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Il vortice dei personal best

Dal racconto "Nella mente di un serial runner" © 2010

Diciamocelo francamente:tutti i podisti, o quasi, si avvicinano al running nello stesso modo. Si parte sempre in sovrappeso e con la classica "tutazza" comprata al super mercato, quasi sempre in tessuto sintetico "tipo plasticone" e con scarpe riesumate dalla scarpiera che quando le trovi ti dici:"ahh e chi se le ricordava più queste scarpe!!!...mhhh e in che anno era che le avevo comprate?...bohhh!". In poco tempo ai piedi le vecchie scarpe lasceranno spazio a splendide e comode mega ammortizzate scarpe di ultima generazione. Anche la tutazza sarà presto abbandonata per un bel completo da atletica leggera o ancor meglio per un bel completo attillato (solo dopo aver ritrovato insperatamente uno stato di forma quasi dimenticato) e al polso un inesorabile cronometro ancor meglio se satellitare. Ecco quando si arriva a questo punto si é pronti per tuffarsi nel pianeta delle gare. Si parte sempre da quelle non competitive per passare nel tempo a gare più impegnative. Tutti gli appassionati di questo sport, una volta ritrovato lo stato di forma e magari messo in saccoccia qualche anno di esperienza si trovano davanti a evidenti miglioramenti. E' ovvio! Da qui alla rincorsa del personale best il passo é breve! Ma cosa si intende per personal best? Cosa può cambiare nella vita sportiva di un runner? Ma soprattutto é indispensabile? In questo post cercherò di esprimere il mio parere a riguardo. Secondo me é molto importante scoprire il proprio limite sia fisico che mentale perché la consapevolezza delle proprie possibilità fa in modo di poter correre una gara al meglio. E' chiaro che con il tempo e l' esperienza ci saranno dei miglioramenti anche notevoli soprattutto nei primi anni di attività che per un podista regolare saranno un vero e proprio trampolino di lancio, una specie di "input" per andare avanti con ancora maggior determinazione. In breve tempo si passa dal correre per tenersi in forma al correre tenendo d' occhio il cronometro per cercare di capire l' andatura e valutare la velocità. Di per se questo é giustissimo perché per natura tutti arrivano ad uno stato di allenamento che permette una corsa fluida, sciolta, coordinata e quindi molto più veloce di quando si ha iniziato. Ed ecco che in una gara di 10 km esce un tempone insperato:41 minuti anziché 51! Poi via con la mezza maratona e tac!...1:47:21 anziché 1:58:54! Poteva mancare la maratona? 3:58:38 sotto le 4 ore!!! I personal best iniziano a concretizzasi uno dietro l' altro. Ma i PB sono davvero necessari per sentirsi gratificati dalle fatiche fatte negli allenamenti? Secondo me no! Secondo un mio modesto parere la rincorsa al PB valutato secondo l' età, gli anni di sport alle spalle e i propri limiti é buono in quanto l'atleta ha chiaro in testa fin dove potrà arrivare e molto spesso con grinta e determinazione ci arriverà. E' il dover poi migliorare il PB ad ogni costo ponendosi traguardi assurdi ricercando non si sa bene cosa che é chiaramente pericoloso! E poi lasciatemelo dire:"perché si calcola un PB solo per la velocità con la quale si conclude una gara?Perché un PB non può essere valutato su una distanza? Oppure sulla quantità di gare concluse?No...é solo la velocità che conta! Solo quella". In effetti molti atleti entrano nel vortice dei PB perdendo completamente in senso della realtà e spesso anche la felicità che la corsa regala. Con questo io non voglio affatto criticare chi si impegna per migliorare i propri tempi, ognuno può fare ciò che vuole ma credo che il piacere della corsa non dovrebbe mai essere dimenticato anche se in qualche caso si vedono amatori evoluti che per una manciata di secondi in più tagliano il traguardo con il muso lungo! Ma noi non avevamo iniziato a correre per puro piacere? Non avevamo cercato il benessere? Non avevamo trovato dei miglioramenti psico/fisici dalla corsa? Forse é proprio questo che non si dovrebbe mai dimenticare.

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Commenti

lello ha detto…
CIAO ALBERTO HAI SCRITTO PROPRIO UN BEL POST , HAI RAGIONE , LA CORSA NON E' SOLO RINCORSA AL PB ANCHE SE AVERE DEGLI OBBIETTIVI TI DA PIU STIMOLI PER ALLENARTI .... IO MI PONGO SEMPRE UN OBBIETTIVO MA QUANDO NON LO RAGGIUNGO MI DIVERTO LO STESSO ,LA COSA PRICIPALE E' DIVERTIRSI E IO LO FACCIO .....
P.S DOPO 20 MARATONE CORSE HO ANCORA UN PB DI 3H 33 IN MARATONA ,SONO UN TAPASCIONE MA MI DIVERTO
P.S AD AMSTERDAM PUNTO AD ABBATTERE IL MURO .... MA SE NON AVVIENE ..A MEN
@ lello Hai colto nel segno amico! Tentare un obbiettivo per poi gioire del successo o sorridere per non essere riuscito nell' impresa é una delle motivazioni più grandi per non smettere mai di correre! Anch'io dopo 15 maratone sono poco sotto le 3:30:00 ma i risultati sono arrivati divertendomi nelle corse e sempre senza perdere di vista la mia realtà di atleta...e cioé che sono un "coridoret" come si dice dalle mie parti che tradotto in italiano significa "atleta da 4 soldi" (in modo ironico). Quello che proprio non capisco é che ci sono persanaggi (e tanti) che per passi medi di 4'30''/km o poco meno se la tirano in un modo pazzesco. Uno dei dirigenti della società con la quale corro 30 anni fa era fortissimo. Questo qua dava filo da torcere ai grandi dell' epoca tipo Bettiol, Bordin e Cova per intenderci. E' umilissimo e ancora adesso che ha 60 anni corre a 3'50''/km tanto per capirci. Mi ha sempre detto che ai sui tempi chi correva a 3'45''/km era ritenuto uno scarso. Nel nostro sport servirebbe una mano di umiltà...renderebbe l' atmosfera molto migliore! Ciao
Anonimo ha detto…
il nocciolo non è nella ricerca o meno del personal best, non credo ci sia qualcuno corra solo per far km "alla carlona", (se si corre bene ci si sente bene, ci si allena meglio e si migliorano i tempi)bensì nel confronto delle aspettative spesso esagerate ed illusorie e nella rivalità che ci si crea con amici e conoscenti sulla media che si tiene in allenamento lontano da occhi impietosi della TDS o simil... ogni gara e ogni maratona hanno storie a se stanti e preparazioni viziate da buoni allenamenti e possibili infortuni. Come sempre ci si erge a giudici supremi, non è necessario, live and let live.
Andrea
@ Andrea E' chiaro che, come ho già scritto nel post, ognuno fa poi ciò che vuole. Questo é il minimo. Più che altro questo post é più una provocazione non tanto ai bravi atleti che anche se amatori corrono davvero alla grande (vedi Andrea Rigo della Fulminea ad esempio)ma ai tanti, troppi che si sono svegliati 1, 2 o al massimo 3 anni fa e adesso se non fanno il tempo sclerano. Alla fine quando uno corre sopra i 4'30''/km dovrebbe continuare a pensare che la corsa é solo divertimento e senza patemi da tima finale.

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