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Parapendio:intervista col...pilota di parapendio




L' uomo sogna di volare...anzi lo ha sempre sognato!Guardare il mondo dall' alto "galleggiando e fluttuando" libero nell' aria.Solo il pensiero di avere delle sensazioni simili crea in me un brivido e penso ciò sia unanime.E' per ciò che ho deciso di realizzare questa intervista con un pilota di parapendio che questa disciplina la pratica da molti anni cosicché,grazie alla sua esperienza,ci potrà descrivere al meglio questo tipo di sport.


L' intervista

Pasteo:Ciao Luigi e benvenuto in "Running".Ti ringrazio della tua disponibilità.
Luigi:Ciao Pasteo il mio nome è Luigi Boggia, sono nato e vivo ad Aosta.Ho Iniziato a volare nel 1978 come paracadutista sportivo presso la scuola di Aosta della quale sono diventato in seguito il Direttore per un periodo. Dai paracadute tondi a quelli ad ala il passo verso le competizioni è stato breve ma erano gli anni dell'evoluzione, molte trasformazioni erano in corso, la curiosità per nuove tecniche era molta ed il gruppo che componeva la scuola era molto affiatato.Festeggio quest’anno i 30 anni di volo, ahimè il tempo passa.Ringrazio il "Virtual Museum Vallée" di Aosta che mi ha dedicato uno spazio nella storia dell'Aeroclub Valle d'Aosta
Visita il museo http://www.vmv.it/mao+aeroclub+valle+d+aosta_1-1-144-0-4.aspx

Il mio sito: http://www.volareinparapendio.it/

La mia pagina: http://www.volareinparapendio.it/luigiboggia.htm
P:
Da quanti anni pratichi il parapendio?
L:Sin da bambino amavo giocare con aeroplani e paracadutisti giocattolo che si lanciavano con la fionda poi un po’ di aeromodelli e all’età di 17 anni mi sono iscritto al corso di paracadutismo presso l’Aero Club Valle d’Aosta, erano i tempi in cui si usavano ancora i paracadute tondi. Ho fatto molta attività fino ad arrivare ad istruire allievi e diventare il direttore della scuola. Dieci anni dopo per motivi personali ho dovuto abbandonare l’attività lancistica ma qualche anno prima avevo iniziato a sperimentare dei decolli da pendii con i paracadute ad ala, era il 1979 a Chamois (Valle d’Aosta) ed il parapendio quello vero non era ancora ufficialmente nato anche se vari tentativi erano stati fatti negli USA. Il primo “vero parapendio” che ho acquistato è stato un biposto, l’emozione di condividere il volo con qualcuno è impagabile.
P:
Ci sono state delle paure che stavano per impedirti di continuare questa disciplina?
L:Non sono un temerario né un irresponsabile e le paure sono sempre presenti, sono però quei sani timori reverenziali verso il volo che non ti fanno commettere imprudenze e non ti lasciano rischiare oltre un certo limite, chi dice di non avere paura è secondo me un pericolo per se e per gli altri. L’unica paura vera è la mancanza di tempo da dedicare a questa passione e la consapevolezza che le stagioni sono cambiate in peggio, volare è sempre più complicato.
P:
Descrivi il tipo di attrezzatura base ed il costo approssimativo.
L:
Per il volo come per tutti gli sport servono le attrezzature giuste: un parapendio adeguato alle proprie capacità ed esigenze, l’imbrago che comprende anche il paracadute di emergenza, l’abbigliamento confortevole e caldo in base alla stagione, i guanti, il casco, gli occhiali, le scarpe da montagna. Costo approssimativo 4.000 euro considerando però un investimento iniziale che dura a lungo. La vela se usata bene dura diversi anni. Ogni anno c’è la spesa dell’assicurazione (200 euro per il singolo), e il club (100 euro), ogni due anni la visita medica e il rinnovo dell’attestato (120 euro).Non si può considerare uno sport costoso
P:Hai mai avuto situazioni davvero complicate?
L:
Le difficoltà di questo sport sono date dalla poca esperienza e dalla sottovalutazione dell’importanza della meteo che in questi ultimi anni è sempre più difficile da interpretare.Noi abbiamo un detto che calza a pennello e recita così: “è molto meglio essere a terra con la voglia di volare piuttosto che essere in volo con la voglia di essere a terra”.
P:
Come si sviluppa la preparazione atletica per poter essere al top su questo sport?
L:
In questo sport la preparazione atletica conta se si pratica il par alpinismo, il nome descrive bene il settore derivante da questa disciplina in espansione, si sale in quota a piedi e si scende in volo. Sono nate attrezzature specifiche dal peso di pochi chili adatte allo scopo. Un’attrezzatura tradizionale pesa circa 12/15 Kg., quella da montagna scende a 5 e a volte anche meno.
Per il volo conta molto l’equilibrio psicofisico, una forte motivazione, una calma interiore, servono in certi casi reazioni rapide sia fisiche che mentali. Nelle rare situazioni critiche si deve prima agire d’istinto che pensare, per questo serve addestramento e continuità, non si può volare poco e farlo bene in sicurezza.
P:
Raccontami un tuo lancio emozionante...
L:
Una precisazione, non ci lanciamo ma ci stacchiamo da un pendio in maniera molto dolce e progressiva, il parapendio non ha il trauma del “lancio nel vuoto”. Una delle emozioni più intense mai provate è stata quando il 13 agosto del 2005 il mio gruppo ed io abbiamo portato in volo Nonna Lucia, una simpaticissima e arzilla Signora di 105 anni che voleva festeggiare il suo compleanno volando per la seconda volta, la prima fu a 98 anni. Ci ha fatto provare un misto di emozione e apprensione ma contemporaneamente ci tranquillizzava la sua serena determinazione e grande passione per il volo. Grazie a lei abbiamo vissuto un momento intensissimo. Ne hanno parlato i giornali, telegiornali e radio di tutto il mondo, un team affiatato l’ha portata in volo con il biposto pilotato dal mio caro amico e pilota di grande esperienza Jean Claude Cavorsin, tutti noi a farle da “scorta” affiancandola nel cielo con le nostre vele colorate. Ora lei ci guarda da molto più in alto.
P:
Io sono trevigiano...sei mai stato a fare parapendio nelle prealpi venete?
L:
Ho girato molti posti sia in Italia che all’estero ma purtroppo dalle tue parti non sono mai stato. So che ci sono posti meravigliosi e piloti molto bravi.
P:
Qual' é il luogo per te più bello per antonomasia?
L:
Tutti i cieli sono belli ma quello che mi ha dato l’emozione più forte è quello africano, ho sempre in mente e negli occhi i voli fatti in Ethiopia nel 2000.Sono stato il primo italiano e uno dei primi 4 al mondo a volare in quel meraviglioso paese. Resterà un ricordo indelebile ed il volo più emozionante mai fatto per il panorama mozzafiato che scorreva sotto i miei piedi come in un documentario, il calore della gente ha fatto il resto ma è una storia lunga da raccontare, se vorrai un giorno te la scriverò.
P:
Quale consiglio puoi dare a chi, leggendo questa intervista, decide di intraprendere questa avventura?
L:Chi decide di intraprende qualsiasi attività legata al volo deve soprattutto dimenticarsi la fretta di raggiungere il risultato finale. Ci vuole pazienza e umiltà, l’uomo non è nato per volare e per quanto si possa essere portati siamo comunque proiettati in un ambiente che non è il nostro per natura. Il volo chiede molto in rapporto a quello che da. Non è uno sport da super uomini ma ci vuole forte motivazione e passione.
P:
In quale momento durante il volo l' adrenalina sale al massimo:il lancio, il volo oppure l' atterraggio?
L:
Ogni fase del volo è emozionante ma il parapendio non lo considero uno sport “adrenalinico” se fatto in maniera “classica”, è più relax e appagamento dei sensi. Da qualche anno è nata la specialità dell’acrobazia, ma quella è altra storia, li l’adrenalina scorre nelle vene ma non penso di avvicinarmi a questa specialità molto spettacolare.
P:
Quanto dura solitamente il volo e come le correnti o eventi particolari possono incidere?
L:
La durata del volo dipende da tanti fattori, il dislivello tra decollo e atterraggio, la meteo, l’orario della giornata , la stagione, il materiale a disposizione e la capacità di mettere insieme tutti i fattori positivi.Il calcolo quindi non è possibile farlo a priori, si può volare 5 minuti o due ore, in gara si fanno voli di 5 ore e più. Noi non abbiamo motore.Ormai ce ne siamo accorti tutti quanto la meteo sia cambiata in peggio, per noi è più difficile praticare il nostro sport, gli eventi si sono estremizzati.
P:
Cosa pensi del doping?
L:
Personalmente sono contrario ma penso anche che nessuno abbia la volontà di fermare il fenomeno. Nel nostro sport fare uso di sostanze dopanti sarebbe inutile quanto pericoloso. Se si vuol fare un buon volo occorre essere lucidi e ben riposati altrimenti si trasforma in stress del quale nessuno ha bisogno.
P:
Trovi giusto che in Italia si dia tanto spazio solo agli sport più lucrosi?
L:
Inutile che ti dica che non sono d’accordo ma io sono un raro esempio di italiano che non segue il calcio però questo è quello che la gente vuole e quindi i media si adeguano. Ci sono discipline più televisive di altre, per fortuna oggi c’è il satellite TV e quindi anche sport cosiddetti “minori” trovano spesso spazio nel piccolo schermo.Sono dispiaciuto che si parli di noi solo quando c’è un incidente anche banale e si facciano i titoli sui quotidiani descrivendoci come dei pazzi scatenati in cerca di emozioni, tra noi squilibrati non ce ne sono te lo assicuro.
P:
Hai un sogno da realizzare con il tuo sport?
L:
Personalmente spero di continuare così con la mia attività finché la passione sarà tale da stimolarmi ad ogni decollo. Dopo tanti anni ho realizzato il sogno di trovare una compagna con la mia stessa passione e così nel tempo libero voliamo insieme in biposto anche se lei ama più essere portata piuttosto che pilotare, vedremo magari poi cambierà idea.Mi piacerebbe vedere più gente avvicinarsi a questo sport che è veramente adatto a tutti anche alle donne perché il volo è soprattutto armonia.Un piccolo aneddoto: la mia cagnetta Snoopy ogni tanto vola con me, mi ha fatto capire a modo suo che le sarebbe piaciuto allora le ho preparato il suo imbrago, con vero entusiasmo si lascia preparare e dopo il decollo si accomoda sulle mie gambe ammirando calmissima il panorama dall’alto. Il più importante giornale di cinofili ungherese ci ha dedicato ampio spazio.
P:Grazie Luigi e complimenti per come ci hai descritto il parapendio e complimenti anche alla tua cagnetta Snoopy che credimi ha più coraggio di me...io soffrendo di vertigini tremo al solo pensiero. Anche in questa occasione si é parlato di uno sport interessante e di una persona straordinaria.Io vi consiglio di visitare il sito di Luigi che ho visto e che apprezzo dove portete vedere molti video interessanti sul parapendio.
Pasteo vi saluta concludendo con una domanda:e voi...sognate di volare?

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