Giornata dedicata alla corsa in montagna e quindi quale miglior allenamento se non quello di andare a Palafavera (BL) in compagnia di Mauro Marchi per provare il tracciato del Transpelmo? La gara che tra due settimane ci vedrà entrambi impegnati sancirà per me la fine degli impegni in alta quota mentre per Mauro sarà "solo" un passaggio verso altre corse di sky race. Già dopo i primissimi chilometri ci siamo resi conto che il livello di difficoltà è alto con il sentiero 474 che porta al rif. Venezia pieno di insidie. Il fondo ricco di pietre, di tratti fangosi e con le radici degli alberi che rendono instabile ogni passo aumentano la fatica anche se la bellezza della natura aiuta non poco.
Circa al 5° km siamo transitati per il rifugio prendendo poi la salita sul ghiaione che porta alla prima forcella che in un paio di chilometri ci ha proiettati al punto più impegnativo dell' intero tracciato. Una volta valicato abbiamo, con svolta sulla sinistra, affrontato il breve ma impegnativo tratto esposto che si è dimostrato duro più per la forma delle pietre che per il dislivello anche se la vista sotto faceva sentire le "farfalle" allo stomaco:vertigine! Da qui è partita la salita della forcella Val d'Arcia che a dir impegnativa suona come un eufemismo! La pendenza consistente ed il fondo di pietraia rende durissimo il proseguo verso la cima che in pratica è il punto più alto ed infatti qualche capogiro l'ho percepito ma solo per qualche secondo. La discesa sulla Val d'Arcia ha continuato a darci l'impressione che il percorso sia davvero duro e lungo ghiaioni e brevi sentieri su pietre più grosse abbiamo poi raggiunto il rif. Staulanza. Se qualcuno di noi pensava che fosse tutto finito lì in poche centinaia di metri si è dovuto ricredere grazie ad un continuo alternarsi di cambi di pendenza e con il solito fondo molto insidioso. Anche la stanchezza in questo punto ha giocato brutti scherzi e per poco non ripetevo il volo fatto due settimane fa alla Camignada. L' ultimo tratto che ci ha riportato a Palafavera in discesa si è dimostrato impegnativo con il fondo del terreno che non regala niente e che soprattutto non perdona errori. Alla fine abbiamo concluso il tracciato e tirando le somme abbiamo pensato che il Transpelmo, per due amatori come noi ovviamente, è una corsa molto impegnativa dove la differenza la farà sia lo stato di allenamento sia la freschezza muscolare e mentale con la quale sia arriverà all' appuntamento. "E' una gara che si dovrà correre con la testa" diceva Mauro mentre si faceva ritorno ed io a concordare su tutto! Tra due settimane saremo lì...speriamo che tutto vada per il meglio!
Pasteo vi saluta e vi augura good run
Circa al 5° km siamo transitati per il rifugio prendendo poi la salita sul ghiaione che porta alla prima forcella che in un paio di chilometri ci ha proiettati al punto più impegnativo dell' intero tracciato. Una volta valicato abbiamo, con svolta sulla sinistra, affrontato il breve ma impegnativo tratto esposto che si è dimostrato duro più per la forma delle pietre che per il dislivello anche se la vista sotto faceva sentire le "farfalle" allo stomaco:vertigine! Da qui è partita la salita della forcella Val d'Arcia che a dir impegnativa suona come un eufemismo! La pendenza consistente ed il fondo di pietraia rende durissimo il proseguo verso la cima che in pratica è il punto più alto ed infatti qualche capogiro l'ho percepito ma solo per qualche secondo. La discesa sulla Val d'Arcia ha continuato a darci l'impressione che il percorso sia davvero duro e lungo ghiaioni e brevi sentieri su pietre più grosse abbiamo poi raggiunto il rif. Staulanza. Se qualcuno di noi pensava che fosse tutto finito lì in poche centinaia di metri si è dovuto ricredere grazie ad un continuo alternarsi di cambi di pendenza e con il solito fondo molto insidioso. Anche la stanchezza in questo punto ha giocato brutti scherzi e per poco non ripetevo il volo fatto due settimane fa alla Camignada. L' ultimo tratto che ci ha riportato a Palafavera in discesa si è dimostrato impegnativo con il fondo del terreno che non regala niente e che soprattutto non perdona errori. Alla fine abbiamo concluso il tracciato e tirando le somme abbiamo pensato che il Transpelmo, per due amatori come noi ovviamente, è una corsa molto impegnativa dove la differenza la farà sia lo stato di allenamento sia la freschezza muscolare e mentale con la quale sia arriverà all' appuntamento. "E' una gara che si dovrà correre con la testa" diceva Mauro mentre si faceva ritorno ed io a concordare su tutto! Tra due settimane saremo lì...speriamo che tutto vada per il meglio!
Quota
| Aumento di quota: | 1,354 m |
| Perdita di quota: | 1,337 m |
| Quota min: | 1,515 m |
| Quota max: | 2,475 m |
Pasteo vi saluta e vi augura good run


Commenti