Passa ai contenuti principali

Dopo aver scalato una grande collina, si realizza che vi sono molte più colline da scalare (Nelson Mandela)

Mattinata piovosa quella di oggi nella Marca trevigiana che sta attendendo con trepidazione il passaggio della tappa a cronometro del Giro d'Italia. Strade chiuse e disagi vari mi hanno fatto optare per correre tra le mie amatissime colline nella zona dove vivo. Qualche goccia di pioggia verso le 7 ma nessun grosso disagio e quindi  via con scarpe da trail e camelbak. In giro tra gli sterrati ed i sentieri non c'era nessuno. Passaggio a Collalto sull' antica via Collato Centro con il transito sotto al castello...dopo di cui full immersion nella natura. Al 6° km vengo sorvolato da un falco splendido mentre qua e la i rumori in mezzo al bosco mi facevano capire che non ero del tutto solo. Panorama stratosferico su tutta la valle del Piave offerto gratuitamente dal Col Tombola che nel passaggio a S.Daniele da il meglio di se. Altro tratto decisamente fantastico nella zona del castello di S.Salvatore e altro panorama meraviglioso su Colfosco e Susegana. I km si sono sommati veloci mentre davanti a me a qual punto avevo due single track decisamente impegnativi! La pioggia intanto sembrava avermi risparmiato mentre continuavo a correre tra profumo di erba cipollina, rucola selvatica, torba e erba appena tagliata. Raggiunta via Tourniché ho optato per una variante che mi avrebbe portato un po' oltre ai 20 km previsti all'inizio. Le gambe continuavano a girare bene, anche nell'ultima salita, anche quando vien da rallenatre perché si capisce che non manca tanto per arrivare a casa. Ultimo tratto di nuovo in paese e finale in progressione che mi ha fatto registrare 23 km 600 m. D+ in 1:59:18. Tutto molto positivo verso la prossima gara che ho in calendario Sull'orlo del Corlo che si correrà ad Arsié (BL) domenica 31 maggio. Nelson Mandela disse una volta:"dopo aver scalato una grande collina, si realizza che vi sono molte più colline da scalare" ed io, umilmente, mi dico concorde.


Pasteo vi saluta e vi augura good run 

Commenti

Post popolari in questo blog

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

Nessuno muore mai per sempre

Caro papà "Memo" mi sembra doveroso in questa domenica di luglio lasciare da parte cronache di gare, tempi e tutto ciò che solitamente, dopo le mie corse, ero solito scrivere. Voglio invece parlare di te o meglio parlare di te e con te che continui a rimanere un pensiero fisso. Nessuno muore mai completamente caro "Memo" perché le persone speciali come te riescono a lasciare ricordi, aneddoti e sorrisi che rimangono impressi nell' anima di chi ha avuto la fortuna di conoscerti o anche di passare solo qualche ora insieme. La tua grande ironia graffiante e a volte "feroce" hanno fatto si che in qualsiasi circostanza tu riuscissi a strappare dei sorrisi anche se quasi sempre finivi per far morir dal ridere tutti! Avevi uno spirito invidiabile che ti ha sempre fatto emergere come "personaggio" in tutto quello che hai fatto. Ricordo la tua grande passione come speaker che soprattutto tra gli anni '70 e '80 ti ha visto ritagliare non poch...

​Un'estate rovente che ha tagliato le gambe

(Foto: Giro delle mura città di Feltre 2009) Ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma vere e proprie tappe di una storia personale. Per me, il Giro delle Mura di Feltre è esattamente questo. La prima volta fu nel lontano 2009. Da allora, il ciottolato feltrino l'ho calpestato parecchie volte: nel 2010, nel 2014, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e fino al 2023. Ognuna di queste edizioni ha portato con sé una storia diversa. Quella del 2023, per esempio, fu un'esperienza sofferta, arrivata sul recupero da un infortunio che ne aveva condizionato il ritmo e le sensazioni. Eppure, guardando all'edizione che sta per arrivare, la sensazione è ancora diversa: rischia di essere la più impreparata di sempre. Il caldo asfissiante tra luglio e agosto non ha dato tregua. Solo da pochissimi giorni le temperature sono tornate a livelli umani, ma il margine è stato decisamente troppo risicato per mettere nelle gambe i ritmi necessari a una gara come quella di Feltre: v...