuti che precedevano lo start. Alle 9:45 il via tra applausi e incitamento del pubblico sempre caloroso. Affiancato da Nicola Nardi anche in questa nuova esperienza, dopo aver condiviso buona parte della preparazione, con l'obbiettivo di tagliare il traguardo sulle 3 ore e 10 minuti, risultato audace ma non fuori dalla nostra portata. Il ritmo da subito un po' troppo veloce ma si correva leggeri che quasi risultava difficile rallentare. "Dobbiamo frenare-dicevo spesso a Nicola-dobbiamo diminuire l'andatura altrimenti rischiamo di pagare alla fine" ma per svariati motivi non ci siamo riusciti. Le ali di folla lungo i vari paesi incontrati ci hanno invece fatto aumentare ancora di più il passo grazie al tifo della gente e alla grande partecipazione del popolo della Riviera del Brenta che come sempre è sceso tutto in strada a fare festa. Tra Dolo e Mira il passaggio nella zona colpita dal tornado ed è stato molto toccante vedere le case distrutte e la gente che nonostante tutto non si è persa d'animo."Siete forti-urlavo a destra e a manca-siete forti" ma in cuor mio mi chiedevo se fosse successo a me come avrei reagito? La corsa proseguiva ed il passaggio alla mezza maratona è stato registrato in 1:34:00. Il passaggio a Marghera mi ha fatto venire in mente i Pitura Freska  (come sempre) ma rapidamente ecco il sottopasso della stazione ed il centro di Mestre ad attenderci. Il 25' km era guadagnato ed il passo sempre stabile mentre il transito per piazza Ferretto ci ha regalato l'ennesima accoglienza da brivido con la piazza piena ed un tifo incredibile. Poco prima del parco S.Giuliano ho detto a Nicola:"sarebbe bello tenere questo ritmo fino alla fine ma sarà difficile ed in più ho uno strano fastidio all' anca destra". Nicola dal canto suo avvertiva un po' di stanchezza ma il 30' km era alle porte ed era importante superarlo per poi ragionare. Dentro al parco vedo e riconosco
Mario Ricci,un saluto di corsa poi non ci siamo più incrociati. Al ristoro Nicola si è fermato per mangiare mentre io sono avanzato, convinto che mi avrebbe raggiunto poco dopo. Al passaggio del 32' km vedo che il cronometro stava sulle 2 ore e 26 minuti ma il fastidio all' anca era diventato dolore. Come sempre azzero il Garmin e vado avanti di km in km.Al 33' km registro un leggero calo ma al 34' il crollo! All' anca si è aggiunto un forte dolore al ginocchio sinistro probabilmente dovuto alla mia corsa ormai scoordinata e gli ultimi 8 km sono stati davvero duri."Ragiona-mi ripetevo-ragiona" ma la sofferenza era tanta. Testa bassa e denti stretti con la testa ancora lucida ed il fisico in pallone. Al 39' il primo dei  14 ponti mentre passo dopo passo il dolore era sempre in aumento. In quel tratto trovo John, Ferdinando e Patrizia, Michi Fox e gli amici di Falzè che mi hanno incitato tanto ma io ormai ero alla frutta. Il ponte sulle banche mi regalato, come sempre, una sensazione di sbornia mentre il passaggio per piazza S.Marco mi ha fatto scordare tutti i dolori:adrenalina pura! Gli ultimi ponti sono stati delle montagne ma affrontato l'ultimo ecco che mi si presenta davanti il traguardo,gli occhi si bagnano di lacrime che spaziano tra dolore,soddisfazione, emozione e sfogo liberatorio mentre taglio il traguardo della mia 26^ maratona, l'8^ in terra veneziana chiudendo in 3:21:20 che non sarà il mio miglior tempo ma viste le vicissitudini credo che sia un grande risultato lo stesso. Nicola finirà la gara in 3:24:00 circa ed il mio rammarico è che se avessi rallentato un po' di più magari avremo chiuso la gara insieme. Sarà per la prossima volta mentre ora cercherò di recuperare e di rimettermi in gioco verso una nuova sfida.
Pasteo vi saluta e vi augura good run

Commenti

Post popolari in questo blog

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

Nessuno muore mai per sempre

Caro papà "Memo" mi sembra doveroso in questa domenica di luglio lasciare da parte cronache di gare, tempi e tutto ciò che solitamente, dopo le mie corse, ero solito scrivere. Voglio invece parlare di te o meglio parlare di te e con te che continui a rimanere un pensiero fisso. Nessuno muore mai completamente caro "Memo" perché le persone speciali come te riescono a lasciare ricordi, aneddoti e sorrisi che rimangono impressi nell' anima di chi ha avuto la fortuna di conoscerti o anche di passare solo qualche ora insieme. La tua grande ironia graffiante e a volte "feroce" hanno fatto si che in qualsiasi circostanza tu riuscissi a strappare dei sorrisi anche se quasi sempre finivi per far morir dal ridere tutti! Avevi uno spirito invidiabile che ti ha sempre fatto emergere come "personaggio" in tutto quello che hai fatto. Ricordo la tua grande passione come speaker che soprattutto tra gli anni '70 e '80 ti ha visto ritagliare non poch...

​Un'estate rovente che ha tagliato le gambe

(Foto: Giro delle mura città di Feltre 2009) Ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma vere e proprie tappe di una storia personale. Per me, il Giro delle Mura di Feltre è esattamente questo. La prima volta fu nel lontano 2009. Da allora, il ciottolato feltrino l'ho calpestato parecchie volte: nel 2010, nel 2014, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e fino al 2023. Ognuna di queste edizioni ha portato con sé una storia diversa. Quella del 2023, per esempio, fu un'esperienza sofferta, arrivata sul recupero da un infortunio che ne aveva condizionato il ritmo e le sensazioni. Eppure, guardando all'edizione che sta per arrivare, la sensazione è ancora diversa: rischia di essere la più impreparata di sempre. Il caldo asfissiante tra luglio e agosto non ha dato tregua. Solo da pochissimi giorni le temperature sono tornate a livelli umani, ma il margine è stato decisamente troppo risicato per mettere nelle gambe i ritmi necessari a una gara come quella di Feltre: v...