Passa ai contenuti principali

Trail dei 3 comuni:tra sentieri, panorami e ricordi indelebili!

Immagina il profumo del sottobosco tra sfumature di funghi, di muschio e di resina. Mescolaci insieme il sapore salato del sudore, quello che copioso scende dalla fronte e che ti inzuppa perché il dislivello che stai affrontando non é proprio una passeggiata. Associa ora l'incontro con persone che non vedi da una vita e già a questo punto potresti incorniciare una giornata di sport ed emozioni. E' presto quanto, una volta arrivato a Follina (Tv)  e parcheggiato in zona start ho iniziato ad incontrare i tanti amici podisti. Mi ha fatto molto piacere rivedere John De Facci dopo tanto tempo che con Patrizia e Ferdi sono a tutti gli effetti delle colonne portanti del gruppo "Coridoret" splendida sfumatura che accomuna podismo con ironia. Con me la mia Manuela e Nicola Nardi col quale ormai si corre le gare in ottica "gara a coppia" anche quando sono individuali perché in vista del prossimo Transcivetta cerchiamo di affinare feeling ed esperienze. Splendido l'incontro con Susanna Zambon, sorella di Marco un mio grandissimo amico, ma amico a caratteri cubitali...(scusate) UN MIO GRANDISSIMO AMICO...che purtroppo non c'é più anche se il suo ricordo continua a vivere sempre. Alle 8:20 tutti sotto il gonfiabile dello start e alle 8:30 precise Maurizio Forner, lo speacker, ha dato il via alle danze. 30 i km da correre con più di 1500 metri di D+ mentre il cielo sembrava aver davvero dato un po' di tregua visti i temporali delle ultime ore. I primi km della gara si sono snodati quasi in pianura tra brevi salite che non hanno impensierito nessuno. Dopo il passaggio splendido nel centro di Cison di Valmarino eccoci affrontare le Bombarde e qui la pendenza ha iniziato diventare un po' più impegnativa. Splendidi i passaggi lungo la Claudia Augusta Altintate, la Croda Rossa ed il sentiero che ci ha portati a Praderadego (910 m.s.l.m.). Per molti questo percorso era una novità ma per me no in quanto spesso mi alleno proprio tra Valmareno e Posa Puner quindi una volta guadagnato Praderadego sapevo bene cosa mi aspettava:il sentiero dei mirtilli! 3 km tutti in salita che da 910 m. ci avrebbero portato ai 1250 m.s.l.m. del monte Canidi. Nessuno parlava lungo la salita, tutti erano concentrati per individuare la via migliore:tenaci! Raggiunta la malga ecco che tutto cambia di colpo e ci si trova a correre su un classico sterratone da montagna tra pietraie e polvere. L'aria si é fatta repentinamente più fredda anche se nessuno aveva nemmeno la forza di lamentarsi! La salita verso il monte Crep é stato un' altro attimo di sudore salato ma ormai le salite più dure erano alle spalle! Ristoro a malga Mont e quindi giù tutta lungo il sentiero 989 che ci avrebbe indirizzati verso il Carmine. Dopo qualche tratto ripido e scivoloso io e Nicola abbiamo preso le contromisure per scendere nel migliore dei modi ma sempre in sicurezza. Scelta azzeccata e dopo qualche km eccoci transitare davanti al santuario Madonna del Carmine. Veloce passaggio nel centro di Miane ed ultimi 4 km molto duri con il sole a piombo che ci ha fatto rimpiangere la temperatura fredda che c'era in cresta. Altri sali scendi non del tutto semplici! Le energie ormai erano al lumicino ma la grinta era sempre la stessa! Ultimo strappo verso il 28° km dopodiché é stato solo discesa e adrenalina che associata con le endorfine che ormai avevo in eccesso hanno determinato il rush finale! Abbiamo tagliato il traguardo in 3:15:25 circa verso il 20° posto quindi tutto molto bello! Oggi i miei ricordi hanno spazzato a ritroso negli anni, ricordi vecchi ma non cancellati dove gli attimi sembrano essersi fermati per darmi il modo di riassaporali ogni volta che ne ho l'occasione! Vi ho raccontato del mio amico Marco Zambon all'inizio del post...beh oggi sul punto più alto della gara, circa 1350 m.s.l.m. io e Marco eravamo un po' più vicini del solito. Forse é proprio per questo che cerco sempre di salire più in alto che posso? Non lo so ma intanto come sempre...
Pasteo vi saluta e vi augura good run 

Commenti

Manuela Sartor ha detto…
E' stata veramente molto dura! complimenti per il risultato!

Post popolari in questo blog

Fino all'ultimo metro (biografia di Alberto Bressan Pasteo)

Vuoi scaricare gratuitamente la mia biografia "Fino all'ultimo metro"? Non c'è niente di più semplice perché ti basterà   CLICCARE QUI . Una volta aperto il link procedere con il download Grazie Alberto Bressan Pasteo

Che nessuno spezzi la catena

La luce era soffusa dentro la stanza mentre la medium invitava i presenti a sedersi. L'odore invadente dell'incenso era fortissimo quasi nauseabondo e si mescolava con il profumo di cera delle candele. Attorno al tavolo c'era Francesca, Riccardo, Michele, Davide, Manuela e Nicola. "Signori mi raccomando- urlò la medium- non spezzate la catena!". I presenti si sedettero e si presero per mano mentre la medium iniziava ad andare in trance. "Spirito del blog di Pasteo ci sei!??!!" urlò la medium mentre attorno tutto taceva. "Spirito del blog di Pasteo dacci un segno!". Nulla stava accadendo mentre i presenti iniziavano a dubitare della medium. Quest'ultima, evidentemente irritata, iniziò ad assumere espressioni piuttosto strane. Nel silenzio più assordante, con attorno persone attonite, la donna iniziò ad agitarsi:"sento una negatività, percepisco una persona ostile tra di voi che sta ostacolando il contatto!" La medium con uno sguard...

I "prigionieri"

Una delle affermazioni più comuni alla domanda “cosa ti regala la corsa” é: “la sensazione di libertà!” Oppure “la corsa libera la mente” o ancora “la corsa libera dallo stress”. Io aggiungerei pure che la corsa libera le endorfine che poi migliorano l'umore ma ce ne sarebbero molte altre che sancirebbero il legame tra corsa e libertà. Sembra un paradosso ma in certi casi, rari per fortuna, questa libertà si può trasformare in una vera e propria  prigionia e molto spesso porta all'allontanarsi dalla corsa e dallo sport in generale. A me  sono capitate delle situazioni dove ho potuto davvero vedere in prima persona alcuni casi  che voglio raccontare e per i quali userò nomi di fantasia. La “cella” del cronometro ad esempio! Nel 2008 al termine della Trevisomarathon  incontrai Lucio che era vistosamente nervoso! Era un mio compagno di squadra ed  eravamo fuori dallo stadio Tenni. Sapevo che aveva tentato un tempo molto impegnativo  realizzando un incredibile...