"La fuga è veloce, mi metto le scarpe che sono già in strada!" recitava un vecchissimo brano di Vasco Rossi, frase che mi è sovvenuta stamattina mentre mi apprestavo ad uscire per correre un lungo di 30 km tra la campagna della valle del Piave. Infatti in una atmosfera molto più simile alla notte, era di fatto ancora buio pesto, ho iniziato a scorrazzare tra le strade meno trafficate della zona mentre l' alba stava inesorabilmente per manifestarsi con le prime luci. Temperatura abbastanza fredda con l' aria che pizzicava la pelle del mio viso e nella mente tanti pensieri. Dai vari è nata la voglia di raccontare questo allenamento in un modo un po' differente dai precedenti, dato che il percorso è il solito, ricercando una notizia storica per ogni località passata. Lo start come sempre dal piccolo paese di Barbisano (Tv) luogo che ha ospitato Toti Dal Monte alla quale è dedicata anche una via che attraversa tutto l' abitato. Toti dal Monte, nome d'arte di Antonietta Meneghel (Mogliano Veneto, 27/6/1893 – Pieve di Soligo, 26/1/975), è stata un soprano e attrice italiana. Nel 1922, durante una tournée in America, Arturo Toscanini, che aveva intuito in lei le doti di una perfetta cantante lirica fin da ragazzina, la invitò ad esibirsi nuovamente alla Scala. In questa occasione iniziò ad utilizzare lo pseudonimo Toti Dal Monte. Morì alle ore 21 del 26 gennaio 1975 nell'ospedale Balbi Valier di Pieve di Soligo, paese nel quale, in luogo ameno, aveva un'elegante dimora, la cosiddetta Villa Toti di Barbisano. I primi km sono stati un pochino lenti molto probabilmente a causa del freddo ma una volta entrato in temperatura tutto si è risolto.
Verso il 7° km ho passato un' altro piccolo centro, Solighetto che è il mio paese natale (mai scordato) dove storia e arte si fondono e ai quali sono profondamente legato per merito di mio nonno Emilio Fontana che ancora oggi viene spesso ricordato per la sua arte e personalità. Fu uno dei tanti artisti locali anche se il più famoso resta il poeta Andrea Zanzotto da pochi mesi deceduto. Ecco quindi un piccolo elenco delle personalità famose legate a Solighetto:
Toni Benetton (Treviso, 1910 - 1996), scultore
Francesco Fabbri (Solighetto, 1921 - 1977), politico
Attilio Fontana (Solighetto, 1884-1964), scultore
Emilio Fontana (Solighetto, 1894-1986), pittore e decoratore
Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 1921), poeta
Ormai il sole era già alto rendendo il mio "viaggio" un po' più sicuro e dopo l' attraversamento della SP 4 (che io detesto!) ho potuto in breve tempo ritrovarmi tra i campi di Farra di Soligo paese che ha ricevuto la medaglia di bronzo al Merito Civile . La storia racconta che il «Piccolo Comune del Trevigiano subiva una feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste che trucidarono barbaramente otto suoi concittadini ed incendiarono numerose abitazioni, offrendo luminoso esempio di dignità e di resistenza alle dure sofferenze della guerra.»
Era l' 1 settembre 1944. Molto suggestivo questo punto del tracciato perché si corre affianco alle colline con dietro le Prealpi ed il colpo d' occhio è senza dubbio molto particolare.Altrettanto particolare è la vista delle Torri di Credazzo. Rappresentano un fortilizio medievale ancora in buone condizioni grazie ai recenti restauri.
Originarie del IX-X secolo, dal 1233 sono attestate come feudo dei Caminesi, per poi passare ai Collalto un secolo dopo. Distrutte dagli Ungari di Pippo Spano nel Quattrocento, caddero in rovina. L'insieme si articola in tre torri di diverse dimensioni collegate tra loro da una cinta muraria. Il paese successivo è stato Col S.Martino famoso per il Prosecco ma anche per la sua antica storia. I reperti archeologici provano che l'area era abitata sin dall'epoca preistorica. Leo Berti e Cino Boccazzi parlano di monete e laterizi di epoca romana rinvenute nei dintorni della località Canal, a cui si aggiungono reperti di età imprecisata. Dopo queste località tutte costruite ai piedi delle colline il mio itinerario si è spostato verso la valle del Piave dove la storia più recente ricorda la grande guerra. Il 21° km ha visto il mio arrivo a Sernaglia della Battaglia ed il nome fa capire praticamente tutto. Cittadina strategicamente importante lungo la linea del Piave, durante il primo conflitto mondiale, subì l'occupazione militare austro - ungarica e la totale distruzione dell'abitato. La popolazione, duramente colpita da lutti e violenze, costretta allo sfollamento e all'abbandono di tutti i beni personali, seppe dimostrare una grande fama d'animo nel soccorrere coloro che si trovavano in stato di bisogno.
I sopravvissuti diedero prova di incrollabile volontà, reagendo agli orrori della guerra, con il ritorno nelle proprie terre e con l'inizio della difficile fase della ricostruzione. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.
1915 -1918 Sernaglia della Battaglia (TV).
Anche il successivo centro d Falzè di Piave, dove ho passato il traguardo del 25° km, è molto ricco di storia. I ritrovamenti più antichi dimostrano che l'uomo è presente a Falzè sin dalla preistoria (neolitico ed eneolitico). All'età del bronzo si riferiscono i resti di vasellame e le spade bronzee. In località Pedrè sono affiorati reperti paleoveneti, mentre in località Chiesuola è emersa una lapide incisa con caratteri celto-retici. Dell'epoca romana si ricordano i probabili segni di una centuriazione, ravvisabili a nord verso Villanova. Durante il medioevo Falzè fu feudo dei Rovero, dei Caminesi e quindi dei Collalto. Terra di emigranti sino agli ultimi decenni del Novecento, Falzè fu rasa al suolo durante la Grande Guerra, a seguito della battaglia di Sernaglia dell'ottobre 1918. A questo punto non mi è restato altro che affrontare la leggera salita che porta alla piazza di Barbisano e far ritorno a casa dopo 30 km corsi in 2:25:29 con un passo medio di 4'50''/km netti. Il primo lungo verso la maratona di Roma è quindi andato bene ed è stato un test molto importante per il proseguo del mio avvicinamento alla manifestazione capitolina. Per quanto riguarda questo post particolare sono certo che di sicuro sarà gradito in quanto legare insieme lo sport con la storia ha di sicuro arricchito io che lo ho scritto e voi che lo avete letto. Per dovere di cronaca i cenni storici sono stati copiati da Wikipedia.
Pasteo vi saluta e vi augura good run
Verso il 7° km ho passato un' altro piccolo centro, Solighetto che è il mio paese natale (mai scordato) dove storia e arte si fondono e ai quali sono profondamente legato per merito di mio nonno Emilio Fontana che ancora oggi viene spesso ricordato per la sua arte e personalità. Fu uno dei tanti artisti locali anche se il più famoso resta il poeta Andrea Zanzotto da pochi mesi deceduto. Ecco quindi un piccolo elenco delle personalità famose legate a Solighetto:
Ormai il sole era già alto rendendo il mio "viaggio" un po' più sicuro e dopo l' attraversamento della SP 4 (che io detesto!) ho potuto in breve tempo ritrovarmi tra i campi di Farra di Soligo paese che ha ricevuto la medaglia di bronzo al Merito Civile . La storia racconta che il «Piccolo Comune del Trevigiano subiva una feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste che trucidarono barbaramente otto suoi concittadini ed incendiarono numerose abitazioni, offrendo luminoso esempio di dignità e di resistenza alle dure sofferenze della guerra.»
Era l' 1 settembre 1944. Molto suggestivo questo punto del tracciato perché si corre affianco alle colline con dietro le Prealpi ed il colpo d' occhio è senza dubbio molto particolare.Altrettanto particolare è la vista delle Torri di Credazzo. Rappresentano un fortilizio medievale ancora in buone condizioni grazie ai recenti restauri.
Originarie del IX-X secolo, dal 1233 sono attestate come feudo dei Caminesi, per poi passare ai Collalto un secolo dopo. Distrutte dagli Ungari di Pippo Spano nel Quattrocento, caddero in rovina. L'insieme si articola in tre torri di diverse dimensioni collegate tra loro da una cinta muraria. Il paese successivo è stato Col S.Martino famoso per il Prosecco ma anche per la sua antica storia. I reperti archeologici provano che l'area era abitata sin dall'epoca preistorica. Leo Berti e Cino Boccazzi parlano di monete e laterizi di epoca romana rinvenute nei dintorni della località Canal, a cui si aggiungono reperti di età imprecisata. Dopo queste località tutte costruite ai piedi delle colline il mio itinerario si è spostato verso la valle del Piave dove la storia più recente ricorda la grande guerra. Il 21° km ha visto il mio arrivo a Sernaglia della Battaglia ed il nome fa capire praticamente tutto. Cittadina strategicamente importante lungo la linea del Piave, durante il primo conflitto mondiale, subì l'occupazione militare austro - ungarica e la totale distruzione dell'abitato. La popolazione, duramente colpita da lutti e violenze, costretta allo sfollamento e all'abbandono di tutti i beni personali, seppe dimostrare una grande fama d'animo nel soccorrere coloro che si trovavano in stato di bisogno.
I sopravvissuti diedero prova di incrollabile volontà, reagendo agli orrori della guerra, con il ritorno nelle proprie terre e con l'inizio della difficile fase della ricostruzione. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.
1915 -1918 Sernaglia della Battaglia (TV).
Anche il successivo centro d Falzè di Piave, dove ho passato il traguardo del 25° km, è molto ricco di storia. I ritrovamenti più antichi dimostrano che l'uomo è presente a Falzè sin dalla preistoria (neolitico ed eneolitico). All'età del bronzo si riferiscono i resti di vasellame e le spade bronzee. In località Pedrè sono affiorati reperti paleoveneti, mentre in località Chiesuola è emersa una lapide incisa con caratteri celto-retici. Dell'epoca romana si ricordano i probabili segni di una centuriazione, ravvisabili a nord verso Villanova. Durante il medioevo Falzè fu feudo dei Rovero, dei Caminesi e quindi dei Collalto. Terra di emigranti sino agli ultimi decenni del Novecento, Falzè fu rasa al suolo durante la Grande Guerra, a seguito della battaglia di Sernaglia dell'ottobre 1918. A questo punto non mi è restato altro che affrontare la leggera salita che porta alla piazza di Barbisano e far ritorno a casa dopo 30 km corsi in 2:25:29 con un passo medio di 4'50''/km netti. Il primo lungo verso la maratona di Roma è quindi andato bene ed è stato un test molto importante per il proseguo del mio avvicinamento alla manifestazione capitolina. Per quanto riguarda questo post particolare sono certo che di sicuro sarà gradito in quanto legare insieme lo sport con la storia ha di sicuro arricchito io che lo ho scritto e voi che lo avete letto. Per dovere di cronaca i cenni storici sono stati copiati da Wikipedia.
Pasteo vi saluta e vi augura good run
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