Passa ai contenuti principali

Campionato italiano di corsa in montagna Master 2014

Cielo grigio sui monti sopra a Adrara S.Martino (Dréra San Martì in dialetto bergamasco) quasi a preannunciare che oggi,  un po' per tutti, ci sarà da soffrire! Temperatura tutto sommato calda anche in assenza di sole mentre il piccolo paese montano che si erge sopra il lago di Iseo si è iniziato a riempire di atleti amanti della corsa in montagna. Con Paolo Ceriali, Nicola Nardi, Manuel Camazzola, Mariano Guadagnini e tutto il resto dell' atletica Valdobbiadene G.S.A. eravamo concentrati a difendere il 2° posto conquistato l' anno scorso. "Sarà durissima-diceva la sera prima Paolo Ceriali- e non voglio far pronostici!" e durissima lo è stata per davvero complice sicuramente il fatto che eravamo davvero in pochi stavolta. La gara maschile Master dai MM 50 in su partiva alle 9 mentre le femminili alle 9:30. Tutte le altre categorie maschili hanno dovuto attendere le 10 per dar vita a questo campionato italiano di corsa in montagna. I primi metri tra le strette stradine di Adrara S.Martino ma sono bastati 1500 metri che la salita stava già facendo selezione! Il sudore scendeva lento e fastidioso sul volto mentre ogni tanto il sole sbucava dalle nuvole, quasi ad intimorire gli atleti già abbastanza spossati. Qualche breve momento in discesa (molto breve) e poi ancora in su! Ancora sudore lento che scendeva sul viso! Il tracciato per nulla noioso aveva però come caratteristica la salita e quindi c'era davvero poco da fare se non stringere i denti e spingere sulle gambe! A metà gara comprendo di stare bene e che tutto sommato posso migliorare rispetto la scorsa edizione! Poco dopo il 6° km qualche sentiero in falso piano mi dà modo di sbloccare i muscoli che qualche centinaia di metri dopo mi aiuteranno a correre al meglio gli ultimi 4 km di gara. A questo punto il sudore era l' ultimo dei miei problemi! A denti stretti ho corso tra sentieri e sterrati, tra pietre e pascoli e così è arrivato pure l' ultimo chilometro dove ho cercato di tenere botta. Alla fine ho chiuso la mia gara in 1:03:17 ben 3 minuti in meno di 12 mesi fa e di questo ne sono felice. Purtroppo dal 2° posto dell' anno scorso l' Atl. Valdobbiadene G.S.A.  si è classificata al 9° posto ma tutto sommato non è male calcolando che eravamo davvero in pochi! Infondo l' atletica insegna che  si devono accettare le sconfitte cercando di far si che diventino motivazione per i prossimi impegni atletici.

Pasteo vi saluta e vi augura good run!

Commenti

Post popolari in questo blog

Fino all'ultimo metro (biografia di Alberto Bressan Pasteo)

Vuoi scaricare gratuitamente la mia biografia "Fino all'ultimo metro"? Non c'è niente di più semplice perché ti basterà   CLICCARE QUI . Una volta aperto il link procedere con il download Grazie Alberto Bressan Pasteo

Che nessuno spezzi la catena

La luce era soffusa dentro la stanza mentre la medium invitava i presenti a sedersi. L'odore invadente dell'incenso era fortissimo quasi nauseabondo e si mescolava con il profumo di cera delle candele. Attorno al tavolo c'era Francesca, Riccardo, Michele, Davide, Manuela e Nicola. "Signori mi raccomando- urlò la medium- non spezzate la catena!". I presenti si sedettero e si presero per mano mentre la medium iniziava ad andare in trance. "Spirito del blog di Pasteo ci sei!??!!" urlò la medium mentre attorno tutto taceva. "Spirito del blog di Pasteo dacci un segno!". Nulla stava accadendo mentre i presenti iniziavano a dubitare della medium. Quest'ultima, evidentemente irritata, iniziò ad assumere espressioni piuttosto strane. Nel silenzio più assordante, con attorno persone attonite, la donna iniziò ad agitarsi:"sento una negatività, percepisco una persona ostile tra di voi che sta ostacolando il contatto!" La medium con uno sguard...

I "prigionieri"

Una delle affermazioni più comuni alla domanda “cosa ti regala la corsa” é: “la sensazione di libertà!” Oppure “la corsa libera la mente” o ancora “la corsa libera dallo stress”. Io aggiungerei pure che la corsa libera le endorfine che poi migliorano l'umore ma ce ne sarebbero molte altre che sancirebbero il legame tra corsa e libertà. Sembra un paradosso ma in certi casi, rari per fortuna, questa libertà si può trasformare in una vera e propria  prigionia e molto spesso porta all'allontanarsi dalla corsa e dallo sport in generale. A me  sono capitate delle situazioni dove ho potuto davvero vedere in prima persona alcuni casi  che voglio raccontare e per i quali userò nomi di fantasia. La “cella” del cronometro ad esempio! Nel 2008 al termine della Trevisomarathon  incontrai Lucio che era vistosamente nervoso! Era un mio compagno di squadra ed  eravamo fuori dallo stadio Tenni. Sapevo che aveva tentato un tempo molto impegnativo  realizzando un incredibile...