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Un' avventura in più


Variare percorso, cercarne sempre di nuovi e non percorrere sempre le stesse zone aiutano a trovare nuovi stimoli, nuove avventure e nuove sensazioni. Proprio per questi semplici fattori ho deciso che il lungo di oggi non sarebbe stato corso lungo la valle del Piave come nelle precedenti settimane ma al contrario sarebbe cambiato totalmente il luogo scegliendo un tracciato ricco di meraviglie naturalistiche e immerso nella natura, anzi io direi "full immersion" tra i boschi delle Dolomiti. Non a caso ho scelto la Ciclabile delle Dolomiti (E1) che da Calalzo di Cadore (BL) porta a Cortina d' Ampezzo (BL) lungo l'ex Ferrovia delle Dolomiti. Infatti in ogni paese si trovano ancora le piccole stazioni che in qualche caso sono tenute ancora molto bene e utilizzate in vari modi tipo come piccoli musei storici della vecchia linea ferroviaria per esempio. La scelta dell' orario del via é stata dettata dalle previsioni meteo in quanto non erano troppo confortevoli ma che alla fine risulteranno totalmente sbagliate! Fa niente ore 9:30 vengo scaricato a Calalzo dalla Manu che poi sarebbe andata a Cortina per correre in zona e attendere il mio arrivo. Percorso per niente facile dato che in oltre 34 km mi troverò davanti una costante salita che negli ultimi km riserverà i punti più difficoltosi tra saliscendi continui. Fa niente perché tanto io questo percorso lo conosco come le mie tasche e in MTB me lo sono fatto tante volte quindi accendo il Garmin, metto i sali minerali nel CamelBak e parto con sopra di me un cielo ancora coperto e temperatura attorno ai 15° C. Pochi km e subito prendo un bel ritmo anche se so che pagherò dazio per la  mia "irriverenza podistica" ma stavo bene ed in breve tempo ho raggiunto Pieve di Cadore. Proprio in questo tratto unica nota negativa dell' intero percorso con l' attraversamento della SS 51 ma questo é sul serio l' unico punto dolente dell' intero itinerario anche se sarebbe bello che prima o poi fosse fatto un sotto passo. La natura che mi circonda offre a destra e a manca scorci fantastici e più ci si addentra più ci si inebria di tanto splendore. Il profumo di funghi che si respira, il silenzio rotto solo dal vento che accarezza gli alberi e lungo la ciclabile pochissimi biker e qualche camminatore ma poca cosa. Passo anche Valle di Cadore e ad un certo punto individuo una fontana naturale dove spesso mi fermavo a bere un' acqua limpida e purissima oltre che ghiacciata. Opto per on fermarmi dato che non vorrei che mi venisse poi mal di stomaco ma in MTB ci ripasso di certo! Passato il piccolo paesino di Venas la ciclabile da 3 anni ha avuto una variazione per evitare la SS 51 e per 2 km ci si addentra nel bosco incrociando il torrente Boite(foto sopra di repertorio)
 e la bellezza del posto é davvero indescrivibile. Talmente bella che non mi rendevo nemmeno conto che il mio era un allenamento e pure importante ma non stavo nemmeno badando il Garmin anzi ero sempre con il naso all' in sù per guardare le montagne oppure attento per non farmi sfuggire un bel esemplare di animale. Con tutte queste storie per la testa ho passato anche Peajo giungendo a Borca di Cadore dove ad attendermi c' erano le imponenze dei monti Antelao e Pelmo che come ogni volta mi fanno scendere una lacrima (anche due mi sa!). Nel frattempo il sole aveva spazzato via le nuvole e il cielo grigio della partenza era ormai solo un ricordo aumentando di molto le difficoltà. Da Borca in poi infatti la musica é cambiata di brutto e dalla sinfonia K 550 in Sol minore (forse la più conosciuta di Mozar) sono passato ben presto a Spunk dei Sex Pistols. La leggera salita, quasi passata inosservata nei 19 km precedenti, ha iniziato a farsi meno dolce con nessun momento di tregua. Ho guardato il Garmin perché non riuscivo più a capire se fosse solo una sensazione di stanchezza e al momento il passo medio si aggirava sui 4'45''/km ma mi sentivo veramente stanco. Denti stretti, sguardo basso e qualche parola che non vi posso ripetere ma in qualche modo ho guadagnato S.Vito di Cadore. Il percorso in questo tratto é totalmente sotto al sole ed i km accumulati che non sono pochi iniziano a crearmi qualche paranoia anche se ero certo che ormai il difficile era fatto. Mi attendevano in pratica 5 km di continui saliscendi che fino a Cortina non ti mollano mai! Poco prima di Dogana vecchia incontro la Manu che stava rientrando anche lei con qualche avversità. Avanzo ma mi rendo conto di essere in una situazione problematica:moltoproblematica! Il 30° km lo passo in Loc. Pian del lago ma arranco.Al 31° km inizio a parlare in francese. Decido a questo punto che i 34 km previsti sono troppi e metto la firma per un 32 che con 500 metri di dislivello positivo sono certo che potranno bastare.Detto e fatto con arrivo poco dopo il trampolino olimpico chiudendo i 32 km in 2:38:49. Percorso molto più duro del previsto forse le differenze tra la  corsa a piedi e la MTB dovevano essere valutate con maggior attenzione ma alla fine il premio più bello di tutte queste grandi fatiche é arrivato grazie ai monti Cristallo e Faloria (altra lacrima!). Poco dopo ho ritrovato anche la Manu e parlando delle nostre corse abbiamo capito che per entrambi oggi non é stata una passeggiata. L' ultimo lungo verso Venezia é andato e seppur molto duro é stato davvero fantastico.

Pasteo vi saluta e vi augura good run

Commenti

Drugo ha detto…
Buongustaio. Un itinerario bellissimo.
giovanni56 ha detto…
Hai fatto benissimo. La mono-tonia della corsa è un argomento che intendo sviluppare, e sicuramente linkerò questo post e queste foto.
lello ha detto…
un giro fantastico .posti favolosi e hai corso bene

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