Correre la T.C.E. significa prima di tutto sofferenza! Sudore, tanta fatica e con la consapevolezza che sarebbe stata la testa a portare gli atleti a finire la gara. Arrivato in zona start con la compagnia di Nicola Nardi e di Riccardo Uramonti non ci abbiamo messo tanto a capire che la gara era davvero interessante con il popolo del trail running che aveva accettato di buon grado l'invito lanciato dagli organizzatori. Riccardo ha optato per la 21 km dato il suo fresco recupero mentre io e Nicola verso la 42 km. Alle 8 lo start della gara più lunga mentre tutta la zona si era animata di atleti e simpatizzanti. I primi km sono stati un pochino caotici ma le salite hanno fatto selezione fin da subito relegando ognuno dei partecipanti al loro posto. Correre la T.C.E. significa non aver mai un attimo di tregua perché qui la tregua significa falso piano che non sempre é sinonimo di recupero e tal volta si conniuga meglio con la definizione di "finta tregua". I sali scendi si sono alternati di continuo mentre i chilometri si sommavano tuttavia molto velocemente. "Sarebbe bene ragionare di 10 km in 10 km" urlavo a Nicola e così é stato, mentre il fondo bagnato e appicicaticcio aumentava la senzazione di fatica. Al 30° km ci siamo resi conto di stare bene e con questa sensazione eccoci alla caccia di qualche atleta! "Bisogna basnarli!!!-diceva Nicola-dai che andiamo a prenderli!" ed io dietro a lui come se quel "basnarli" dovesse significare qualcosa tipo "ALLA CARICAAAAA!". A dirla tutta ne abbiamo passati moltissimi anche se verso il 37° km la fatica non é passata indifferente! L'ultima salita é stata devastante ma troppa era la voglia di arrivare al traguardo e chiudere la gara. Dal 39° in poi é stata discesa dura, tosta, tecnica e faticosa mentre ormai davanti a noi c'erano poco meno di due chilometri. Gli utlimi 1000 metri non sono stati semplici, nemmeno sul'asfalto più duro del terreno ma anche più scorrevole e così questi due "pazzi" amanti del trail running hanno chiuso la 42 km in 5 ore e 31 minuti che per noi é oro. Al finish ritroviamo anche Riccardo e Marta da Pra che ci aspettavano ed il traguardo é risultato ancora più emozionante! Adesso andremo avanti di settimana in settimana verso il Gran Raid delle Prealpi.
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La luce era soffusa dentro la stanza mentre la medium invitava i presenti a sedersi. L'odore invadente dell'incenso era fortissimo quasi nauseabondo e si mescolava con il profumo di cera delle candele. Attorno al tavolo c'era Francesca, Riccardo, Michele, Davide, Manuela e Nicola. "Signori mi raccomando- urlò la medium- non spezzate la catena!". I presenti si sedettero e si presero per mano mentre la medium iniziava ad andare in trance. "Spirito del blog di Pasteo ci sei!??!!" urlò la medium mentre attorno tutto taceva. "Spirito del blog di Pasteo dacci un segno!". Nulla stava accadendo mentre i presenti iniziavano a dubitare della medium. Quest'ultima, evidentemente irritata, iniziò ad assumere espressioni piuttosto strane. Nel silenzio più assordante, con attorno persone attonite, la donna iniziò ad agitarsi:"sento una negatività, percepisco una persona ostile tra di voi che sta ostacolando il contatto!" La medium con uno sguard...
Una delle affermazioni più comuni alla domanda “cosa ti regala la corsa” é: “la sensazione di libertà!” Oppure “la corsa libera la mente” o ancora “la corsa libera dallo stress”. Io aggiungerei pure che la corsa libera le endorfine che poi migliorano l'umore ma ce ne sarebbero molte altre che sancirebbero il legame tra corsa e libertà. Sembra un paradosso ma in certi casi, rari per fortuna, questa libertà si può trasformare in una vera e propria prigionia e molto spesso porta all'allontanarsi dalla corsa e dallo sport in generale. A me sono capitate delle situazioni dove ho potuto davvero vedere in prima persona alcuni casi che voglio raccontare e per i quali userò nomi di fantasia. La “cella” del cronometro ad esempio! Nel 2008 al termine della Trevisomarathon incontrai Lucio che era vistosamente nervoso! Era un mio compagno di squadra ed eravamo fuori dallo stadio Tenni. Sapevo che aveva tentato un tempo molto impegnativo realizzando un incredibile...
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