Che non si potesse contare troppo nella fortuna lo si era capito già dalle prime ore della mattinata dato che nel camping dove ci si era accampati sono stato punto da un pappatacio ad un' occhio sfigurando non poco la fisionomia senza parlare della grande paura che l' occhio si chiudesse, situazione con la quale avrei di certo dovuto ritirarmi ancora prima di partire. Nel corso della giornata però la situazione è sembrata stabilizzarsi anche se il gonfiore è lentamente passato dall' occhio alla guancia tanto che al ritiro pettorale qualcuno mi ha chiesto se avessi avuto un ascesso ad un dente! La mattina di domenica, con il volto ancora leggermente gonfio, ho potuto comunque partire regolarmente verso i 30 km della Camignada poi siè refuge contento di aver potuto far parte della gara che al lago di Misurina si presentava con la partenza. Dopo i classici saluti con i tantissimi runners incontrati eccomi sotto al gonfiabile in compagnia di Mauro, Luca e Marco con all' orizzonte la grande sfida di chiudere attorno alle 3:30:00. I primi metri della corsa con sulla destra il lago di Misurina dava già grandi motivazioni per le salite da affrontare da li a poco con le Dolomiti a far da cornice in un susseguirsi di suggestione davvero molto particolari. Grazie a mesi di allenamento in montagna i grandi dislivelli che si sono presentati sono sempre stati affrontati con grinta e senza affanni ma anche con grande rispetto nei confronti della difficoltà che si è presentata senza in pratica sminuire rischi e fatica. Raggiunto il rif. Auronzo io e Mauro abbiamo continuato il percorso senza strafare ma comunque sempre ad un buon ritmo mentre Marco e Luca ad un ritmo maggiore erano avanzati. Il tempo di sbloccare le gambe ed eccoci al rif. Lavaredo e successiva forcella Lavaredo che ci ha regalato la vista delle pareti Nord delle Tre Cime di Lavaredo. Il colpo d' occhio lascia senza fiato! Dopo un buon tratto di discesa abbiamo affrontato la forcella Toblin guadagnando successivamente il rif. Locatelli. Le sensazioni erano davvero ottime tanto che senza grandi difficoltà abbiamo oltrepassato la forcella di Cengia arrivando al rif. Piani di Cengia con ancora grandi motivazioni. Dopo la discesa verso il rif. Comici abbiamo affrontato la salita della forcella Giralba e anche se il sole ormai alto iniziava ad aumentare notevolmente la percezione delle difficoltà non abbiamo mollato di un centimetro guadagnando il rif. Carducci dopo una breve ma intensa discesa.Passato il rifugio abbiamo iniziato la lunga discesa della Val Giralba dove ho personalmente tirato il freno a mano e a differenza di Mauro che andava giù come un caccia! L'infortunio dell' anno scorso, proprio lungo questa discesa mi ha lasciato delle paure che non ho saputo vincere e quindi il mio ragionamento resta quello che se avessi chiuso la discesa senza danni avrei potuto recuperare negli ultimi km di gara. Dopo tante difficoltà, in un percorso per nulla semplice ero ormai arrivato alla fine della discesa ma a 30 metri (dico trenta metri!) dal ristoro del Pian delle Salere sono letteralmente volato ruzzolando tra le pietre prendendo botte un po' ovunque ma soprattutto al polpaccio sinistro che ha iniziato a gonfiarsi in modo molto evidente! "No adesso!!!-mi ripetevo-no!!!No!!!!NOOOOOO!!!!" e invece si! Avendo avvistato il ristoro che a tutti gli effetti chiudeva la discesa dal rif. Carducci ho sicuramente abbassato la guardia perdendo concentrazione che però ha compromesso il tratto finale. A denti stretti, rabbioso come la morte non mi sono perso d' animo ma il dolore era molto molto forte! Ad ogni passo sembrava che qualcuno mi tirasse un calcione sul polpaccio e proprio per questo ho dovuto camminare dei tratti perché davvero non riuscivo più ad avanzare. A 4 km dalla fine trovo John che mi ha incitato tantissimo oltre a prendere in consegna i bastoncini da NW. Zoppicante, stravolto, con il sole sopra la testa a darmi la mazzata finale ho proseguito verso il Palaghiaccio e quindi al traguardo. Qualche tratto all' ombra e riprendo anche Mauro che per motivi diversi aveva comunque trovato grandi difficoltà e quindi riunita l' accoppiata Pasteo & Mauro eccoci nel tratto finale e a braccia alzate tagliare il traguardo in 3:56:20.
Ho personalmente pagato una grande ingenuità perdendo la concentrazione e l' attenzione proprio negli ultimissimi metri della discesa dal rif. Carducci compromettendo così il tempo finale che speravo di ottenere ma la grande soddisfazione dell' arrivare alla fine nonostante tutto è stata comunque grandissima! Anche tagliare il traguardo con Mauro è stato davvero splendido condividendo con lui la grande gioia del finish. Concludo facendo i complimenti al C.A.I. di Auronzo per la grande organizzazione e alla gente che nei rifugi e lungo il tracciato ha seguito la gara regalando gioia e motivazioni.



Commenti
Comunque, nonostante tutti i malanni, sei un ... tostone (e non ho sbagliato vocale) :-)