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Intervista col...podista:tu lo conosci il Fat?



Ogni runner ha i suoi sogni, i suoi ritmi, i suoi pensieri ed anche dei punti di vista che sicuramente risultano importanti e interessanti. Il podista che aprirà questa nuova rubrica è in realtà una nostra vecchia conoscenza:Marcello Buzio Fatdaddy.
Pasteo: Ciao Fat e benvenuto su Running.
Marcello Buzio Fatdaddy:Ciao Pasteo, all'anagrafe sono noto come Marcello, nome che da oltre 42 anni mi porto dietro (non sopportandolo) e che non mi è parso vero di poter sostituire con un più consono Fatdaddy, nomignolo che mi sembrava molto più carino, anche se i blogger anglofoni mi hanno fatto notare che è un tipico nickname da magnaccia (lapsus freudiano il mio?).
P: Parto subito chiedendoti qual' é stato il motivo che ti a fatto avvicinare al podismo?
MBF:Direi la “crisi dei 40 anni”, quando dopo 12 anni di totale ed assoluta sedentarietà e dall'alto degli oltre 82 Kg ti rendi conto che contando i rotoli della tua pancia ottieni la tua età anagrafica e che fare un piano di scale ti porta costantemente a rischio di un'embolia.
Inizi come fanno in molti... una corsetta per togliere qualche tossina... il programma classico che ti porta a correre un'oretta continua con un piano di allenamento di un mese e mezzo... poi inizi a prenderci gusto e...è fatta, sei bell'e cotto!
P: Da quanti anni le tue scarpe si frugano nell' asfalto di Verona?
MBF:Due anni ed un mese, sono un pivello del running!
P: A3 mega ammortizzate oppure A2 più reattive?
MBF:A3, ho la reattività di un bradipo imbalsamato
P: Cosa ti trasmette il podismo?
MBF:E' la prova tangibile che la maggior parte degli ostacoli che vediamo di fronte a noi sono solo limiti mentali, facilmente superabili con motivazione ed impegno.
Io sono in eterno conflitto interiore, in costante equilibrio precario tra amore ed odio verso me stesso; la corsa mi offre una tregua da tutto questo...avete mai corso partendo da casa nel buio più totale, quando la città dorme ed essere uno dei pochi privilegiati a veder sorgere un'alba commovente? Ecco, quando corro mi sento in sintonia con il mondo...
P: A quale gara sei più legato oppure qual' é quella che ti ha lasciato i ricordi più emozionanti?
MBF:Direi la maratona di Padova 2009, dove per la prima volta ho reagito ad una crisi di gambe attingendo ad una forza mentale che non credevo di possedere, lì ho capito che se insegui un sogno e ci credi davvero nulla ti è precluso
P: Hai un sogno podistico "proibito"?
MBF:Una maratona nel deserto
P: Secondo te é più importante concludere una maratona sotto il proprio personal best oppure ritieni già una vittoria partecipare?
MBF:Il PB è il segno tangibile che tutti gli sforzi fatti per arrivare al momento della gara non sono stati vani e di per sé è motivo di gioia ed orgoglio, ma “qualcuno” (non farò nomi...Albydicorsa!) mi ha insegnato che se concludi una gara varcando il traguardo sapendo di aver dato tutto te stesso, hai vinto, qualunque sia il tuo tempo finale.
P: C' è mai stato un momento in cui ti sei detto:"ma chi diavolo me lo fa fare"?
MBF:Molte, molte, moltissime volte. Poi ricordi le emozioni provate su quel tappeto rosso che ti accompagna negli ultimi 195 metri di una maratona e capisci che tutto questo un senso ce l'ha!
P: Il doping é una piaga alla quale sembra non sia possibile trovare un rimedio. Secondo te é più ipocrita l' atleta dopato oppure il medico di turno che procura e somministra i farmaci?
MBF:Sono ingenuamente ancorato all'idea dell'atleta come di una persona che sacrifica il suo tempo per un'ideale sportivo, per cui mi sento tradito quando si scopre che qualcuno ricorre al doping per ottenere dei vantaggi fisici. Sono da biasimare entrambi, ma per me maggiormente l'atleta...
P: La mia idea per sconfiggere il doping é molto chiara:una volta trovato positivo la carriera di un atleta é finita e deve essergli proibito partecipare anche alle gare amatoriali! Ed il suo medico radiato!Sto esagerando?
MBF:Assolutamente d'accordo
P: C' é un' atleta professionista al quale ti ispiri o che ti trasmette molta passione?
MBF:Mi piacciono gli atleti che, una volta saliti sul tetto del mondo, riescono a non essere travolti dal divismo...gli eroi silenziosi alla Marco Olmo o i poeti estremisti alla Anton Krupicka, anche se sento di avere un debito di riconoscenza nei confronti di Dean Karnazes, visto che è dalla lettura del suo “Ultramarathon man” che è nata questa mia passione!
P: Preferisci allenarti da solo o in gruppo?
MBF:Solo, rigorosamente solo: ho i miei ritmi e (soprattutto!) i miei orari (corro alle 5 di mattina)
P: Siamo verso la fine di questa intervista e prima che me ne dimentichi ti devo assolutamente fare questa domanda:perché hai chiuso il blog? A noi blogtrotters ci manca!
MBF:Forse è fisiologico, forse è solo un momento transitorio, sinceramente non so.
Quando è nata l'idea di scrivere il libro dei blogtrotter mi sono chiesto se tra tutti i miei patetici farfugliamenti sul web ci fosse qualcosa che valesse la pena essere pubblicata: ho iniziato a sfogliare il blog come si fa con i petali di una margherita, cancellando i post ad uno ad uno a colpi di “questo no...questo nemmeno...”. Alla fine ho capito che se cancellavo il blog facevo prima! :D
P: Nel 2010 quali saranno le tue gare più importanti?
MBF:Il primo vero obiettivo stagionale sarà la maratona di Treviso...forse rifarò Padova...mi piacerebbe iniziare ad assaggiare qualche trail o, chi lo sa?, forse un'ecomaratona!
P: Chiudo con una domanda che avrà la particolarità di chiudere tutte le interviste e cioé qual' é il tuo pensiero sui blogtrotters?
MBF:Sono un grande sostenitore delle web-community e resto sempre piacevolmente colpito da quante belle persone si possono incontrare su internet (prima) e dal vivo (dopo, alla prima occasione).
Grazie ai blog ed ai forum ho stretto legami che considero un patrimonio paragonabile ad un tesoro.
Grazie Alberto della tua prorompente e coinvolgente simpatia, spero che le nostre strade si incrocino presto!
Fat
P: Grazie Fatdaddy della tua disponibilità e del tempo che mi hai concesso. Non posso fare a meno di ripeterti che il tuo blog era molto interessante e spero, come molti altri, di vedere presto un nuovo post da leggere e commentare.
Pasteo vi saluta e vi aspetta alla prossima puntata de Intervista col..podista e ricorda che il prossimo potresti essere tu!
A tutti Good run…

Commenti

Fat_Stè ha detto…
E' stato un onore ed un privilegio.
Grazie ancora mitico!
;)
Lucky73 ha detto…
grande, finalmente sappiamo perchè FAT ha chiuso il Blog .....

Primo intervistato, ma vogliamo sapere il FAT-CACHE' :-))))
insane ha detto…
Fat,visto il seguito,tanto inutile il tuo blog non doveva essere..
Pasteo:buona la prima... ;)
albertozan ha detto…
ho ancora in mente l'arrivo di questa splendida persona alla 42k di Padova. un onore esserci stato!! Bravo Alberto per quest'idea!!!!
Tosto ha detto…
Intanto complineti a te Alberto perchè leggendo questo articolo sembra di leggere l'intervista ad un grande campione!! e poi un complimenti al Fat che si è prestato rispondendo seriamente.

MARCELOOOOOOOO!!!! sei troppo celebrale ... e lasciati andare!
Paolo "Cibulo" ha detto…
bella l'intervista al mitico Marcellino!
Spero che lui possa ritrovare gli stimoli per tenerci aggiornati su di lui, mi manca il suo blog...ma non diteglielo!
Heidy ha detto…
Complimenti a tutti due. Pasteo, bellissima iniziativa la tua!! E il Fat...è sempre il grande Fat!!
Ma che bello conoscervi tutti due!!

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