Passa ai contenuti principali

Camignada poi siè refuse 2014

 
Mattinata piuttosto fredda quella che ha accolto i 1400 atleti lungo il lago di Misurina (BL) 1752 m.s.l.m. teatro della partenza della 42^ edizione della Camignada poi siè refuse classica corsa di alta montagna di inizio agosto. Il clima si è riscaldato non poco alle 8 in punto, momento in cui lo starter ha dato il via alla manifestazione. Primi metri di gara caotici con i camminatori in pole position nonostante le ripetute richieste dello speaker di posizionarsi dietro il gonfiabile. Dopo le prime centinaia di metri il serpentone ha iniziato ad allungarsi ed ognuno ha potuto quindi tenere il proprio ritmo. Lassù tra le poche nuvole si intravedeva il rifugio Auronzo, il primo dei sei che nei chilometri si passeranno. La bellezza delle montagne lasciava senza fiato e una freschissima aria buona entrava nei polmoni degli atleti quasi a volerci aiutare. Affianco a me Nicola Nardi con il quale avevo pianificato un ritmo per chiudere la gara sulle 3:40:00 ma si era solo nella parte iniziale e quindi tutto era ancora da vedere. Bene o male il rif. Auronzo è arrivato senza affanni e poco più in là il Lavaredo con il ristoro preso d' assalto. Tra i due rifugi il passaggio alle Tre cime di Lavaredo con un colpo d'occhio davvero unico! Continui cambi di pendenza hanno caratterizzato il tracciato dove non sono mancate salite abbastanza dure. Altro rifugio, il Locatelli stavolta e le Dolomiti tutto intorno a farci sentire piccoli piccoli. La Forcella di Cengia 2522 m.s.l.m. é stata ben impegnativa con le vacche al pascolo in mezzo al sentiero. Dopo il rif. Piani di Cengia si é proseguito verso sul Passo del Fiscalino 2528 m.s.l.m. Discesa tecnica verso il rif. Comici e poi la salita della Forcella Giralba tra laghetti blu che si facevano ammirare non poco. Ultimo rifugio, dopo la forcella, il Carducci che precede la lunga discesa verso la Val Giralba. Con Nicola c'era sempre un minimo distacco nei ristori in quanto lui prediligeva soste più lunghe. Avendo le gambe mezzo metro più lunghe delle mie proseguivo sapendo che dopo un po' mi avrebbe raggiunto. La discesa e la stanchezza accumulata mi hanno sempre fatto brutti scherzi e mai ero riuscito a finire la gara senza una caduta rovinosa o un una storta alla caviglia. Come pronosticato poche centinaia di metri e Nicola mi raggiunge tra pini mughi e torba, tra pietraie e ruscelli. Altro ristoro e altri "stop and go" per me. Da li ho cercato di tenere una corsa scorrevole ma attenta sapendo che oltre al rischio caduta mia aspettavano gli ultimi 6 km  di gara, tutti pianeggianti e totalmente sotto il sole. Incredibilmente ho raggiunto la Val Giralba senza danni, senza cadute e senza intoppi! Questo mi ha molto motivato ed infatti, attraversata la strada asfaltata eccomi sulla ciclabile con il Garmin che mi segnalava un passo veramente buono nonostante la stanchezza accumulata. Sono riuscito a tenere una andatura sui 4'40''/km anche nei punti più fastidiosi come le leggere salite che precedevano il palaghiaccio. Troppa era la voglia di migliorare il tempo fatto nel 2012 (3:44:40 ) e l' entusiasmo mi stava aiutando non poco. Purtroppo non ero più stato raggiunto da Nicola che nel frattempo era caduto procurandosi anche delle ferite ma per fortuna non eccessivamente pesanti. All' ultimo chilometro ho capito che potevo aumentare un po' il passo e nemmeno l' ultima salita ha potuto rallentarmi! Curva a sinistra sull' ingresso del palaghiaccio tra applausi e le urla degli spettatori e gara chiusa in 3:41:58. Poco dopo ho visto Nicola tagliare il traguardo in 3:45:49 nonostante la caduta. La Camignada mi resterà nel cuore per sempre e sono felice di questa mia ultima partecipazione che ha segnato un miglioramento, seppur di soli 3 minuti ma era quello che mi bastava. Al palaghiaccio di Auronzo gli arrivi sono proseguiti fino al tardo pomeriggio in un clima di festa davvero bello.
Pasteo vi saluta e vi augura good run

Commenti

Post popolari in questo blog

Cronometri GPS:ricezione satellitare persa

L'argomento di cui voglio parlare stasera sono i cronometri GPS e nello specifico il Garmin . Il mio primo " aggeggino " satellitare é stato un Polar e per l'esattezza il modello RS 200. Secondo me il Polar RS 200 presenta opzioni e display poco intuitivi e con il fattore del sensore non incorporato risulta anche scomodo. Sicuramente un running computer professionale e con una quantità elevata di possibilità che comunque, secondo me, un podista amatore non userà mai. Poco dopo un anno di utilizzo il display ha iniziato a danneggiarsi e visto che mi era stato regalato e che lo scontrino non era stato conservato ho dovuto tenermelo così com' era. Pensando che fosse la batteria scarica sono andato a farla sostituire da un negozio ed il titolare mi ha subito fatto notare che all'interno della cassa era penetrata umidità e per quel motivo di sicuro era da buttare. La cosa mi ha fatto davvero girare le "sfere" dato che essendo un cronometro per spo...

Nessuno muore mai per sempre

Caro papà "Memo" mi sembra doveroso in questa domenica di luglio lasciare da parte cronache di gare, tempi e tutto ciò che solitamente, dopo le mie corse, ero solito scrivere. Voglio invece parlare di te o meglio parlare di te e con te che continui a rimanere un pensiero fisso. Nessuno muore mai completamente caro "Memo" perché le persone speciali come te riescono a lasciare ricordi, aneddoti e sorrisi che rimangono impressi nell' anima di chi ha avuto la fortuna di conoscerti o anche di passare solo qualche ora insieme. La tua grande ironia graffiante e a volte "feroce" hanno fatto si che in qualsiasi circostanza tu riuscissi a strappare dei sorrisi anche se quasi sempre finivi per far morir dal ridere tutti! Avevi uno spirito invidiabile che ti ha sempre fatto emergere come "personaggio" in tutto quello che hai fatto. Ricordo la tua grande passione come speaker che soprattutto tra gli anni '70 e '80 ti ha visto ritagliare non poch...

​Un'estate rovente che ha tagliato le gambe

(Foto: Giro delle mura città di Feltre 2009) Ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma vere e proprie tappe di una storia personale. Per me, il Giro delle Mura di Feltre è esattamente questo. La prima volta fu nel lontano 2009. Da allora, il ciottolato feltrino l'ho calpestato parecchie volte: nel 2010, nel 2014, nel 2017, nel 2019, nel 2021 e fino al 2023. Ognuna di queste edizioni ha portato con sé una storia diversa. Quella del 2023, per esempio, fu un'esperienza sofferta, arrivata sul recupero da un infortunio che ne aveva condizionato il ritmo e le sensazioni. Eppure, guardando all'edizione che sta per arrivare, la sensazione è ancora diversa: rischia di essere la più impreparata di sempre. Il caldo asfissiante tra luglio e agosto non ha dato tregua. Solo da pochissimi giorni le temperature sono tornate a livelli umani, ma il margine è stato decisamente troppo risicato per mettere nelle gambe i ritmi necessari a una gara come quella di Feltre: v...