Passa ai contenuti principali

In ottanta per i bambini di Juba


Barbisano ancora dormiva quando circa ottanta podisti si sono radunati in piazza Stefanelli. Il cielo non era dei migliori ma visti i forti temporali della sera prima nessuno si é lamentato. Lo scopo di questa corsa é stata la beneficenza e tutti i partecipanti hanno dimostrato grande sensibilità nei confronti dei bambini di Juba, in Sudan dove  l’associazione "La Nostra Famiglia" da 30 anni è presente con un presidio di riabilitazione. Anche un piccolo gruppetto di camminatori si é aggregato all'iniziativa godendosi la partenza con i podisti, almeno per i primi metri e poi proseguendo indipendenti. Temperatura frizzante ma nessun pericolo di precipitazioni e così alle 5:30 precise gli ottanta atleti sono partiti per l'anello che in 10 km li avrebbe portati sulle colline di Collalto per poi fare ritorno. Ritmo tranquillo per cercare di tenere il gruppo più compatto possibile dato che erano presenti atleti molto veloci e chi invece corre lontano dai cronometri ma solo per passione pura e per  benessere. Lasciata la piazza, dopo un breve giro tra le case del piccolo paese, ecco che via Toti dal Monte ha iniziato a portare i podisti verso la collina mentre le brevi salite di via Lierza hanno allungato un po' il gruppo. Breve sosta all'imbocco di via Cucco per fare in modo che il gruppo si ricompattasse e quindi via verso Collalto. Dopo qualche km di saliscendi su asfalto i runners hanno percorso il tratto più suggestivo, via Tourniché che in 2 km li ha portati a Collalto. Altra breve tappa per aspettare chi si era preso un po' indietro e poi giù in discesa verso Barbisano con l'ultimo tratto tra brevi sentieri e vigneti. Alle fine il "cinque" battuto di mano in mano con il sottoscritto che non finiva più di ringraziare i partecipanti. Tutto molto bello tra corsa, passione, condivisione, beneficenza e sensazione di libertà, una sensazione che solo correndo all'alba si riesce a percepire al massimo quando il mondo dorme ancora ed in giro non c'é un' anima. Alla fine la notizia più bella é stata che con questa iniziativa siamo riusciti a raccogliere 417 € che per chi opera in Africa é sicuramente un aiuto. Ringrazio tutti i partecipanti e anche quei simpatici camminatori che hanno partecipato pur sapendo che avrebbero dovuto arrangiarsi perché il percorso non era segnalato. A tutti voi grazie.

Commenti

Post popolari in questo blog

Fino all'ultimo metro (biografia di Alberto Bressan Pasteo)

Vuoi scaricare gratuitamente la mia biografia "Fino all'ultimo metro"? Non c'è niente di più semplice perché ti basterà   CLICCARE QUI . Una volta aperto il link procedere con il download Grazie Alberto Bressan Pasteo

Che nessuno spezzi la catena

La luce era soffusa dentro la stanza mentre la medium invitava i presenti a sedersi. L'odore invadente dell'incenso era fortissimo quasi nauseabondo e si mescolava con il profumo di cera delle candele. Attorno al tavolo c'era Francesca, Riccardo, Michele, Davide, Manuela e Nicola. "Signori mi raccomando- urlò la medium- non spezzate la catena!". I presenti si sedettero e si presero per mano mentre la medium iniziava ad andare in trance. "Spirito del blog di Pasteo ci sei!??!!" urlò la medium mentre attorno tutto taceva. "Spirito del blog di Pasteo dacci un segno!". Nulla stava accadendo mentre i presenti iniziavano a dubitare della medium. Quest'ultima, evidentemente irritata, iniziò ad assumere espressioni piuttosto strane. Nel silenzio più assordante, con attorno persone attonite, la donna iniziò ad agitarsi:"sento una negatività, percepisco una persona ostile tra di voi che sta ostacolando il contatto!" La medium con uno sguard...

I "prigionieri"

Una delle affermazioni più comuni alla domanda “cosa ti regala la corsa” é: “la sensazione di libertà!” Oppure “la corsa libera la mente” o ancora “la corsa libera dallo stress”. Io aggiungerei pure che la corsa libera le endorfine che poi migliorano l'umore ma ce ne sarebbero molte altre che sancirebbero il legame tra corsa e libertà. Sembra un paradosso ma in certi casi, rari per fortuna, questa libertà si può trasformare in una vera e propria  prigionia e molto spesso porta all'allontanarsi dalla corsa e dallo sport in generale. A me  sono capitate delle situazioni dove ho potuto davvero vedere in prima persona alcuni casi  che voglio raccontare e per i quali userò nomi di fantasia. La “cella” del cronometro ad esempio! Nel 2008 al termine della Trevisomarathon  incontrai Lucio che era vistosamente nervoso! Era un mio compagno di squadra ed  eravamo fuori dallo stadio Tenni. Sapevo che aveva tentato un tempo molto impegnativo  realizzando un incredibile...