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Labirinti di sentieri circondati dal silenzio

Domenica particolare e completamente proiettata nel pianeta del trail running  in un allenamento riflessivo e in piena solitudine. Percorso splendido tra labirinti di sentieri circondati da un grande silenzio rotto solo dal calpestio delle foglie secche. Partenza dal piccolo paese di Valmareno (Tv) 249 m.s.l.m. e pochissimi metri dopo aver iniziato ecco che subito la salita diventa protagonista del tracciato. Il leggero vento che soffia attorno alle prealpi sembra voler provare a farmi desistere dal completare il trail ma con scarsi risultati. Era da agosto che non correvo tra queste montagne e sinceramente la natura in veste autunnale ha completamente modificato gli scorci facendomi rischiare in più di una occasione di sbagliare direzione. Al 5° km circa, poco dopo il Troi della fontana, piccolo strappo molto impegnativo ma lungo solo 500 metri e si arriva alla strada del passo Praderadego. Da qui in leggera discesa su strada asfaltata ma con davanti il grande panorama sulla Valsana molto suggestivo e quindi svolta a destra con conseguente discesa veloce veloce perfetta per dare una scossa ai muscoli un pochino induriti. Al 7° km parte il tratto di salita più impegnativo di tutto il "tour". Si fa molto presto a capire che ci sarà davvero da stringere i denti perché metro dopo metro la salita diventa sempre più ripida arrivando ad una pendenza dalle percentuali considerevoli. Ad un certo punto si incontra un tratto dell' antica Claudia Augusta Altinate sentiero che ancora oggi mantiene le caratteristiche classiche delle strade romane.
  Qualche punto esposto dove bisogna stare attenti ma tutto sommato niente di così impressionante. Poco prima del 9° km termine della salita con l' innesto nel passo Praderadego e quindi altro breve tratto di asfalto. In questo punto l' altitudine é circa 900 m.s.l.m. Pochissimi metri dopo, sulla sinistra, l' imbocco del Troi del pindol da dove l' itinerario trova il suo giro di boa.. Le foglie umide a terra rendono insidioso ogni passo e il rischio di cadere é alto. Fare questo sentiero richiede di norma molta attenzione, se lo si fa poi in solitaria e in periodi in cui non si incontrano camminatori ancora di più e bisogna avere buona esperienza in quanto é molto impegnativo. Al di la di qualche tratto esposto ho dovuto stare su con le antenne soprattutto per l' umidità e per le foglie che comprendo il fondo caratterizzato da pietraie avrei potuto inciampare o scivolare con la possibilità di ritrovarmi in situazioni avverse. Questo sentiero é anche ricco di continui cambi di pendenza e con discese tecniche, ripide e  molto impegnative ma affascinante dal punto di vista della natura e dei panorami che si possono ammirare.

Proprio per questo verso il 12° km eccomi fermo a guardare verso il basso con la solita grande ammirazione nei confronti della natura. Scendendo sono arrivato al termine del Troi del pindol e dopo qualche centinaio di metri su uno sterrato eccomi imboccare il sentiero 1070 dove le caratteristiche geologiche non cambiano e quindi altro tratto impegnativo dove la concentrazione é alle stelle. Alla fine, uscendo dal bosco,  poco distante vedo le prime case di Valmareno e successivamente il campanile della chiesa ed il resto del paese. Stanco ma contento di avere avuto un' altra mattinata  "full immersion" con la natura alla quale non smetterò mai di portare rispetto. Il tracciato lungo 16,8 km e con circa 1000 metri di dislivello sia positivo che negativo é risultato abbastanza impegnativo ma tutto sommato la grande fatica viene ripagata abbondantemente.


Pasteo vi saluta e vi augura good run

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